Giovedì, 07 Novembre 2019 18:57

Black Friday 2019: l'esempio di Walmart

Il colosso americano allunga il periodo delle svendite in vista del Venerdì Nero, ma investe in personale.

Se oggi abbiamo l’imbarazzo della scelta di fronte al menù di una pizzeria è colpa del “pizza effect”: il fenomeno di trasformazione di un elemento di una nazione quando viene esportato, per poi essere re-importato nella versione influenzata da fonti straniere.

Più semplice spiegarlo con un esempio: la prima pizza italiana era in origine un piatto povero con pochi semplici ingredienti. Dopo lo sbarco in America con i primi migranti, conquistò gli Stati Uniti adattandosi ai gusti locali, con varianti che hanno in seguito conquistato anche l’Italia. Tranne la “Hawaii”, la pizza con l’ananas, che a tutt’oggi è considerata un’eresia dai nostri connazionali.

Anche il Black Friday risente dell’effetto pizza. Il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento sarebbe conosciuto come “nero” perché dopo un intero anno di attività in perdita ("in rosso") i negozi guadagnerebbero un profitto (scritto in nero sui libri contabili). Il periodo di vacanza intorno al Giorno del Ringraziamento, infatti, dà inizio per tradizione negli USA allo shopping natalizio.

In realtà, l’esportazione di questo “mito” in paesi dove si ignora l’esistenza del Thanksgiving Day ha sconvolto di parecchio le sue origini. Gli sconti aggressivi che negli anni ’80 servivano ai commercianti americani per iniziare bene la stagione invernale sono diventati l’occasione più attesa per gli acquisti di tutto l’anno, con il risultato che ogni scusa è buona per anteporre il prefisso “Black” a qualunque iniziativa.

Il retail italiano è in parte responsabile di questa contaminazione. Gli eccessi di un solo giorno si sono trasformati in settimane intere di sconti e ribassi anche negli Stati Uniti dove il fenomeno è nato. Da alcuni anni, infatti, si inizia a parlare di Black Friday il giorno dopo Halloween. E il nero che dovrebbe significare profitto è in realtà rosso per i margini.

Il colosso Walmart ha iniziato a pubblicizzare sconti “neri” il 24 ottobre, allungando di un’altra settimana il periodo delle svendite. Questo per contrastare il fatto che il Black Friday del 2019 cadrà molto più a ridosso del Natale (29 novembre) e il costante aumento di consumatori che decidono di usufruire degli sconti online anziché in negozio. Lo scorso anno, infatti, gli americani che hanno acquistato su siti di e-commerce durante le vacanze del Ringraziamento è stato il 23% in più rispetto al 2017. [fonte WSJ]

Stupirà sapere, tuttavia, che l'obiettivo di Walmart quest’anno è anche quello di investire di più nel personale rispetto agli anni precedenti per attirare gli acquirenti con un servizio clienti migliorato. L’azienda prevede di assumere 130.000 lavoratori stagionali quest'anno, rispetto ai 120.000 del 2018.

Da un lato, quindi, l’effetto pizza del Black Friday è stato quello di diluire gli sconti per lasciare più tempo per le compere ai consumatori e impedire che prediligano sempre più gli acquisti online (dove non devi cercare parcheggio per l’auto e non rischi gomitate tra la folla). Dall’altro, però, si è cercato di realizzare un’esperienza d’acquisto migliorata con l’assunzione di personale (anche se solo stagionale).

Confidiamo che anche il nostro retail, tanto appassionato di strategie commerciali straniere, segua questo esempio. Ma forse sarà più facile, la prossima volta che andremo in pizzeria, trovare la pizza con l’ananas nel menù.