Domenica, 14 Marzo 2021 08:46

L’effetto frusta che viviamo nei negozi

Domanda alle stelle per tanti prodotti, ben al di fuori di ogni previsione.

Ultimamente capita di dover dire “mi dispiace” al cliente che sta cercando il frigorifero giallo da abbinare alla cucina moderna appena ordinata. Dopo aver spiegato che la produzione mondiale è stata stravolta a causa della pandemia e che spesso ci troviamo in difficoltà ad esaudire anche le richieste più banali, ci consola il fatto che lo stesso consumatore ammetta che “anche il mobiliere ha detto che non arriva tutto come una volta”.

Quello che stiamo vivendo nei negozi oggi è conosciuto come “effetto frusta”. In parole povere, è una amplificazione della domanda di un certo bene che va al di fuori di ogni previsione e che si ripercuote sulla catena di distribuzione esattamente come ad un ampio movimento del braccio (domanda) conseguono onde di ampiezza inferiore che vanno ad effettuare uno schiocco al termine della frusta (produzione).

Nel bel mezzo di una crisi economica mondiale tutta la filiera dell’elettronica di consumo si è trovata di fronte ad una domanda di prodotto più alta delle aspettative. Questo evento ha due aspetti ben distinti. Da un lato le previsioni a breve-medio termine delle industrie del settore sono state molto prudenti all’inizio della pandemia; d’altro canto non si è assistito a quel calo di consumi che si temeva, anzi spesso le richieste di prodotto sono aumentate.

Ad aprile dello scorso anno quasi tutte le industrie sono corse ai ripari seguendo uno schema che era lo stesso delle precedenti recessioni: un ritiro ordinato dalle linee di assemblaggio, una riduzione della produzione, taglio dei costi e mantenimento dei capitali. Questo li ha lasciati assolutamente impreparati al forte rimbalzo della domanda dei consumatori che è iniziato poche settimane dopo e continua ancora oggi.
A fronte di una riduzione dei consumi di elettronica del 18,72% all’inizio della pandemia, negli USA le fabbriche hanno ridotto del 48,45% la produzione. A ottobre 2020 la produzione era tornata a livelli normali, con una timida crescita del 4,88%, ma i consumi nel frattempo erano aumentati del 14,84% rispetto al 2019. [fonte WSJ]

Senza ristoranti da visitare o viaggi da fare, i consumatori hanno scelto spesso di migliorare gli elettrodomestici di casa, ristrutturare parti dell’immobile per partecipare alle detrazioni fiscali, sostituire alcuni prodotti guasti o acquistarne di nuovi. Durante il lockdown sono nati dei bisogni che una volta rappresentavano semplicemente un capriccio. Non solo macchine del pane, robot da cucina e forni per la pizza, ma anche notebook, webcam e console di gioco.

I produttori hanno cercato di recuperare il ritardo da allora. A quasi un anno dai primi blocchi, le cooking-machine, le lavastoviglie da incasso e le webcam sono ancora difficili da trovare. In più, una carenza globale di semiconduttori ha costretto molti produttori di personal computer a tagliare la produzione nelle ultime settimane.

A complicare le cose è stato il fatto che, alla richiesta dei fornitori di aumentare la produzione per seguire la curva della domanda, molte fabbriche non sono state in grado di garantire la fornitura a causa di chiusure straordinarie dovute al coronavirus. Lo spostamento delle merci, inoltre, è più difficile durante la pandemia, e i costi dei container sono alle stelle. Le aziende, quindi, stanno effettuando ordini di grandi dimensioni per compensare il tempo necessario per procurarsi le forniture. Questo sta esacerbando la tensione sulle catene di approvvigionamento.

Per tagliare i costi, negli ultimi decenni le aziende si sono concentrate nel rendere le fabbriche più piccole, più economiche ed efficienti, esternalizzando molte operazioni e riducendo le scorte. Lo stesso principio è stato applicato ai punti vendita, minimizzando gli stock e il personale.

La soddisfazione della domanda primaria tornerà presto alla normalità, ma si prevede che i prodotti di nicchia resteranno tagliati fuori dalla produzione per un bel po’ di tempo ancora, dovendo dedicare tutte le catene di montaggio disponibili al mercato di massa.

La prossima volta che un cliente ci chiederà un frigorifero giallo e non sappiamo dove sbattere la testa, potremo dare la colpa all’effetto frusta. (g.m.)