Lunedì, 07 Febbraio 2022 16:14

Telecomandi universali Superior: un’innovazione italiana dallo sguardo internazionale

Il timoniere dell’azienda Claudio Calò racconta i risultati di un anno positivo, nonostante il vento contrario, e l’approccio al mercato, caratterizzato da un forte orientamento agli obiettivi.

Claudio Calò, Superior Electronics Claudio Calò, Superior Electronics

Il passaggio al digitale terrestre sta in parte incidendo sulle vendite dei televisori, ma non solo. Anche un settore “collaterale” come quello dei telecomandi risente infatti del fenomeno switch off, che coinvolgerà una larga fetta della popolazione italiana. Ne abbiamo discusso con Claudio Calò (foto), al vertice di Superior Electronics, leader nella produzione di telecomandi universali e con un database sempre aggiornato in grado di gestire un ampio parco di apparecchiature, tv in primis, di ultima generazione e meno recenti.

Calò, come sta impattando l’arrivo del digitale terrestre sulla vostra attività?
“Per noi tale passaggio ha già significato un rilancio delle vendite per quanto riguarda il segmento dei supporti per televisori e in particolare per quello dei telecomandi programmabili: un settore che anche durante lo scorso anno abbiamo continuato a migliorare e che offre oggi la possibilità di gestire televisore e ricevitore satellitare assieme. Grazie all’incremento del 35% raggiunto lo scorso anno Il Sole 24 Ore e l’inserto de La Repubblica Affari e Finanzia ci hanno collocato tra le 400 aziende leader della crescita nel 2021”.

Come valuta la comunicazione al consumatore finale che sta accompagnando lo switch off?
“Credo che attorno a questo tema regni una certa confusione e che per l’utente finale sia ancora difficile capire se e quando sostituire il proprio tv. I consumatori sanno che il ricevitore digitale è disponibile, quindi presumibilmente lo acquisteranno (o acquisteranno un nuovo televisore) quando ne sentiranno il bisogno. La data del definitivo passaggio al digitale terrestre continua a slittare, e trovo questa una scelta comprensibile nella delicata situazione sanitaria in cui versa il nostro Paese”.

Come è cambiato, rispetto allo scorso anno, il vostro modo di comunicare al pubblico?
“Abbiamo arricchito il nostro sito rispetto al 2021 anche grazie all’introduzione di nuovi avanzati apparecchi: si è ampliata infatti la gamma di videocamere smart con prodotti per la videosorveglianza, dotati ora di una app molto diffusa che segna un passo avanti nel progresso di questo settore. Grazie ad essa è possibile controllare la propria abitazione da remoto e regalare tranquillità anche quando si è lontani da casa. Mi auguro che l’uso di dispositivi intelligenti si diffonda tra gli italiani in modo massiccio e che la videosorveglianza, con apparecchi sia da interno che da esterno, diventi un’abitudine consolidata nel nostro Paese. Nel frattempo andiamo avanti con la proposta di nuovi supporti per tv e di kit di fissaggio per asciugatrice e lavatrice”.

Come avete affrontato la crisi dei noli marittimi e il conseguente aumento del costo dei trasporti?
“È stato un anno col vento contrario perché la situazione internazionale, che ha visto quintuplicare il costo dei trasporti, ha limato i margini: non era possibile trasferire il peso dei maggiori costi sostenuti sui prezzi di cessione dei prodotti da un giorno all’altro. Inoltre, il tasso di cambio, favorevole per il dollaro, ci ha rubato un altro 5%. Ma siamo riusciti a fare un piccolo tesoretto di chips, o semiconduttori, utili alla nostra produzione, e questo ci ha permesso di avere sempre a disposizione i componenti necessari in un periodo in cui questi scarseggiavano. Quindi possiamo dire di aver gestito la situazione globale con prudenza e una buona programmazione strategica”.

Come ha influito la pandemia nel rapporto con il trade?
“In questa fase delicata abbiamo consolidato la partnership con la distribuzione, che avendo a disposizione un prodotto costantemente aggiornato, non corre il rischio di avere in casa merce obsoleta e invendibile. Coi nostri telecomandi di ultima generazione - come Freedom (foto) - che godono di un update quotidiano effettuato dal nostro help desk interno, la memoria a bordo, virtualmente infinita, è infatti quella del giorno”.

Siete nati e avete continuato la vostra attività con un occhio sempre attento ai mercati esteri.
“Sì, ad oggi l’export rappresenta l’85% del nostro fatturato e molti dei nostri prodotti sono sul mercato con marchi terzi. Siamo un’azienda dal respiro internazionale che mantiene un forte legame con l’Italia. La mia esperienza professionale affonda le proprie radici nell’azienda della fabrianese famiglia Merloni, ricca di valori intramontabili come l’orientamento al risultato e la motivazione del lavoro in équipe, che ho cercato di portare in Superior. Ecco perché, scherzosamente, in azienda ci definiamo tutti marchigiani”. (s.c.)