Per oltre un mese abbiamo provato il robot tagliaerba Mammotion Luba 3 AWD su uno spazio di poco più di mille metri quadrati divisi su quattro prati diversi, caratterizzati da terreno sconnesso e presenza di erbacce, un vero "banco di prova" per un robot tagliaerba di ultima generazione. I robot Mammotion di questa fascia (come i modelli delle serie LUBA mini 2 AWD 1000/1500 o YUKA mini 2), basati sulla navigazione satellitare e visiva senza filo perimetrale, rispondono molto bene a questa specifica configurazione, ma presentano alcune sfide strutturali legate alla natura del terreno.
Abbiamo diviso la nostra esperienza d’uso in base al tipo di lavoro.
1. Gestione dei 4 Prati Separati (voto: 9/10)
Questo è il vero punto di forza dei sistemi Mammotion. Grazie alla tecnologia wireless (che unisce il posizionamento satellitare alla visione AI), il robot eccelle nella gestione multi-zona.
- Mappatura. L'applicazione permette di mappare diverse zone distinte. È possibile creare dei corridoi virtuali di collegamento tra i quattro prati, permettendo al robot di spostarsi autonomamente da un giardino all'altro (a patto, ovviamente, che non ci siano barriere fisiche insormontabili come gradini alti o cancelli chiusi).
- Copertura dei 1000 mq. La batteria copre agevolmente la superficie totale. Con la ricarica intelligente e predittiva, se il robot si scarica a metà del terzo prato, torna alla base, calcola quanta energia serve per finire il lavoro e riparte senza sprecare tempo per una ricarica completa.
2. Comportamento sul terreno sconnesso (voto: 8,5/10)
I modelli Mammotion (in particolare le versioni AWD (All-Wheel Drive ossia a trazione integrale) gestiscono i terreni irregolari molto meglio della concorrenza a trazione posteriore.
- Pro. I motori indipendenti sulle ruote e l'ottima altezza da terra permettono al robot di superare piccole buche, avvallamenti e radici senza slittare o rovinare il manto erboso. Nel nostro caso ha sempre dimostrato una stabilità eccellente.
- Contro. Se le sconnessioni del terreno creano veri e propri "scalini" o buche profonde, il rischio è che il piatto di taglio tocchi terra, attivando i sensori di sollevamento o bloccando temporaneamente il mezzo. A noi non è mai capitato.
3. Impatto con le erbacce (voto: 7,5/10)
Il comportamento qui dipende molto dalla consistenza e dall'altezza delle infestanti.
- Erbacce a foglia larga o fitte. I dischi di taglio Mammotion (che montano lame pivottanti/oscillanti ad alti giri) hanno una buona forza d'impatto. Se il robot passa regolarmente, riesce a sminuzzare l'erbaccia comune mantenendola bassa.
- Erbacce alte, legnose o fusti duri. Se le erbacce sono fusti spessi o piante a crescita rapida molto coriacee, le lame oscillanti possono ripiegarsi per autoprotezione. In questi casi, il robot potrebbe "calpestare" l'infestante senza tagliarla di netto o addirittura girargli attorno.
Verdetto e consigli pratici
Il Mammotion promosso sul nostro tipo di terreno? Sì, con un occhio alla manutenzione. È lo strumento ideale per eliminare la seccatura del filo perimetrale su proprietà frazionate, ma per farlo rendere al meglio sul terreno sconnesso e con infestanti suggeriamo di:
- Alzare il piatto di taglio. Nei primi passaggi sul nostro terreno abbiamo impostato l'altezza di taglio al massimo (es. 60-65 mm) tramite app per evitare urti sul suolo. L’abbiamo poi abbassata fino a 40 mm una vota che il terreno si è regolarizzato.
- Aumentare la frequenza. Non lasciate che le erbacce crescano troppo. Facendo girare il robot 3-4 volte a settimana, le infestanti non avranno il tempo di sviluppare fusti legnosi e verranno progressivamente indebolite dal taglio continuo.
- Controllare le lame. Il terreno sconnesso (presenza di sassi nascosti) e le erbacce dure usurano i taglienti più velocemente rispetto a un prato inglese uniforme. Suggeriamo di controlla il set di lame ogni 2-3 settimane.
In estrema sintesi, oggi il nostro Mammotion è diventato un compagno insostituibile per la cura dei prati. Non a caso lo abbiamo chiamato Arturo, come se fosse un amico.









