Mercoledì, 30 Gennaio 2019 10:05

Smartphone, la gara è sulle memorie. E spunta (sempre di più) il valore Sar

Il Tar del Lazio ha chiesto ai ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione di presentare una campagna per l’informazione sull'uso corretto dei cellulari in relazione all'emissione di radiazioni.

Pare che la guerra degli smartphone si combatterà sul piano della memoria, dopo le battaglie a suon di fotocamere. Fino al lancio del Huawei P9, il primo telefonino con doppie lenti Leica, sembrava impossibile che un prodotto nato per rispondere a chiamate e messaggi soppiantasse una macchina fotografica. Da quel momento in avanti ci siamo dovuti ricredere: i produttori hanno presentato sensori sempre più efficienti e ottiche stabilizzate. Ormai la doppia lente è quasi la normalità, mentre esistono già prodotti con tre o quattro fotocamere. Nokia presenterà un modello con cinque obiettivi al prossimo MWC; LG si porta avanti brevettandone uno con 16.

Tuttavia l’esigenza di una grande fetta di clientela, che ha ormai riposto macchine fotografiche e vecchie videocamere nel cassetto, sembra essersi ora spostata sulla capacità delle memorie. Per fare foto grandi serve un grande spazio per immagazzinarle, e ormai la capacità di 32GB di ROM, che fino a qualche mese fa era considerata una buona dotazione per la fascia media, è appena sufficiente per un entry-level.

E dopo che avremo un telefono che sembra l’occhio di una mosca, e tanti terabytes per salvare i gattini che ci mandano su WhatsApp, cosa si inventeranno i produttori di telefonia mobile? Di sicuro l’evoluzione del cellulare non seguirà ciò che successe per i vecchi modelli GSM: la corsa alla miniaturizzazione delle componenti portò a dispositivi sempre più tascabili e le batterie – da immense e poco durevoli – diventarono leggere e capaci di tenere la carica per quasi una settimana.

Questo genere di trasformazioni sarebbe in controtendenza adesso che tutti cercano uno schermo capace di sostituire il tablet, tanto che il mercato di quest’ultimo è in contrazione da anni. E nessuno sembra andare alla ricerca di batterie che durino più di un giorno, essendoci ormai abituati a ricaricare il telefono ogni sera. C’è un progresso che si renderà però necessario ed è quello della riduzione delle emissioni di radiazioni. O quantomeno l’introduzione di note informative sul pericolo derivante dall’uso smodato di questi apparecchi.

Una recente sentenza del Tribunale di Ivrea ha riconosciuto l’effetto cancerogeno delle onde elettromagnetiche del telefonino, condannando l’Inail al pagamento di una rendita vitalizia per malattia professionale ad un ingegnere Telecom che ha utilizzato lo smartphone per più di tre ore al giorno negli ultimi 15 anni. Direttamente dal Tar del Lazio, in questi giorni, è arrivata la richiesta rivolta ai ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, di presentare una campagna per l’informazione sul corretto uso degli smartphone. E informare i cittadini sui possibili rischi per la salute. Il tempo massimo per questo genere di comunicazione è stato fissato a sei mesi, e dovranno essere utilizzati i mezzi di comunicazione “più idonei ad assicurare una diffusione capillare”.

Noi abbiamo inserito, nelle recensioni dei nuovi modelli di smartphone, il valore SAR come elemento di valutazione. Misura l’energia assorbita dal nostro corpo in un certo periodo di tempo, si esprime in Watt per Kg ed è importante assicurarsi che il nostro dispositivo non superi i valori stabiliti per legge, che nel caso dell’Unione Europea sono di 2 W/Kg. Il valore SAR è troppo spesso sottovalutato, e invece dovrebbe essere una delle informazioni da verificare prima dell’acquisto. Un valore di radiazioni basso infatti significherebbe avere in tasca - o in mano - un prodotto poco inquinante a livello elettromagnetico.

Le emissioni di onde si rendono necessarie per “prendere il campo” telefonico, ragion per cui non esisterà mai un telefono portatile senza radiazioni. I costruttori, tuttavia, dovrebbero iniziare a preoccuparsi di informare la popolazione sugli accorgimenti da mettere in atto per limitarne gli effetti negativi. Come utilizzare auricolari - meglio quelli con filo - per le chiamate superiori ai due minuti, o non tenere lo smartphone in tasca vicino agli organi vitali (il taschino della camicia a lato del cuore è da evitare). Dormire con il telefono sul comodino non è poi la maniera più salutare per trascorrere la notte: siete abituati a svegliarvi con il vostro cellulare? Esistono molte sveglie in commercio ad emissioni zero. Costano pochi euro.

Siamo sempre più tech-addicted e non ci accorgiamo di quanto il telefonino sia sempre più presente nelle nostre vite, anche in maniera invadente. Ci troviamo di fronte alla più grande dipendenza dell’umanità dopo il fumo, ed esattamente come per il tabagismo esiste una riluttanza dei cittadini a riconoscere gli effetti negativi sulla propria salute. Ecco perché negli anni che verranno sarà sempre più necessario fare una corretta informazione per utilizzare al meglio i nuovi dispositivi. (g.m.)