Il panorama dell’efficienza energetica è in continuo movimento, anche se con la stessa rapidità di un bradipo assonnato. La nuova etichetta è arrivata nel 2021 per lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie e lavasciuga, ma per asciugatrici, forni e condizionatori si è preferito rimandare, lasciando i negozianti e i clienti in un mare di confusione.
Oggi, chi entra in un negozio e si trova di fronte ad una lavatrice con la nuova scala e un’asciugatrice con la vecchia, fatica ad orientarsi. E chi sta dietro al bancone deve ripetere, decine di volte al giorno, che la lavatrice "A+++" non esiste più e che l’asciugatrice accanto invece sì, almeno per ora. Che la vecchia etichetta esiste per il prodotto più recente, l’asciugatrice appunto, mentre per il prodotto più datato è già disponibile una nuova classificazione. Un caos generato dalla lentezza con cui si è deciso di affrontare il cambiamento e che solo ora si inizia a sbrogliare.
Un piccolo passo per l’umanità
Da luglio 2025, finalmente, anche le asciugatrici adotteranno la nuova etichetta energetica dell’UE. Un piccolo passo per l’umanità, ma un grande sollievo per chi lavora in un negozio di elettrodomestici.
La svolta è arrivata il 22 novembre 2024, quando la Commissione Europea ha pubblicato le nuove norme che regolano l’etichettatura delle asciugatrici domestiche, con l’obiettivo di ridurre i consumi e migliorare l’impatto ambientale. Da qui, regole più stringenti: solo modelli a pompa di calore, limiti più severi sul consumo in stand-by e obbligo per i produttori di garantire la disponibilità di ricambi per i modelli immessi sul mercato dal 1° luglio 2025.
Il passaggio sarà graduale: tra marzo e giugno 2025, i prodotti dovranno esporre entrambe le etichette (vecchia e nuova), mentre da luglio in poi resterà solo quella nuova. Il sistema di classificazione seguirà il modello delle lavatrici: la vecchia scala A+++ verrà sostituita da una nuova che va da A (massima efficienza) a G (minima). Questo significa che modelli oggi considerati "A+++" potrebbero finire in classe C o D.
Nei negozi, al momento, sono pochissime le asciugatrici che dispongono della nuova etichetta, ma da marzo sarà possibile scaricare e stampare la nuova energy label dai siti dei produttori.
E forni e condizionatori? Ultimi tra gli ultimi
Forni e condizionatori restano fuori dai giochi. Perché? Noi abbiamo ipotizzato alcuni motivi che potrebbero spiegare questa esclusione.
- Complessità tecnica: condizionatori e forni hanno caratteristiche e tecnologie troppo varie per poter essere facilmente inquadrati in un’unica scala. I consumi di un climatizzatore variano per potenza, regione di installazione e destinazione d’uso (residenziale o commerciale). I forni cambiano per capacità del vano e modalità di cottura. Unificare i criteri non è semplice.
- Difficoltà nei test: i condizionatori operano in condizioni climatiche diverse e le loro prestazioni variano in base alla temperatura esterna. I forni, invece, hanno usi molto variabili: scaldare una pizza surgelata non è come cucinare un arrosto di quattro ore. Definire un metodo di misurazione valido per tutti è complicato.
- Priorità dell’UE: l’Unione Europea ha deciso di concentrarsi prima sugli elettrodomestici a più alto impatto energetico, come lavatrici e frigoriferi, rimandando il resto a data da destinarsi.
Insomma, se ne parlerà più avanti. E nel frattempo? Tocca aspettare e continuare a spiegare ai clienti perché alcuni prodotti hanno già la nuova etichetta e altri no.
Le nuove etichette energetiche sono già vecchie?
Tanta attesa ha generato, oltre che confusione, anche un invecchiamento rapido dell’idea alla base della classificazione energetica. Che era buona: semplificare e rendere più chiaro il risparmio energetico. Ma nella pratica qualcosa è andato storto. Il caso delle lavatrici lo dimostra chiaramente: alcuni modelli in classe A consumano già il 40% in meno rispetto al limite della loro stessa categoria. E i frigoriferi? Quelli side-by-side e a doppia porta fanno veramente fatica a raggiungere anche soltanto la classe D, perché la scala attuale non tiene conto delle loro specificità strutturali. Mentre i combinati da 60cm in classe A sono già disponibili da qualche mese.
E qui arriva il paradosso: dopo aver atteso anni per uniformare le etichette, ci si ritrova già a doverle rivedere. I produttori, sempre più avanti nella ricerca dell’efficienza, hanno superato i parametri imposti in un batter d’occhio. E così, mentre si cerca ancora di spiegare ai clienti che le lavatrici A+++ non esistono più, si dovrà presto comunicare una nuova revisione delle etichette. Un circolo vizioso che dimostra quanto la regolamentazione fatichi a stare al passo con l’innovazione.
Una matassa difficile da sbrogliare
La Commissione Europea voleva fare ordine, ma ha finito per complicarsi la vita. Ha creato un sistema statico, pensando di risolvere il problema una volta per tutte, e invece bisogna già metterci mano. Le lavatrici ormai giocano in un campionato tutto loro, mentre i frigoriferi più grandi sono condannati a restare nelle classi peggiori. Un sistema lento che non tiene conto della rapida evoluzione dei produttori in campo di efficienza energetica.
Di questo passo, quando forni e climatizzatori riceveranno la nuova energy label sarà già il caso di cambiare la scala di lavatrici e frigoriferi. Perché se le etichette invecchiano più in fretta degli elettrodomestici stessi, presto l’unica cosa davvero insostenibile sarà la pazienza dei consumatori e dei commessi. (g.m.)









