Lunedì, 10 Agosto 2020 16:18

Dieci comandamenti per il 'Rinascimento Digitale'

Nel suo ‘Manifesto’ la Federazione Digitale italiana traccia principi e obiettivi per una evoluzione etica e sostenibile del nuovo mondo virtuale.

L’ecommerce è forse la manifestazione più evidente della rivoluzione digitale del nostro tempo. Ma il cambiamento riguarda anche il mondo del lavoro, della scuola, dell’informazione e della formazione, dello spettacolo, della pubblica amministrazione, della sanità. Insomma, penetra in tutte le espressioni della vita pubblica, professionale e privata, come abbiamo avuto modo di sperimentare quest’anno in particolare. Di fronte alla forte accelerazione dal digitale, registrata in questi ultimi mesi, esperti e addetti ai lavori richiamano l’attenzione sulla necessità, ora impellente, di tracciare regole e linee di sviluppo entro le quali gestire l’evoluzione, per assicurare che la transizione avvenga il più possibile in modo uniforme e vantaggioso per tutto il Paese. Attualmente la situazione nazionale presenta livelli di digitalizzazione molto differenziati, con tassi di analfabetismo digitale che rallentano e condizionano il processo innovativo.

FederazioneDigitale

Questo è il panorama in cui è nata la ‘Federazione Digitale’, voluta da alcune organizzazioni del settore: Netcomm, Consorzio del Commercio Digitale Italiano, il maggior riferimento per l’e-commerce e il retail digitale, e IAB Italia Interactive Advertising Bureau, filiale italiana della più importante associazione mondiale nel campo della pubblicità digitale, che rappresenta l’intera filiera del mercato della comunicazione online. Il nuovo sodalizio, fondato a marzo 2019, ha lo scopo primario di ‘promuovere lo sviluppo dell’economia digitale e l’uso delle nuove tecnologie a beneficio dell’innovazione del Paese’. Un intento di grande attualità, ce ne siamo resi conto molto bene anche a causa del Covid-19.

A certe condizioni
Nell’inesorabile processo evolutivo verso la trasformazione digitale siamo a un punto cruciale: da una parte abbiamo provato in concreto utilità e valore strategico della tecnologia digitale, dall’altra abbiamo constatato tutti i limiti e le inadeguatezze di cui soffriamo, e in più ci siamo fatti un'idea di quanto possa essere pericolosa la stessa straordinaria tecnologia senza una definizione dei suoi confini, degli obiettivi, e in assenza di normative e attribuzioni di responsabilità. Cosa serve, allora? Secondo gli esperti di Federazione Digitale serve innanzitutto la disponibilità a collaborare di tutti i soggetti coinvolti: imprese, associazioni, istituzioni, media, privati cittadini. E servono obiettivi chiari su cui lavorare, che l’organizzazione ha fissato nel suo ‘Manifesto’ intitolato 'Rinascimento Digitale', recentemente pubblicato: dieci punti che tracciano obiettivi e linee guida da seguire per promuovere uno sviluppo sostenibile ed etico della digitalizzazione del Paese. Quello suggerito dalla federazione è  un approccio non più prorogabile, di fronte al fatto che una digitalizzazione a diverse velocità  può creare disuguaglianza sociale, economica, culturale. Inoltre già sappiamo che può causare pericolosi livelli di disumanizzazione e di alienazione. Per questo è necessario cercare di coniugare il digitale in una dimensione umanizzata, come in un Rinascimento, appunto.

“Con questo Manifesto - spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm e di Federazione Digitale - intendiamo impegnarci affinché il digitale diventi, prima di tutto, strumento di inclusione sociale e volàno per il progresso economico che il nostro Paese, in questa fase di necessaria ripartenza, non può più rimandare. Utilizzo intelligente e sistematico dei big data, smart working, e-learning, e-government, commercio e pagamenti digitali, sistemi di regolamentazione del digitale sono le direttrici che perseguiremo". Fra i molti ambiti, Federazione Digitale evidenzia come la formazione giocherà un ruolo fondamentale a tutti i livelli, per garantire la giusta valorizzazione del cosiddetto capitale umano, cioè noi. Bisogna pensare alla ridefinizione di corsi scolastici e universitari, per preparare nuove figure professionali adatte a soddisfare le richieste del mercato del lavoro; non è infatti difficile prevedere che la competenza digitale sarà sempre di più requisito necessario per accedere alle opportunità di impiego. Serve anche che le imprese assumano la consapevolezza e impegno nel riconoscere maggior valore alla formazione da erogare ai propri dipendenti, il loro capitale umano. Anche a livello personale serve un nuovo atteggiamento mentale, dobbiamo essere anche noi consapevoli che essere aggiornati, continuamente, è nostro interesse. La Rete rende facilmente disponibili strumenti di formazione e auto-apprendimento. Il nuovo mondo digitale richiede che impariamo a dedicare periodicamente del tempo alla ‘manutenzione’ delle nostre competenze. Secondo un indice che fotografa lo stato di digitalizzazione (DESI) l’Italia è terzultima nella graduatoria dei 28 Paesi europei, mentre è provato che il digitale sia una leva competitiva: le aziende che hanno investito in questa tecnologia hanno prodotto un fatturato superiore del 12%.

Il Manifesto del Rinascimento Digitale è consultabile qui.  (l.c.)