Ogni tanto arriva qualcuno con la macchinetta del caffè in braccio e una faccia tra lo sconsolato e l'accusatorio: “Non fa bene il caffè!”. Che sia a capsule, a cialde, automatica o manuale, il copione è sempre lo stesso.
Io però faccio sempre una domanda molto semplice: "Ha fatto la decalcificazione?"
A quel punto si aprono due strade. C’è chi mi guarda come se avessi appena citato un passo in sanscrito, e chi risponde: "Sì sì, la faccio tutti gli anni!”.
Tutti gli anni, capito? Come il cambio dell’olio nella Panda, una volta l’anno, ma con una macchina che usano anche tre volte al giorno.
Ora, senza voler essere sgradevole, mettiamo qualche punto fermo e così evitiamo malintesi e magari salviamo qualche caffettiera dalla rottamazione prematura.
Spoiler: forse non è lei il problema
Ogni macchina ha bisogno di un ciclo di decalcificazione usando il liquido decalcificante che consiglia il produttore (o semplicemente una soluzione di acido citrico). Va fatta mediamente ogni 300 caffè o comunque ogni due mesi circa. Questo serve non solo ad eliminare il calcare, ma è anche un modo per approfittarne per pulire la macchina, togliendo i residui di caffè da ogni particolare. Il calcare è il nemico numero uno delle macchine del caffè; una decalcificazione periodica è fondamentale per garantire un caffè di qualità. Ecco perché pulizia e decalcificazione regolari non sono un optional, ma un dovere del consumatore. Alcuni prodotti, pensiamo ad esempio alle super-automatiche, oltre ad accendere una spia che indica che è giunto il momento della decalcificazione, vanno proprio “in protezione”, quindi non erogano più caffè finché non viene eseguita l’operazione. Si intestardiscono, in poche parole, perché sanno che per loro è importante.
“E come si fa?”, chiede a questo punto il cliente. Normalmente, gli ricordo che esiste un libercolo all’interno della confezione che sicuramente – preso dalla foga di fare il primo caffè – non avrà notato. Ma ultimamente punto molto sui tutorial on-line: YouTube è pieno di video che spiegano passo dopo passo come eseguire la decalcificazione di ogni singolo modello di macchina da caffè.
So che può essere spiacevole, ma la garanzia copre i difetti di fabbrica, non la mancata manutenzione. E qui molti cascano dal pero. Se una macchina arriva in assistenza sporca, incrostata e piena di calcare, il centro tecnico autorizzato (CAT) può applicare costi aggiuntivi per la pulizia e la decalcificazione, che non sono coperti dalla garanzia. Non è un dispetto, è prassi. Alcuni marchi lo scrivono chiaro nel libretto: se non viene rispettato il piano di manutenzione ordinaria, la garanzia decade. E spesso i centri assistenza lo dimostrano facilmente: basta vedere i dati interni memorizzati dalla macchina, che riportano i cicli di decalcificazione saltati.
Il caffè è un alimento [sì, hai capito bene]
Il caffè è un alimento. E come tale può fermentare, ammuffire, attirare batteri e generare odori poco rassicuranti. Residui oleosi, calcare, fondi incrostati e circuiti sporchi: non serve un detective per capire che se la macchina non viene pulita regolarmente, il risultato in tazzina sarà diplomaticamente deludente.
E attenzione, la stessa cosa vale per un prodotto acquistato due ore prima! Da negozio, non possiamo sostituire una macchina solo perché "il caffè non viene buono". Una macchina del caffè è un prodotto a contatto con alimenti, per noi commessi è paragonabile ad un frullatore pieno di frutta o un tritatutto con il prezzemolo attaccato alle lame: se è stata usata, non possiamo rimetterla in vendita come se fosse un televisore o un computer.
Le macchine da caffè a uso domestico sono tra gli elettrodomestici con più alta carica batterica se non pulite regolarmente, superando persino la tavoletta del WC. [NSF international].
Ricordo quindi ai “cultori della tazzina” che, prima di dare la colpa alla macchina perché il caffè sa di cicoria bollita, forse dovrebbero provare a cambiare miscela (o capsula). Il cliente insoddisfatto capita molto spesso sulle macchine super-automatiche perché crede che questi prodotti si occupino di tutto, dall’acquisto del chicco tostato della migliore qualità alla variazione dei parametri di macinatura, temperatura e umidità. Quando un cliente acquista una macchina super-automatica io faccio sempre la premessa che chiunque può comprare un’automobile, ma da lì a saperla guidare è un altro paio di maniche.
Houston, abbiamo un problema
Poi c’è la questione della temperatura. Molti dicono che il caffè “viene freddo”. È uno dei reclami più frequenti. Attenzione: la percezione è soggettiva, e spesso il problema non è la macchina bensì la tazzina ad essere fredda. Il caffè esce a 65-70 gradi proprio per essere bevuto subito, senza bisogno di girarlo nella tazzina. Se lo versiamo in una tazzina che si trova a temperatura ambiente, magari in ceramica spessa presa direttamente dalla credenza, è ovvio che la temperatura scende al volo.
"Il caffè deve essere caldo come l'inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l'amore”. Ma non ci troviamo in una caffetteria di Spaccanapoli nel cuore dell’estate. Spesso siamo a casa nostra in pieno inverno. Ecco perché non possiamo pretendere che sia bollente.
E dire che le macchine moderne non improvvisano: sono dotate di sistemi che monitorano e regolano automaticamente vari parametri durante l’erogazione, dalla temperatura alla pressione.
Alcuni modelli fanno talmente tanti controlli che a confronto il lancio dell’Apollo 13 sembra una grigliata di Pasquetta. Non esagero: secondo i dati di alcuni produttori, una macchina può regolare la temperatura al decimo di grado e ottimizzare ogni fase dell’estrazione, dall’anticipo dell’acqua al tempo di infusione, facendo a volte più di mille controlli elettronici per una tazzina di caffè.
Il trucco per averlo più caldo? Scaldare la tazzina. Passala sotto l’acqua bollente o mettila 10 secondi nel microonde.
Abbiatene cura
La macchinetta è vostra amica, ma solo se la trattate bene. Un caffè buono parte da una macchina pulita, con componenti efficienti e temperatura giusta. Leggete le istruzioni, guardate qualche video, trovate la miscela (o la capsula) giusta! Alla fine, il caffè buono lo fa qualunque macchinetta, ma serve un po’ di collaborazione anche da parte nostra.
Anche per oggi dal vostro Gianni è tutto, alla prossima!









