Sabato, 29 Novembre 2025 11:10

POCO F8: cosa ne pensiamo

Smartphone che confermano la volontà del brand cinese di posizionarsi come alternativa aggressiva nel segmento dei top e dei mid-high range.

L’arrivo di POCO F8 Ultra e POCO F8 Pro conferma la volontà del brand cinese di posizionarsi come alternativa aggressiva nel segmento dei top e dei mid-high range, puntando su hardware di livello e prezzi più accessibili rispetto ai top di gamma più conosciuti. Il modello Ultra, pur derivando chiaramente da prodotti ben noti del gruppo Xiaomi, porta con sé caratteristiche che lo rendono estremamente competitivo: il display CrystalRes AMOLED 1,5K con picco da 4.000 nit promette un’esperienza visiva di alto livello e una luminosità che pochi rivali possono eguagliare. Il ritorno di un sistema di rete satellitare amplia la sicurezza in mobilità, mentre il sensore principale Sony da 50 megapixel è un classico in affidabilità, ulteriormente supportato da un teleobiettivo con zoom ottico 3x e algoritmi proprietari che puntano a valide prestazioni anche di notte.

Interessante la scelta del MediaTek Dimensity 9300+, un chip che sulla carta offre potenza in abbondanza e un miglioramento tangibile nell’efficienza energetica, unito a un sistema di raffreddamento a camera di vapore molto generoso (e ingegnoso). Anche la batteria da 5.000 mAh con ricarica da 120W conferma l’approccio: massima autonomia e tempi ridotti. In pratica, l’Ultra sembra voler essere un flagship completo, senza compromessi evidenti, e soprattutto senza il sovrapprezzo tipico del segmento premium al quale siamo abituati.

POCO F8 Pro si posiziona su un gradino leggermente più basso, ma resta comunque uno smartphone con ambizioni molto serie. Il display AMOLED Flow 1,5K con luminosità piuttosto elevata lo rende adatto anche all’uso all’aria aperta, mentre il processore Snapdragon 8s Gen 3 rappresenta una scelta intelligente per chi cerca performance di fascia alta senza arrivare al costo dei modelli con 8 Gen 3 standard. 

Il design con finitura in vetro e bordi rotondeggianti ha un look più maturo rispetto al passato, e la batteria da 5.500 mAh con ricarica rapida a 90W lo rende concretamente competitivo nella fascia dei “quasi-flagship”. Per quanto riguarda la fotocamera, ritroviamo il sensore Sony da 50 megapixel, lo stesso dell’Ultra ma senza teleobiettivo: una scelta che potrebbe influire sulla versatilità generale, sebbene gli algoritmi Xiaomi AISP e POCO Imaging Engine dovrebbero migliorare la resa rispetto alle generazioni precedenti.

In entrambi i modelli spicca l’enfasi sull’intelligenza artificiale (ormai un mantra), con funzioni di editing, generazione di immagini, rimozione oggetti e strumenti di produttività integrati. Si tratta di un pacchetto sempre più rilevante per differenziare i dispositivi moderni, e POCO sembra intenzionata a non restare indietro. L’unico nodo resta la reale efficacia di queste funzioni nel quotidiano, soprattutto sulle elaborazioni più complesse, ma l’integrazione appare promettente.

POCO F8 Pro si distingue per due versioni, 256 GB di memoria e 512 GB, rispettivamente venduti a 649,90 e 699,90 euro. Per quanto riguarda il modello Ultra, stessi tagli di memoria ma il prezzo sale a 829,99 euro e 899,99 euro.

I punti forti si concentrano ovviamente sui display molto luminosi e di alta qualità, processori potenti e ricarica estremamente rapida. Nota positiva per le fotocamere, solide anche in condizioni di luce variabile, l’ampia dotazione di funzioni AI e in generale il rapporto prezzo/prestazioni potenzialmente eccellente.

Per ciò che concerne i possibili dubbi, ci sentiamo di segnalare la mancanza del teleobiettivo sul modello Pro, l’autonomia reale ancora da verificare, ma soprattutto la qualità e maturità delle funzioni AI rispetto ai concorrenti più costosi. Questo si vedrà con l’effettiva “prova su strada”. (c.c.)