Freudenberg Home and Cleaning Solutions, l'azienda del noto marchio, ha firmato il "New Plastics Economy Global Commitment" con cui si impegna a rendere tutti gli imballaggi in plastica riciclabili, compostabili o riutilizzabili entro il 2025. 

Marc Roeser, ingegnere del packaging presso FHCS Marc Roeser, ingegnere del packaging presso FHCS

Gli imballaggi in plastica - lo sappiamo, e spesso lo dimentichiamo - inquinano fiumi, mare e paesaggi di tutto il mondo. È con questa consapevolezza che Freudenberg Home and Cleaning Solutions (FHCS) ha firmato, all'inizio di ottobre, il "New Plastics Economy Global Commitment" della Fondazione Ellen MacArthur, (EMF) un'organizzazione non governativa che riunisce rappresentanti del mondo degli affari, della politica, della scienza e delle istituzioni pubbliche per accelerare la transizione verso un'economia circolare funzionante. Gli obiettivi racchiusi in tale sottoscrizione sono audaci: tutti gli imballaggi in plastica dovranno essere riciclabili, compostabili o riutilizzabili entro il 2025 e tutte le soluzioni di imballaggio non necessarie o problematiche dovranno essere eliminate. L'azienda sta sviluppando soluzioni per convertire gli imballaggi per il trasporto da sistemi usa e getta a soluzioni riutilizzabili, con l'obiettivo che gli imballaggi in plastica siano costituiti per il 25% da riciclati post-consumo (PCR) entro il 2025. “Sempre più consumatori attribuiscono una maggiore importanza alla sostenibilità - spiega Andreas Mack, President Global Marketing di FHCS -: i rivenditori lo percepiscono e, per questo, la volontà di ricevere soluzioni di packaging sostenibili è in aumento. Sottoscrivendo il 'New Plastics Economy Commitment', vogliamo dimostrare che siamo interessati e realmente orientati al cambiamento. Noi siamo il primo produttore di articoli per la pulizia domestica a sottoscrivere questo impegno".

Il problema non è l'imballaggio di plastica in sé, ma il modo in cui viene trattato, e lo scopo della ormai nota “economia circolare” è che la plastica non diventi mai rifiuto. La sfida dell'azienda, come racconta Marc Roeser, ingegnere del packaging presso FHCS (foto), è la seguente. “Abbiamo circa 5000 prodotti che vendiamo a livello globale. Ogni categoria di prodotto richiede diverse esigenze sull'imballaggio e abbiamo soluzioni personalizzate per ogni parte del mondo. Ciò che funziona bene in Germania potrebbe non funzionare in India; il packaging deve essere sempre adattato al contesto di ogni Paese. Forniamo input e avviamo un confronto, in modo che tutti i responsabili dell'imballaggio possano ottimizzarlo e modificarlo per la propria regione, in linea con i nostri obiettivi".

Semplificare la riciclabilità

Sebbene FHCS abbia aderito ufficialmente al "New Plastics Economy Global Commitment" solo a metà ottobre, le idee relative alle soluzioni di packaging sostenibili erano già in cantiere da tempo. I passi a venire saranno sostituire i film multistrato con quelli in monomateriale: giacché, riprende Roeser, “il materiale multistrato rientra chiaramente nella categoria degli imballaggi non riciclabili e discutibili. Lo stesso vale per il polistirolo espanso, che può causare grossi problemi agli impianti di riciclaggio e pertanto non è gradito”. L'azienda si sta in particolare concentrando sull'LDPE (polietilene a bassa densità) come sostituto del materiale multistrato con l'obiettivo di ridurre la diversità dei materiali a livello globale e semplificare la riciclabilità concentrandosi su uno o due materiali.

Tra i progetti dell'azienda in cantiere spicca quello in corso con i colleghi dell'India che riguarda il packaging di una scopa. La confezione è ancora costituita da un colaminato PE-PET. Sebbene non sia un prodotto high-tech, i requisiti per la confezione della scopa sono elevati: deve essere in grado di sopportare lunghe distanze su strade polverose e ghiaiose, rispettare condizioni di maneggevolezza, oltre che calore e umidità elevata. FHCS elabora attualmente 70 tonnellate annuali di film di colaminato PE-PET per l'imballaggio della scopa. Il traguardo sarà trovare una soluzione riciclabile fatta di PE mono-film o di un materiale compostabile. L'azienda sta lavorando a soluzioni per entrambe le opzioni che permetteranno di eliminare 70 tonnellate di colaminato dalla strada.

Materiali al semaforo 

Per FHCS, materiali come HDPE, LDPE, PP non orientato, PET, ma anche cartone ondulato, cartone o carta certificati secondo il Forest Stewardship Council (FSC) ottengono il via libera. Tutto ciò che è classificato come "rosso", secondo il semaforo interno dell'azienda, deve essere eliminato, compreso l'EPS (polistirolo espanso), il PVC o le plastiche idrosolubili. Fino al 2025, i materiali classificati in giallo sono tollerati come soluzione di transizione. Tali materiali includono OPP (polipropilene orientato) o film multistrato.

L'azienda ha già bandito l'EPS e persino il PVC dai suoi imballaggi in tutto il mondo. I prodotti di cellulosa, simili al cartone delle uova, hanno sostituito entrambi i materiali: sono fatti di carta riciclata al 100% che protegge i robot aspirapolvere o altri apparecchi elettrici per la pulizia, esattamente come il vecchio EPS. Un esempio su tutti è rappresentato dalla scopa a vapore: ad oggi le parti stampate realizzate con cellulosa riciclata sostituiscono 10.000 metri cubi di materiale di imbottitura in EPS all'anno, equivalente al volume di dieci milioni di secchi.

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Ma quando un materiale si può dire davvero "circolare"? Quando, come indica la parola stessa, torna in circolo. In caso contrario, non c'è alcun vantaggio ecologico. Ecco uno dei motivi per cui FHCS punta al 25% di PCR in tutti gli imballaggi in plastica entro il 2025. Anche in questo caso l'azienda preferisce utilizzare il PE. Gli specialisti hanno trascorso diverse settimane a mettere a punto le macchine sul mono-film PCR-PE e, dal 2021, FHCS lo utilizzerà per confezionare panni e spugne. “Il materiale è più costoso del materiale vergine e leggermente opaco. Tuttavia, l'aspetto è molto allettante e penso che il consumatore apprezzerà questo esempio funzionante di economia circolare. Siamo fiduciosi di poter implementare questa soluzione in altri impianti in tutto il mondo nei prossimi 2-3 anni", afferma Roeser.

Piccoli cambiamenti dal grande impatto

Le nuove soluzioni di confezionamento rivelano un grande potenziale per il risparmio di una ingente quantità di materiale. Gli imballatori di FHCS ispezionano tutti gli imballaggi al fine di stabilire dove è possibile utilizzare soluzioni intelligenti, per ridurre o eliminare completamente il materiale. Le fabbriche stanno sostituendo le scatole interne usa e getta con sistemi riutilizzabili, mentre i sacchetti di plastica di piccole dimensioni utilizzati per il packaging interno sono in fase di eliminazione. Così l'imbottitura è ridotta al minimo e nel complesso è necessario meno materiale. Questo è particolarmente evidente nella vendita al dettaglio online: gli imballaggi per prodotti elettrici in scatole certificate da Amazon sono stati modificati con una riduzione del materiale del 50%. Le vendite online rappresentano circa il 20% dell'attività totale e continuano a crescere, per un risparmio dal grande impatto.

Con il New Plastics Economy Commitment più di 1000 aziende leader, università, responsabili politici e ONG si sono finora impegnati verso un obiettivo comune: utilizzare solo imballaggi in plastica riutilizzabili, riciclabili o compostabili al 100% entro il 2025. In termini di imprese commerciali, i firmatari dell'Impegno rappresentano il 20% di tutti gli imballaggi in plastica prodotti nel mondo.