Martedì, 31 Marzo 2026 16:04

Batterie, quasi 9 milioni di kg raccolti durante lo scorso anno

Il Rapporto Annuale 2025 del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori fotografa un sistema che si avvale di oltre 15mila punti di raccolta in Italia, apprestandosi ad affrontare le sfide del nuovo regolamento europeo. La presidente Laura Castelli: "Con il decreto legislativo 29/2026 il nostro ruolo si rafforza, assumendo una funzione ancora più centrale nel garantire uniformità e coordinamento del sistema".

Laura Castelli Laura Castelli

Un gesto quotidiano, quello di eliminare le pile scariche, come le batterie stilo alcaline o quelle a bottone al litio e dei dispositivi elettronici di uso comune, smartphone e pc in primis. Ogni anno milioni di italiani se ne liberano. Dietro questa abitudine esiste un sistema organizzato e capillare coordinato dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), l’organismo che garantisce il funzionamento della filiera nazionale di raccolta e gestione delle batterie esauste. Nel 2025 tale sistema ha raccolto 8.868.248 chili di rifiuti di batterie portatili su tutto il territorio nazionale. Il dato è stato presentato nel Rapporto Annuale 2025, un'edizione che assume un valore particolare: è infatti al tempo stesso sia l'ultima fotografia del reale secondo la precedente normativa, sia il punto di partenza per la transizione verso il nuovo quadro europeo introdotto dal Regolamento UE 2023/1542 (e armonizzato dal recente decreto legislativo 29 del 10 febbraio 2026). Una norma che rappresenta un paradigma capace di ridisegnare l’architettura istituzionale e operativa del settore.

Il report, pertanto, ben più di un semplice resoconto, è la base da cui l'intera filiera deve muoversi per impostare i prossimi anni di lavoro insieme. Proprio a partire dalla raccolta: quanto conseguito nel corso del 2025 è di fatto il primo gradino di una scala che il sistema dovrà salire verso gli obiettivi richiesti al nostro Paese a seguito dell’entrata in vigore del regolamento europeo.

Nel dettaglio, occorre prestare attenzione ai numeri. Il confronto con il 2024 segna una flessione del 14,6%. Si tratta di un risultato che a una prima lettura potrebbe esprimere una contrazione della capacità del sistema. Non è così: la diminuzione è infatti quasi interamente riconducibile alla nuova classificazione delle batterie introdotta nel corso dell’anno con l’entrata in vigore del regolamento europeo. La recente definizione della categoria delle batterie portatili ha comportato una riclassificazione dei rifiuti, con la conseguente esclusione dei relativi quantitativi in alcune di queste categorie. Più che un arretramento delle performance di raccolta, si tratta dunque di un effetto contabile che riflette il passaggio verso il nuovo perimetro di legge.

Lo conferma un indicatore chiave: la raccolta coordinata direttamente dal CDCNPA ha continuato a crescere anche nel 2025.

Intanto la rete fisica di raccolta continua ad espandersi. Nel 2025 i punti iscritti al CDCNPA - punti vendita, centri di raccolta comunali, impianti di trattamento, grandi utilizzatori, centri di stoccaggio e centri di assistenza tecnica - hanno raggiunto quota 15.053, con una crescita del 3,56% sull'anno precedente e del 37,45% negli ultimi cinque anni.

La distribuzione geografica rivela due tendenze complementari: il Nord concentra oltre 7.300 punti, confermando la propria capillarità nell’ubicazione dei punti di raccolta disponibili; il Sud e le Isole registrano invece una crescita più sostenuta, con un incremento del 5,66% del numero dei punti a disposizione per il conferimento da parte dei cittadini.

In termini di composizione della rete, oltre il 70% del totale è composto da negozi della distribuzione, che incidono tuttavia in misura limitata sui quantitativi complessivi raccolti. Al contrario, il contributo principale continua a provenire dai centri di raccolta comunali.

Ma veniamo alla raccolta suddivisa in base al territorio: il Nord Italia la guida con 6.498.852 kg. In testa il Piemonte con 2.316.331 kg, seguito da Lombardia (1.870.127 kg) e Veneto (1.073.009 kg). Il Centro si attesta a 1.446.944 kg: oltre un terzo dei volumi di raccolta, pari a 547.847 kg, sono generati dal Lazio. A ruota la Toscana con 449.040 kg e le Marche con 229.355 kg.

Il Sud e le Isole raggiungono complessivamente 922.452 kg. Con 263.689 kg, la Campania è la regione che contribuisce al totale con il maggiore quantitativo di rifiuti. Più in basso, nella classifica, si assestano la Sardegna con 181.062 kg e la Puglia con 166.441 kg.

Il Rapporto 2025 comprende nel proprio perimetro anche le batterie industriali e per avviamento dei veicoli. Lo scorso anno i consorziati del CDCNPA hanno contribuito alla raccolta di 43.409.848 kg di questo tipo di batterie, con una flessione dell'8,73% rispetto all'anno precedente.

I dati si riferiscono solo alle attività dei soggetti aderenti al CDCNPA, poiché l'obbligo di rendicontazione esteso a tutti gli operatori del settore è in vigore soltanto a partire da quest’anno. Nei prossimi anni il quadro informativo sarà pertanto più completo e comparabile.

“Il 2025 segna un confine: da un lato il consolidamento di un sistema che ha dimostrato solidità e capacità di crescita, dall'altro l'apertura di una nuova fase, più esigente, dettata dal regolamento europeo sulle batterie - dichiara Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori -: con il decreto legislativo 29/2026 il ruolo del Centro di Coordinamento si rafforza, assumendo una funzione ancora più centrale nel garantire uniformità e coordinamento del sistema. Ma i numeri parlano chiaro: con un tasso di raccolta che oggi si attesta intorno al 31%, il nostro Paese è ancora molto distante dagli obiettivi europei e deve migliorare sensibilmente le proprie performance. La priorità del CDCNPA sarà creare le condizioni perché il sistema cresca in modo costante e sostenibile. Intendiamo svolgere il nostro ruolo in modo più incisivo, sia sul piano dell'indirizzo operativo e di solidità dei dati sia su quello del dialogo istituzionale, costruendo accordi stabili con tutti gli attori della filiera per sostenere una crescita strutturale della raccolta”.