Giovedì, 22 Aprile 2021 18:03

Materie prime: la grande incertezza

Oscillazione dei prezzi e scarsa disponibilità rischiano di mettere in ginocchio l’intero comparto industriale rappresentato da Anima Confindustria.

Anima, l’associazione che in Confindustria rappresenta praticamente tutto il comparto industriale italiano (oltre 220mila addetti per un fatturato di 44,5 miliardi di euro), in un recente webinar ha affrontato il tema della crisi e dei possibili scenari futuri per il mercato di materie prime, petrolio, gas e polimeri, tracciando una prospettiva difficile per l’approvvigionamento e i costi delle stesse materie prime trasformate dai nostri settori industriali. “Stiamo subendo notevolissimi rincari: dall’acciaio ai metalli non ferrosi, alla plastica ed altri materiali chimici - afferma Pietro Almici, vicepresidente di Anima - con prezzi che variano di giorno in giorno, unitamente alla scarsità di offerta. Questa situazione sta creando grande incertezza e difficoltà nelle aziende manifatturiere”. C'è grande preoccupazione per l’aumento dei prezzi iniziato già da ottobre scorso, e acuito in questi primi mesi dell’anno. Il mercato sta vivendo attualmente una fase di profondo squilibrio, dato da una forte crescita della domanda e da un'offerta insufficiente. Nel prossimo futuro si prevede una ripresa economica generalizzata, ma continuerà a rimanere il problema dei prezzi: il rame, per esempio, potrebbe raggiungere il massimo storico già nei prossimi mesi. Preoccupano anche  i prezzi dell’alluminio e dei prodotti piani d’acciaio, che sono aumentati rispettivamente del 18% e del 40% nel solo primo trimestre dell’anno, e difficilmente subiranno significativi ribassi durante tutto il 2021. Inoltre, come avvenuto per molte materie prime e  metalli in campo industriale, il mercato cinese – e asiatico in generale – ha fatto scorte strategiche di diverse commodity già durante il 2020, forte di un’economia in ripresa dalla pandemia in anticipo rispetto all’Europa e al Nord America, generando la contrazione dell’offerta che le nostre imprese subiscono proprio in questi mesi.

Il settore della movimentazione delle merci è uno dei comparti più colpiti a livello mondiale con calo di margini e fatturati. Ma soprattutto regna l’incertezza per l’impossibilità da parte delle aziende di fare previsioni accurate. “Per fronteggiare questa situazione – precisa Maurizio Tansini, presidente di Aisem/Anima, associazione italiana sistemi di sollevamento, elevazione e movimentazione – sono necessari non solo piani di supporto agli investimenti strutturali, di cui la meccanica ha bisogno, ma anche un piano strategico che non ci faccia più trovare in una condizione per cui, pur essendo una delle prime dieci economie al mondo, subiamo le influenze esterne”.

Anche il settore del trattamento acque risente della situazione,  circa il 70% dei suoi prodotti contiene o è prodotto con materiali plastici e/o acciaio e ottone. “Il rincaro delle materie prime - ha precisato Fabrizio Leoni, presidente di Aqua Italia/Anima - sta incidendo tantissimo sui nostri costi di produzione, e preoccupa il fatto che in Europa non abbiamo impianti sufficienti per la produzione dei polimeri necessari alla produzione della plastica e ci troviamo costretti ad importare enormi quantità di materia prima”. L’Italia è il secondo paese trasformatore di materiale plastico in Europa, dopo la Germania. Dunque più di altri è esposta a questa situazione. Inoltre le aziende manifatturiere rappresentate da Aqua Italia servono un settore gravemente provato dalla pandemia, come Horeca e le strutture di ricettività (alberghi, etc.), non in condizioni di assorbire variazioni di prezzo immediate di oltre il 30%. In prospettiva, Anima auspica che l’Unione Europea, e in primo luogo l’Italia, mettano in atto programmi per incentivare gli investimenti in impianti produttivi nel breve e medio periodo.