Venerdì, 30 Luglio 2021 11:26

RAEE: resta lontano l'obiettivo imposto dall'Europa

Secondo il ‘Rapporto impianti 2020’ pubblicato dal Centro di Coordinamento Raee, è cresciuto del 3,20% il volume totale di rifiuti trattati. Ma siamo lontani dal target di raccolta del 65% contro poco più del 36% effettivo.

Fra i compiti del Centro di Coordinamento RAEE, definiti per decreto legislativo (il 49/2014) ci sono la predisposizione e la gestione di un registro per la raccolta dei dati sui volumi di RAEE domestici e professionali gestiti annualmente da tutti gli impianti presenti in Italia. Gli impianti che gestiscono i RAEE hanno l’obbligo di iscriversi a questo registro e di comunicare annualmente la quantità di rifiuti elettrici ed elettronici gestiti. Questi  obblighi valgono anche per i soggetti che svolgono attività di sola movimentazione e stoccaggio dei RAEE. Pertanto il  Centro di Coordinamento è in grado di pubblicare annualmente un rapporto sui risultati delle dichiarazioni ricevute, dati necessari a monitorare l’andamento della raccolta di tutti i RAEE - domestici e professionali - rispetto agli obiettivi previsti dall’Europa. Secondo quanto dichiarato dagli operatori, sintetizzato nel Rapporto impianti 2020, sono state avviate al recupero quasi 480mila tonnellate di RAEE, per la precisione 478.817. Di queste, il 77,18%, pari a 369.569 tonnellate, provengono da RAEE domestici, mentre il 22,82%, pari a 109.248, sono rifiuti professionali. Nell’anno di riferimento gli impianti dichiaranti sono cresciuti di 74 unità arrivando a 1050, in costante crescita nel triennio 2018-2020.

Raee rapporto impianti 2020 categorie

Il dato percentuale di raccolta annua in Italia nel 2020 è in calo, il 36,80% contro il 39,53% del 2019, purtroppo lontano da quel 65% che l’Europa ha fissato come target da raggiungere addirittura per il 2019. Secondo il Centro di Coordinamento, sono due le cause del calo: un aumento del 10,9% dell’immesso di AEE del triennio 2017-2019, pari a una media di 1.301.302 tonnellate, rispetto alle 1.173.756 tonnellate dei tre anni precedenti (2016-2018), il calo dei volumi dei rifiuti conferiti provenienti dal settore professionale (-0,79% rispetto al 2019). Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, si è dichiarato soddisfatto per il “positivo lavoro effettuato da tutti i soggetti che costituiscono la filiera RAEE” e invita a una riflessione sulle cause della sparizione di quantità di RAEE importanti. Longoni sottolinea anche che, scorporando il dato generale del Rapporto impianti, emerge la crescita del trattamento RAEE domestici, gestito dal CdC, mentre risulta in calo quello professionale, la cui gestione non rientra nelle operatività dello stesso Centro di Coordinamento.

Sui volumi di rifiuti elettrici ed elettronici che mancano all’appello del Sistema Collettivo RAEE si è dibattuto a lungo anche durante la presentazione del Rapporto annuale 2020 del Centro di Coordinamento, relativo alle attività specifiche dei sistemi collettivi che trattano RAEE domestici. Le cause individuate sono molteplici: ritardi o addirittura mancanza nell’adozione delle norme, poca informazione, mancanza di controlli da parte degli organi preposti, per non parlare delle attività della malavita organizzata, per la quale il traffico illecito di rifiuti elettrici ed elettronici rappresenta un piatto ricco, 'più redditizio della droga'.