Mercoledì, 20 Febbraio 2019 10:35

Euronics, 2018 complicato ma buone le prospettive per il 2019

Due miliardi il fatturato dello scorso anno (compresa Iva). In crescita il giro d’affari dei 9 soci, che hanno confermato la loro leadership in alcune regioni strategiche come Lazio, Puglia e Sicilia.

Euronics Italia annuncia i dati di chiusura 2018 con un fatturato di 2 miliardi di euro (iva inclusa), in lieve decremento sul 2017: un risultato che tiene conto di 83 milioni di euro recuperati rispetto alla previsione di riduzione del fatturato, derivante dalla cessione di alcune aziende e da situazioni concordatarie di altre. La contrazione registrata dal gruppo è quindi bilanciata dalla crescita del giro d’affari dei 9 soci, che hanno confermato la loro leadership in alcune regioni strategiche come il Lazio, Puglia e Sicilia.

Nel 2019, a fronte di un mercato flat e del fatto che si è ormai attenuato l’effetto, nel nostro sistema, delle posizioni 2017, si prevede un leggero incremento di fatturato: grazie anche alle nuove aperture. La quota di mercato di Euronics si attesta all’11,20% nel panel “Retail Market” e del 21,31% nel panel “Technical Superstores” (dato Gfk).. Il gruppo conta oggi in Italia oltre 400 punti vendita a insegna Euronics, Euronics City ed Euronics Point, di cui 205 di proprietà e 198 in affiliazione, e su una forza occupazionale di circa 4.700 dipendenti. Nel 2018 sono stati aperti 16 nuovi punti vendita e ne sono previsti altri 20 per il 2019.

I settori più performanti nel fatturato 2018 sono stati: la telefonia, con una quota del 26,8%, il segmento dell’AV con una share del 18,3% e il grande elettrodomestico che si attesta intorno al 16%, con una quota molto vicina a quella dell’IT (15,6%). Ottimi risultati si sono registrati con l’introduzione nel portafoglio di “servizi a valore aggiunto” che avranno nel tempo sempre più rilevanza per il consumatore finale. “Lo scenario attuale e la penetrazione di tecnologie digitali hanno accelerato il cambiamento e la necessità, da parte di realtà come la nostra, di evolversi rapidamente per mantenere attrattività e competitività” commenta il presidente Alessandro Butali (foto). “Il nostro claim Human Touch in a Digital World riassume il posizionamento e la strategia del gruppo, che da sempre fa del rapporto umano con i suoi clienti il suo punto di forza”. “Human touch in a digital world’’ significa entrare in un mondo fisico/virtuale, dove i clienti vengono riconosciuti come persone con bisogni, desideri e capacità di spesa specifici, e l’insegna - si legge in una nota dell'azienda - è in grado di supportarli nel loro processo di scelta, in base alle singole caratteristiche. “Oggi la relazione fra un’insegna e il consumatore deve svilupparsi con punti di contatto nuovi - conclude Butali -, che vanno dalle App, ai Social Network, ai siti, alle chat, fino agli assistenti virtuali; questo imprescindibile processo di digitalizzazione non rende però il fattore umano meno importante per i clienti, che cercano sempre qualità nel servizio all’interno del punto vendita e una customer experience gratificante, sia all’interno del negozio che negli altri punti di contatto digitali”.