Giovedì, 26 Novembre 2020 18:37

Il bonus pc che poi è un tablet

Le offerte dei principali operatori telefonici si somigliano tutte. E sulla questione del rimborso per la connessione…

Il bonus PC da 500 euro è diventato un bonus tablet da 300 euro. Abbiamo cercato di fare chiarezza, ma vi diciamo subito che non sarà facile come comprare un monopattino. Quello che doveva essere un voucher per venire in soccorso alle famiglie costrette alla didattica a distanza, infatti, si è trasformato in un bonus per migliorare la propria connessione ad Internet, che va richiesto ai provider telefonici sottoscrivendo un abbonamento.

Abbiamo osservato le offerte dei principali operatori italiani (Vodafone, TIM e Wind 3) per scoprire che, in realtà, non sono molto diverse tra loro.

Cosa prevede il bonus

Il decreto prevede 500 euro di contributo che l’operatore telefonico dovrà girare al consumatore finale sotto forma di sconto sul prezzo di vendita di canone e servizi volti ad aumentare la velocità di connessione ad Internet oltre i 30 Mbps (Megabit al secondo) in download. È previsto un contratto di almeno 12 mesi, nonché la fornitura di un tablet o personal computer. Infratel Italia s.p.a., la società incaricata per attuare la strategia nazionale del bonus, ha individuato le caratteristiche basilari del dispositivo da fornire in una fotocamera da almeno 8MP e un processore 8 core da almeno 1,6Ghz (https://www.infratelitalia.it/archivio-news/notizie/piano-voucher-chiarimenti-su-dispositivi)

Cosa offrono le compagnie

Vodafone decide di erogare un contributo di 240 euro per la connessione e 260 euro per il tablet, proponendo un vincolo di 24 mesi per attivare la nuova linea a fibra ottica. Il consumatore avrà quindi un rimborso mensile di 10 euro, per poter pagare ogni mese una tariffa di €19,90.

Non molto differente l’offerta di TIM che porta a 20 mesi il vincolo contrattuale, prelevando 200 euro dal bonus e tenendo fermo il costo mensile per il cliente di €19,90 al posto di € 29,90.

Wind 3 rimborsa più in fretta il cliente, restituendo i 200 euro del bonus in un anno, con la nuova linea Super Fibra al costo di € 12,38 mensili (al posto di € 28,98). In questo senso è quella che più si attiene al decreto, che parla di una durata contrattuale di “almeno” 12 mesi.

Che tipo di dispositivo propongono?

Tutte le compagnie si sono concentrate sul Samsung Galaxy Tab S6 lite, un dispositivo dal valore commerciale di 389 euro, che tuttavia in queste settimane di Black Friday è possibile trovare e meno da molti rivenditori. Vodafone, che si riserva 260 euro del bonus per l’acquisto del dispositivo, chiede al consumatore di pagare la differenza di 99,99 euro al momento del ritiro del tablet (versione LTE) in negozio. TIM, che ha trattenuto 300 euro del voucher per il device, chiede un contributo di 29,90 euro per il tablet (WiFi). Al momento in cui scriviamo sul sito della compagnia compare anche un notebook ONDA Oliver Plus da 15,6” per il quale vengono chiesti 99,99 euro su un valore commerciale dichiarato di 399,99 euro. Questo apparecchio sarebbe stato fatto costruire in Cina appositamente sulle specifiche dichiarate da Infratel per adeguarsi al bonus. Wind 3, sempre con 300 euro di contributo, segnala sulla propria homepage un valore commerciale di 459 euro per lo stesso tablet, chiedendo al cliente un esborso di 159 euro per averlo. Si tratta della versione LTE dello stesso dispositivo.

Una cosa è certa: le aziende chiedono immediatamente i contributi ai consumatori per l’ottenimento dell’agognato device, mentre restituiranno con calma – mensilmente - il bonus che riguarda la connessione.

A chi è destinato il voucher

Questi sono i requisiti: avere un ISEE inferiore ai 20.000 euro; non risiedere in uno dei comuni esclusi dall’offerta per quanto riguarda le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria e Toscana. (https://www.infratelitalia.it/archivio-news/notizie/piano-voucher-aggiornamenti); non possedere già una connettività Internet superiore ai 30Mbps.

Va da sé che saranno (ingiustamente) esclusi tutto coloro che hanno provveduto, nel frattempo, ad adeguare la propria linea di casa alle nuove esigenze imposte dalla pandemia (DAD, smartworking e intrattenimento domestico), ma che avrebbero volentieri usufruito di un dispositivo in più. Per il secondo figlio, ad esempio.

Le nostre conclusioni
Così com’è, il bonus banda ultralarga non aiuta molto le famiglie italiane in difficoltà. A due settimane dal 9 novembre, data in cui sono iniziate ufficialmente le richieste, dei 204 milioni di euro comprensivi di IVA stanziati dal decreto ne sono stati prenotati finora solo 24 (https://bandaultralarga.italia.it/scuole-e-voucher/dashboard-voucher/). Un dato ben diverso rispetto al voucher monopattino (215 milioni polverizzati in poche ore). Con la domanda di personal computer che si è impennata a livello mondiale e la produzione rallentata a causa del Covid, è stato ovviamente impossibile per i tre big della telefonia ottenere uno stock ragionevole di Personal Computer da abbinare all’offerta. Questo è un vero peccato, dato che molti consumatori, lasciati liberi di scegliere nei negozi, avrebbero aggiunto volentieri la differenza ai 500 euro offerti, pur di sostituire il proprio vecchio PC o averne un secondo più performante.

Senz’altro l’idea di abbinare il device alla linea telefonica è uno stratagemma per impedire il riciclaggio del prodotto, quindi è di per sé corretta, ma non è detto che fosse la sola ed unica. “Regalare” un tablet a chi avrebbe bisogno di altro non impedirà ai soliti furbetti di generare nuove inserzioni su eBay e Subito.it che andranno ad affiancarsi a quelle dei monopattini. (g.m.)