Lunedì, 17 Giugno 2019 07:45

RECENSIONE - Bose Frames, gli occhiali da James Bond

Montature che sono anche auricolari Bluetooth con realtà aumentata. L'audio è pulito e dinamico. Nonostante siamo immersi nel suono, le nostre orecchie sono libere di ascoltare ciò che ci accade intorno. E presto arriveranno le lenti graduate.

Indossare occhiali da sole che consentono di avere una conversazione a distanza era un outfit da James Bond. Finora. Bose ha lanciato i Frames, montature che sono anche auricolari Bluetooth con realtà aumentata. Li abbiamo provati, curiosi di capirne l’applicazione nella vita di tutti i giorni. Poco meno di 230 euro di listino, sono disponibili nelle varianti Rondo e Alto. La prima versione è arrotondata e con un design retrò, mentre la seconda ha una classica forma squadrata e lenti più grandi.

Parliamo di montature, e non di occhiali, poiché tutta la tecnologia è all’interno del telaio di questo prodotto, che esce dalla scatola con lenti da protezione UV, sostituibili in seguito con quelle polarizzate o colorate (al costo di 24,95 euro sul sito ufficiale). La prima domanda che ci è saltata all’occhio, se ci perdonate il gioco di parole, è stata: “Come farà chi non ha dieci decimi di visus?”. La risposta ci è stata fornita dalla stessa Bose: saranno presto disponibili anche le lenti graduate.

All’interno della scatola, oltre ai Frames, troviamo un cavo USB per la ricarica a induzione (ma non l’adattatore per la corrente 220V) e una custodia rigida. Quest’ultima ci è sembrata fin troppo vintage, ricordandoci molto i porta-occhiali da cucito della nonna.

Dopo aver configurato i Bose Frames con l’applicazione BOSE Connect, la stessa utilizzata per connettersi a tutti gli speakers Bluetooth della casa, ha inizio la nostra prova. Il comfort è eccellente, pesano solo 45 grammi. Quello tra noi che porta gli occhiali da vista ha riscontrato da subito una comodità tipica delle montature di ottima fattura. Quello che li indossa soltanto per proteggersi dalla luce del sole si è trovato molto a suo agio. Sembrano anche molto robusti: le cerniere sono di acciaio a maglie larghe e con riflessi dorati.

L’audio è pulito e dinamico, lo abbiamo provato con la nostra canzone preferita per i test, la versione live di Hotel California in formato Flac (una sorta di mp3 ma ad alta definizione), e il risultato è stato eccellente. L’aspetto intrigante è che nonostante siamo immersi nel suono, le nostre orecchie sono nel contempo libere di ascoltare ciò che sta accadendo intorno a noi, senza isolarci completamente.

Il volume si regola automaticamente in base al livello di rumorosità circostante, fino ad un massimo che, purtroppo, non è ancora adeguato ai rumori del traffico. L’audio proviene da mini-diffusori che sono direzionati verso il nostro canale uditivo, per cui siamo gli unici a sentirlo. Questo ci preoccupava soprattutto per le chiamate private. Sarebbe stato spiacevole far sentire agli altri – oltre alla nostra voce – anche quella dell’interlocutore. L’audio in telefonata è stereofonico e di buona qualità, il microfono riceve perfettamente la nostra voce, nonostante sia posto sulla montatura, e chi ci chiama può sentirci in maniera nitida.

Un unico pulsante sulla stanghetta destra servirà per rispondere alle chiamate, riprodurre o mettere in pausa un brano, accedere a Siri o Google Assistant. Manca un tasto per il volume, che saremo costretti a regolare dallo smartphone.

All’inizio dell’articolo abbiamo parlato di “realtà aumentata”, in verità questa funzione non è ancora disponibile, arriverà con i prossimi aggiornamenti di firmware. Non immaginatevi testo che scorre sulle lenti come nei film di fantascienza, qui si parla esclusivamente di audio. In poche parole, a quanto ci hanno riferito i tecnici di Bose, grazie ai 9 sensori di movimento integrati e alla condivisione del GPS con il cellulare, questi occhiali saranno in grado di darci indicazioni sul percorso o creare nuove esperienze audio in base al luogo in cui ci troviamo.