Sabato, 27 Gennaio 2024 17:46

Smartphone ricondizionati? Una buona idea. Ecco perché

Far circolare i dispositivi mobili dismessi - spesso funzionanti e sostituiti dalle novità - è utile per le nostre tasche, ma anche per la filiera produttiva e per l’ambiente. È l'economia circolare.

Spesso sono ancora funzionanti, ma se ne stanno abbandonati nei fondi dei cassetti di casa, magari con i loro caricatori e altri piccoli oggetti che non usiamo più: sono gli smartphone sostituiti dal modello nuovo fiammante che abbiamo appena comprato. Secondo una ricerca Ipsos di qualche tempo fa (commissionata da Erion, sistema multiconsortile di gestione RAEE) nel 40% delle case italiane ci sarebbero almeno uno o due cellulari da smaltire, che nel 18% dei casi aumentano fra tre e cinque unità. Questo accumulo nostalgico, e privo di utilità, è davvero uno spreco per almeno due motivi. Il primo: dagli smartphone si può riciclare fino all'80% dei componenti, con il 98% di materiali recuperabili, tra cui oro, rame, cobalto e stagno, e la maggior parte delle terre rare, preziose per le nuove tecnologie. Il secondo motivo: i cellulari che non usiamo più e che spesso sono ancora funzionanti, possono vivere una seconda vita, essere riutilizzati e rientrare nel circuito dei consumi come apparecchi ricondizionati, disponibili a costi inferiori rispetto al nuovo, e garantiti, almeno dagli operatori più qualificati di questo nuovo mercato.

La sostenibilità del ricondizionato

Per entrare più nel dettaglio di una teorica affermazione di sostenibilità ambientale, riportiamo alcuni dati diffusi da Swappie, operatore online del mercato dei cellulari ricondizionati. Il processo di produzione di uno smartphone è responsabile dell’80% della sua impronta di carbonio (o carbon footprint: indice delle emissioni inquinanti di un prodotto, un servizio, una attività) stimata in 80 kg di emissioni di C02 per dispositivo; calcolando che mediamente la produzione annuale globale supera il miliardo di unità, la sua incidenza ambientale risulta non certo trascurabile. Per contro, l’impronta di carbonio di uno smartphone ricondizionato è inferiore del 78% rispetto a quella di un dispositivo nuovo. Il prodotto ricondizionato rappresenta sempre di più un’alternativa d’acquisto sicura. Il processo di revisione viene realizzato con l’obiettivo di restituire al mercato un prodotto di qualità, in genere il cellulare ricondizionato è dotato di una batteria nuova, oltre che di nuovi componenti se è stata necessaria la sostituzione. Viene ripulito ed è corredato in genere di una garanzia. Tutte caratteristiche queste che fanno la differenza fra  il prodotto ricondizionato - ovvero rimesso a nuovo o quasi - e il prodotto usato, che in genere viene proposto in vendita nelle condizioni con cui è stato ceduto. Infine, il mercato nascente dei cellulari ricondizionati può diventare un efficace canale di raccolta dei dispositivi a fine vita, obsoleti o semplicemente rimpiazzati da modelli più nuovi: la raccolta viene valorizzata, se non incentivata, dagli stessi operatori che, come Swappie, pagano i modelli che ritirano dai privati. La proposta soddisfa tutte le famose quattro R dell’economia circolare: riduci (i consumi), riusa, ricicla e recupera. (l.c.)