Giovedì, 18 Aprile 2019 14:39

Switch-off 2020, milioni di televisori sull’orlo della rottamazione

Ne parla l’esperto di tv digitale Giuseppe Borea.

Milioni di televisori a rischio rottamazione in Italia a causa del nuovo switch-off previsto per il prossimo anno, il secondo dopo quello del 2012 (legato all’avvio del digitale terrestre). È quanto accadrà secondo Giuseppe Borea, esperto di tv digitale, consulente e membro del comitato operativo di Tivu srl (foto). Un passaggio, quello che ci attende, che comporta una vera e propria rivoluzione per chi non vorrà rinunciare allo schermo di casa propria, costretto infatti ad acquistare un nuovo apparecchio o un decoder, o una cam compatibile. “Non deve temere nulla – rassicura Borea – chi riceve il segnale televisivo dal satellite, come gli utenti Tivùsat e gli abbonati Sky, e chi ha comperato il proprio televisore dopo il 2017”.

Ma a quanto corrisponde la penetrazione Tivùsat nel Belpaese? Siamo ad oggi al 13,2 per cento. In Lombardia non supera il 9%, pertanto milanesi e corregionali avranno un maggior numero di televisori da sostituire rispetto a chi abita in altre regioni a più alta penetrazione del satellite.
Secondo Borea siamo di fronte a un cambiamento capitale dello scenario televisivo, dovuto alla scelta dell’Europa di assegnare un terzo delle frequenze banda 700 – 5G alla telefonia. Nei Paesi in cui il sistema tv si appoggia al satellite e al web il problema ha dimensioni assai minori.

Quali le soluzioni possibili? Poco praticabile lo spegnimento di alcuni canali, giacché tutti possiedono una licenza per trasmettere valida fino al 2032. Cambiare dunque la frequenza di trasmissione del digitale terrestre affinché lo stesso spazio ospiti un maggior numero di canali? Sarebbe la gioia degli editori, ma i televisori non funzionerebbero più. Si aprono allora due diversi panorami: passare alla codifica Mpeg4 o al Dvb-T2 con codifica Hevc. Nel primo caso non avremmo spazio per tutti i canali ma i tv acquistati dopo il 2010 continuerebbero a funzionare, mentre circa 10 milioni di televisori sarebbero a rischio di smaltimento. Nel secondo caso, assai più probabile, non ci sarebbero problemi per i tv acquistati dopo il 2017, ma ben 40 milioni di apparecchi verrebbero messi sulla soglia della rottamazione dall’oggi al domani.

Lo scenario più probabile? Dalla metà del 2020 potrebbe partire la prima delle due opzioni (Mpeg4), e successivamente la seconda, quella del Dvb-T2 con codifica Hevc.
Non mancherebbero comunque alcuni “disguidi”: intanto, in un mercato come quello dei tv che si aggira sui 3,8 milioni di pezzi venduti all’anno, l’offerta di apparecchi e decoder non riuscirebbe a coprire la domanda, mentre per i broadcaster potrebbero delinearsi pericoli legati agli introiti pubblicitari.
La legge di stabilità 2019 ha intanto stanziato contributi a favore degli utenti finali per l’acquisto di televisori e decoder compatibili per un totale di 150 milioni di euro nei prossimi quattro anni, anche se non sono ancora chiare le modalità di erogazione e i requisiti di fruizione del contributo.

Infine, qualche soluzione pratica: come verificare se il proprio televisore è già compatibile con le trasmissioni in Mpeg4? “Controllare innanzitutto se è in grado di sintonizzare correttamente alcuni canali in Hd, come Rai Uno Hd sul 501 – riprende Borea -. Se l’operazione ha successo significa che l’apparecchio è pronto per il passaggio del 2020. O, meglio ancora, provare a ricevere lo stesso canale in Hd e non – come La7 e La7 Hd, che sono sulla stessa frequenza. Anche in questo caso, se ciò è possibile, il televisore è salvo, altrimenti, se sarà visualizzata solo la versione in standard definition, il tv non è compatibile con le imminenti frontiere della trasmissione, e quindi, entro una manciata di mesi, andrà sostituito oppure affiancato da un decoder”.

Come funziona la piattaforma gratuita Tivùsat?
Vediamone i punti principali:
- Con una semplice tessera (sono oltre 3 milioni e 450mila le tessere ad oggi attive) è possibile fruire di quattro canali 4k per godere di film, documentari e gare sportive con una definizione di immagine inimmaginabile;
- L’offerta prevede inoltre 45 canali Hd e altri 113 canali supplementari, molti dei quali in lingua straniera;
- La connessione a Internet apre a una vasta molteplicità di servizi on demand, per esempio con tivùon! si possono vedere e rivedere i programmi trasmessi negli ultimi sette giorni dalle principali emittenti tv.

Nel nostro Paese il 13,2 per cento delle famiglie riceve i segnali televisivi attraverso la piattaforma Tivùsat (www.tivu.tv) creata da Rai, Mediaset, Tim, Associazioni tv locali e Aeranti Corallo. “Una cifra importante e in crescita che parla di una penetrazione significativa nelle case degli italiani, con le dovute varianti orografiche - sottolinea Giuseppe Borea -: ad esempio, con il digitale terrestre, sull’Appennino la ricezione dei canali può essere un problema e l’antenna potrebbe non essere sufficiente. Occorre allora l’utilizzo di una parabola con decoder o di una cam inserita nel televisore”.