Sabato, 24 Aprile 2021 16:47

“Diritto alla riparabilità? Tempi lunghi e percorso ancora impervio”

E’ il parere dell’ingegner Giulio Bassi, a capo di SGE, una rete di centri di assistenza tecnica che opera sul mercato da oltre dieci anni.

Giulio Bassi, alla guida di Stargate Global Engineering Giulio Bassi, alla guida di Stargate Global Engineering

La nuova direttiva europea relativa al “diritto alla riparabilità” degli elettrodomestici rappresenta un passo avanti nel processo, mai troppo rapido, verso la sostenibilità sia ecologica che economica nei Paesi dell’Unione e verso la messa al bando del criterio della cosiddetta “obsolescenza programmata”. Su questo argomento abbiamo raccolto il parere dell’ingegner Giulio Bassi, a capo di Stargate Global Engineering (SGE), una rete di centri di assistenza tecnica che copre tutto il territorio italiano e che opera sul mercato da oltre dieci anni.

“La direttiva appare timida viste le limitazioni che pone - dice -: le case produttrici debbono tenere a disposizione, per talune tipologie di prodotto (elettrodomestici e TV, sostanzialmente), i ricambi ‘essenziali’ per almeno 7/10 anni dalla cessazione della produzione del modello, a partire dai modelli immessi sul mercato dal 2021 e consegnarli a richiesta entro un tempo massimo di 15 giorni lavorativi. Le evidenti limitazioni sono relative ai fatti seguenti: che si inizi solo da oggi (e i modelli già in circolazione e ancora in vendita e quindi in produzione?); che siano esclusi i prodotti IT e smartphone (che però sono spesso soggetti ad un’anticipata ‘obsolescenza di moda’) e che ci vogliano ben 15 giorni lavorativi per la consegna del ricambio, ovvero 3 settimane solari…”.

Cosa significa questo?
“Di certo si raggiungerà la riduzione del carico di rifiuti generati e ciò, ripeto, a beneficio sia del nostro pianeta che delle nostre tasche; ma i tempi sono lunghi e il percorso che ci attende è ancora impervio”.

Perché impervio?
“Chi controllerà che le case produttrici non possano aumentare il prezzo dei ricambi per scoraggiare la riparazione? Chi impedirà l’aggregazione dei ricambi in pezzi ‘monoblocco’ e quindi di maggior costo? La risposta non è facile: di certo i consumatori stessi, con la scelta di prodotti più affidabili e aggiungerei ‘di robusta costituzione’ hanno un potere decisivo. Non è detto che i prodotti con tante funzioni e tanti programmi, che necessitano di corposi libretti di istruzione e che forse mai vengono usati appieno, lo siano: i consumatori non devono essere ingegneri o chirurghi per fare funzionare apparecchi che devono essere al servizio dell’utente (e non viceversa!) e che, quindi, devono ‘sopportare’ senza problemi il comune uso quotidiano. Ben venga la tecnologia, specie se è ‘verde’, ma non a scapito dell’affidabilità, della semplicità e della durata del servizio”.