Martedì, 11 Giugno 2024 10:05

Esperienza d’acquisto: il giusto approccio (visto da un commesso)

L’addetto vendita Gianni ragiona sulle attese a volte irrealistiche che hanno i consumatori quando decidono di entrare in negozio.

Nella frenesia dello shopping moderno ci capita spesso di confrontarci con le aspettative irrealistiche create dalla pubblicità e dai media. Ci viene dipinto un quadro idilliaco di ciò che ci aspetta durante l'esperienza di acquisto, ma la realtà può essere molto diversa. In questo articolo, esploreremo l'importanza di adottare una mentalità realistica durante lo shopping, prendendo in considerazione due caratteri opposti dei personaggi di Walt Disney: Paperino e Gastone.

Paperino: Il povero sfortunato

Paperino è il personaggio a cui va sempre tutto storto. Con le migliori intenzioni, entra nei negozi sperando in un'esperienza di shopping senza intoppi. Tuttavia, è costantemente deluso quando le cose non vanno come previsto, e finisce sempre per arrabbiarsi per la “sfortuna” che sembra perseguitarlo. Paperino siamo noi, ogni qual volta entriamo in un punto vendita convinti di non trovare nessun altro, che il prodotto che cerchiamo sia lì sullo scaffale ad attenderci, che il commesso sia di luna buona e ci accolga con un sorriso smagliante. 

I tempi di attesa sono sovente più lunghi di quelli che immaginavamo, anche perché – spesso – non li immaginavamo proprio. Pensavamo di entrare, esprimere i nostri bisogni al commesso ed uscire nel giro di qualche manciata di minuti con il prodotto nuovo fiammante sotto braccio. E invece ci troviamo lì, circondati da persone che sbuffano, con la classica “coda all’italiana” spalmata lungo il bancone come la nutella sulla fetta biscottata.

Come se non bastasse il danno della lunga attesa, ecco la beffa: il prodotto che cercavamo non è (più) disponibile. Ci viene proposto di ordinarlo e attendere qualche giorno, ma in quel momento il bambino che è in noi fa i capricci: “Ma io lo volevo subito!”, sembra urlare il fanciullo nel nostro cervello.

Da commesso, faccio mea culpa perché spesso anche noi non abbiamo molta pazienza. Durante le ore di punta, ci scontriamo con molti “bambini capricciosi”, quindi non riusciamo a proporre con la dovuta calma un prodotto alternativo, o dedicare il giusto tempo per calmare i capricci e spiegare che la visita in negozio del cliente non è stata un buco nell’acqua: se ordiniamo il prodotto potrà venire a ritirarlo comodamente senza nessuna ulteriore attesa.

Credersi Gastone è controproducente

Dovremmo convincerci di non essere Gastone, il papero sempre fortunato a cui sembra andare tutto bene. La verità è che la vita non è idilliaca e la fortuna non è sempre dalla nostra parte. Invece di aspettarci che tutto vada bene, dobbiamo essere preparati ai possibili inconvenienti e affrontarli con determinazione.

Il problema siamo noi quando ci convinciamo di poter acquistare in pochi minuti un elettrodomestico che sostituiamo una volta ogni dieci anni. O quando vogliamo comprare uno smartphone di domenica pomeriggio alle 18, sperando di non trovare nessuno in negozio. Tante volte le nostre aspettative sono ultra-irrealistiche, quindi serve a poco arrabbiarsi per l’attesa. Semmai potremmo riprogrammare la visita in un altro momento e – perché no – chiedere ad un addetto vendita quando è la fascia oraria ideale per ricevere il massimo delle attenzioni.

“Mi serve davvero oggi?”. Per calmare il fanciulletto dispettoso che alberga dentro ognuno di noi, possiamo chiederci se il prodotto che stiamo cercando non sia uno “sfizio” che dobbiamo per forza toglierci in quel momento o – invece – il frutto di una ricerca che merita l’attesa di un paio di giorni. La proposta di ordinare un prodotto e attendere il suo arrivo non dovrebbe essere accolta come un oltraggio.

Respira: siamo esseri umani. Nonostante si facciano sempre più corsi di customer care (cura dei consumatori) e ci sia sempre più attenzione nei confronti del cliente, può capitare di trovare il commesso “di luna storta” perché – magari – ha appena avuto una discussione con un burbero maleducato. In questi casi, pensiamo che potremmo essere proprio noi i protagonisti della sua giornata: se invertiamo le parti e cerchiamo di essere il più gentili possibile il venditore potrebbe cambiare il proprio atteggiamento. Dopotutto, siamo esseri umani, anche a noi commessi capita di fare i “bambini capricciosi”. Fatecelo notare, con un sorriso si possono dire molte cose.

“Pensa sempre al peggio”

Il metodo che uso io, per non incorrere in tutte queste cocenti delusioni, è proprio quello di immedesimarmi con il papero più sfortunato di Paperopoli. Mi convinco che incontrerò problemi ad ogni passo, per poi scoprire che in fondo mi è andata molto meglio di come immaginavo. In un mondo dominato da aspettative immaginarie, è essenziale adottare una mentalità realistica durante lo shopping. Quindi, la prossima volta che vi troverete a fare acquisti, ricordate di identificarvi con Paperino per essere pronti ad affrontare qualsiasi cosa possa andare storto. A mano a mano che le cose andranno per il verso giusto, vi sentirete molto più simili a Gastone.

Dal vostro Pape…ehm Gianni anche per oggi è tutto, alla prossima!