Mercoledì, 09 Dicembre 2020 17:15

Bonus PC: per ora poco entusiasmo

A un mese dal lancio, dei 200 milioni di euro messi a disposizione risulta prenotato meno del 18%.

È trascorso esattamente un mese dal “click day” del voucher per la banda larga (una volta conosciuto come bonus PC). Abbiamo voluto scattare una nuova fotografia della situazione, per verificare se le nostre conclusioni del precedente articolo [https://bit.ly/2Lh2TOd] fossero sbagliate o meno.

Ad oggi, 9 dicembre, sul sito del MISE risulta prenotato il 17,73% dei 200 milioni di euro che il Governo ha messo a disposizione per questo bonus. E di quella percentuale solo l’1,7% è stato già attivato. Come abbiamo visto, il voucher va richiesto ad un operatore telefonico che potrà girarlo al consumatore finale sotto forma di sconto per un abbonamento che migliori la connessione Internet. Lo stesso provider dovrà altresì fornire un dispositivo in linea con le caratteristiche scelte da Infratel.

Come sa bene chi ci è già passato almeno una volta, lasciare un operatore per un’altro quando si parla di linea fissa è un’operazione dai tempi piuttosto lunghi. Possiamo quindi ben sperare che quel 17,73% di fondi prenotati passerà entro qualche settimana nella “casella” dei voucher attivati. Tuttavia è pur sempre una cifra che non farebbe urlare al successo più clamoroso per un bonus molto atteso.

L’altra considerazione che abbiamo fatto, sempre basandoci sulla nostra esperienza personale che quindi non fa statistica, è che ogni volta che abbiamo messo piede in un negozio di telefonia gli addetti hanno cercato di proporci cambi di piano tariffario e smartphone a rate come se non ci fosse un domani. Ovviamente non abbiamo nessuna prova a riguardo, ma potrebbe essere che molte società di servizi vogliano spingere in alto i propri obiettivi approfittando dell’incremento di visitatori che questo bonus governativo dovrebbe portare. Il che potrebbe spaventare chi, tra gli utenti finali, fosse già poco convinto degli sconti applicati e del tablet “in regalo”.

Parlando di quest’ultimo, abbiamo visto come tutti i provider si siano focalizzati su un unico modello: il Samsung Galaxy Tab S6 Lite. L’unico, per specifiche e fascia prezzo, che rientra tra i canoni fissati da Infratel e dal MISE. E va pagato un anticipo: dai 29,90 euro di TIM ai 159 euro di WindTre passando per i 99 euro di Vodafone.

Sarà forse per questa scelta obbligata che chi non si è accontentato di un tablet per lo smart-working o la DAD, ha deciso di metterlo in vendita. Solo tra eBay e Subito.it sono più di un centinaio gli annunci di privati che liquidano il dispositivo aggiungendo le parole chiave “sigillato”, “nuovo”, “mai acceso”. E i motivi per cui vogliono separarsi dal gingillo elettronico? “Doppio regalo”, “vendo per inutilizzo”, “regalo non gradito”.

Certo, non abbiamo le prove che quel centinaio di apparati messi all’asta o in vendita “per realizzo” siano parte di quell’1,7% di fortunati che hanno già attivato il voucher e ricevuto il prodotto. Ma verrebbe da chiedersi perché mai qualcuno dovrebbe svendere un prodotto (nuovo e sigillato) acquistato pochi giorni prima quando, per il Codice del Consumo, può restituirlo al rivenditore e ricevere un rimborso.

Qui non stiamo parlando di broker da strapazzo che acquistano le scarpe della LIDL per generare profitti. O di quei furbetti che si sono accaparrati una copia in più della Playstation 5 per venderla all’asta al miglior offerente. Vendere un tablet a 299 euro (trattabili) quando, comunque, si è dovuto versare un anticipo e si è costretti a portare a termine il vincolo contrattuale (altrimenti scatta la penale), non è un buon affare per nessuno. Vuol dire, semplicemente, che quel dispositivo non serve a chi l’ha ricevuto.

Insomma il bonus, così com’è stato pensato, lascia gli italiani ancora piuttosto freddi.