Giovedì, 07 Marzo 2024 17:38

Otto marzo: la festa va bene, meglio i fatti però

In occasione della Giornata Internazionale della Donna vogliamo spostare l’attenzione sul concreto. Per cambiare c'è da fare per tutti, ma per il genere femminile di più.

Approfittiamo dell’attenzione mediatica dedicata alla Giornata internazionale della Donna - che peraltro non vediamo l’ora di festeggiare con altri significati - per parlare di una campagna di comunicazione social dal titolo “Cosa rende ricca la tua impresa?”. A lanciarla è una associazione che si può definire di promozione culturale, quella della parità di genere, dell’inclusività: è Valore D, prima associazione italiana di imprese nata con l’obiettivo di valorizzare le figure femminili ai vertici delle aziende. Nel tempo il bisogno di riequilibrare i valori si è allargato ad altre categorie, e oggi si lavora per l’equilibrio di genere e la cultura inclusiva. Cosa rende ricca la tua impresa? allora. Bella domanda. Chissà come risponderanno le insegne dell’electrical retail associate a Valore D o l’immancabile big dell’ecommerce, anch’esso socio.

Imprese, coraggio: è arrivato il momento (di cambiare)

L’obiettivo di questa campagna social è incentivare le imprese ad adottare iniziative sulla diversità, l’equità e l’inclusione, in sigla ‘DEI’. E quale miglior sistema dell’esempio? L’invito viene dalle testimonianze di alcuni alti dirigenti, in una parola CEO, e leader della community di Valore D che hanno già intrapreso o stanno iniziando questo percorso. Ognuno condensa in una frase il senso della propria esperienza e sceglie un valore espresso da una parola che inizi con la D. Fra i diversi messaggi, abbiamo scelto quello di Mirja Cartia d’Asero, amministratrice delegata Gruppo 24 Ore, che afferma: “Gli indicatori economici sostengono e misurano la crescita, ma le ‘Direttrici’ che guidano lo sviluppo di un’azienda sono innovazione, sostenibilità e inclusione”. Per spirito inclusivo citiamo anche la riflessione di Stefano Venier, CEO di Snam: “I risultati vengono spesso rappresentati dai numeri. Ma quei numeri, in realtà, esprimono anche il ‘Dovere’ di difendere valori e scelte all’altezza di un futuro più sostenibile per tutti”. La campagna vuole essere un incentivo e un supporto per quelle aziende, molte, che ‘hanno difficoltà a riconoscere l’importanza delle politiche DEI’, non convinte che queste stesse politiche di Diversità, Equità e Inclusività rappresentino un valore etico e sociale, ma oggi sono una ‘occasione di rilevante impatto economico’. E come si usa nel mondo delle aziende, a conferma di questa affermazione, l’associazione porta l’evidenza delle analisi: secondo numerosi studi, le imprese inclusive hanno oltre il 60% in più di probabilità di migliorare i profitti e la produttività, quasi il 60% in più di probabilità di migliorare la propria reputazione, hanno maggiore facilità nell’attrarre e trattenere i talenti, maggiore creatività, innovazione e apertura a nuove idee e approcci. “Il successo è una formula che unisce numeri e valori”, recita lo slogan della campagna, promuovendo valori che cominciano con la D: Differenziazione, Diritto, Dovere, Direttrici, Determinazione, Domani, Dialogo, Diversità. E Donna: no?

Le equilibriste

Per citare un problema a caso fra i tanti ancora di esclusivo appannaggio femminile - la maternità -, ecco qualche dato illuminante. Il divario lavorativo fra lavoratori maschi con figli e lavoratrici femmine è del 34%, praticamente doppio rispetto al dato generale (anno 2022); nel 2021 il 78% di tutte le dimissioni volontarie e risoluzioni dei rapporti di lavoro è stato avanzato da donne, con la motivazione - nel 65,5% dei casi - di avere difficoltà a conciliare la vita professionale con la cura dei figli. Fra le donne che riescono a mantenere un lavoro, tante hanno il supporto di una rete familiare, e comunque hanno imparato a fare le equilibriste, come recita il titolo del rapporto di Save The Children del 2023 sulla maternità in Italia. (l.c.)