Mercoledì, 08 Aprile 2020 11:37

Musica in streaming dalla A alla Z

La vita casalinga ha portato a un netto incremento di utenti e abbonamenti ai vari siti online. Qualche suggerimento per evitare errori.

Il rinnovato interesse per l'intrattenimento domestico in tutte le sue possibilità, dovuto in gran parte al periodo di isolamento forzato, sta trovando in queste ultime settimane un netto incremento in termini di numero di utenti e abbonamenti ai vari servizi online.


I server dei videogiochi sulle maggiori piattaforme rilevano qualche problema di tenuta perché non preparati a sostenere traffico dati e milioni di persone contemporaneamente online. Le piattaforme di streaming video più famosi come Netflix, Amazon Prime Video e Youtube hanno dovuto sospendere la risoluzione automatica in 4K per risparmiare “banda”. La noia domestica è però scongiurata dal numero e dalla qualità dei servizi proposti, che rendono praticamente possibile fare qualsiasi cosa tra le quattro mura.

Uno dei mercati maggiormente mutati negli ultimi anni grazie all'avvento del digitale è quello della musica. Sono cambiati i tempi e i modi con i quali gli utenti la fruiscono, diventando un processo “liquido” e più veloce che mai. Esistono due soluzioni sostanzialmente diverse per ottenere la propria musica preferita da smartphone, tablet o PC: la prima è l'acquisto in digitale e relativo download di file Mp3; oppure in alternativa quella di ascoltare direttamente in “streaming”, vale a dire un flusso dati di musica che arriva dritto dai server del produttore / distributore ai nostri auricolari. Il nostro consiglio è quello di acquistare sempre tramite canali conosciuti e verificati perché il rischio di ricevere un file dannoso è veramente molto alto. Evitiamo quindi le varie piattaforme di download illegale, covo di pirati e file pericolosi che possono mettere ko i nostri dispositivi.

I migliori siti dai quali effettuare download sicuri e di qualità sono sicuramente Google Play per quanto riguarda i dispositivi Android, Apple Music per Apple e l'onnipresente Amazon. Dobbiamo specificare che l'acquisto non è in realtà una vera compravendita che suppone che il possesso passi da una entità a un altra (l'utente finale) come se si trattasse di un oggetto fisico, bensì di una “cessione in prestito” del diritto di poter eseguire un brano.

Cosa significa? Che il brano, per quanto pagato, non sarà vostro e soprattutto non potrete usufruirne a piacimento ma secondo linee guida molto precise. Non è infatti possibile prestarlo, non è possibile cederlo a terzi, non è possibile lasciarlo nemmeno in eredità (Bruce Willis intentò una lunghissima causa contro Apple proprio perché non poteva lasciare alle figlie la sua collezione di musica). Che differenza c'è allora tra l'acquisto e lo streaming? Una ed è sostanziale: per usufruire del secondo c'è bisogno di una connessione internet, mentre se abbiamo il file originale possiamo avviarlo in qualsiasi momento.

L'alternativa all'acquisto è infatti la sottoscrizione di un abbonamento che ci consenta di accedere direttamente alla musica, senza doverla prima scaricare. In questo campo c'è una app che ha spopolato: si tratta di Spotify, che nella sua versione gratuita permette di ascoltare quello che si vuole a patto di sorbirci un po' di pubblicità e di saltare la traccia solo poche volte al giorno. Spotify Premium, invece, dà libero accesso a tutto il catalogo senza pubblicità e con la possibilità di “skippare”, cioè andare avanti o indietro quante volte desideriamo. Sono in molti, oggi, a fargli concorrenza.

Uno dei servizi più agguerriti è Apple Music, mentre tra gli emergenti ci mettiamo il gigante Google con il suo Youtube Music. Scaricando una di queste app si procede alla registrazione e al pagamento (solitamente mensile, ma saldando un anno intero si risparmia), e dopo pochi minuti si può iniziare ad ascoltare la musica. Tutti offrono un periodo di prova gratuita, da un mese fino a un massimo di quattro, dopodiché scatta la fatturazione in base al metodo di pagamento che abbiamo scelto all'inizio. Esiste poi un terzo modo di usufruire la musica al giorno d'oggi, sicuramente il più scomodo ma senza dubbio è il più romantico e soddisfacente: comprare un CD fisico, o addirittura un vinile, supporti che stanno tornando in auge dopo anni di oblio. Ma per fare questo sarà meglio aspettare tempi migliori per non scomodare poste e corrieri inutilmente.

Se è vero che i tempi del possesso materiale sono finiti, è altrettanto vero che oggi la possibilità di accedere alla musica è globale e istantanea, aprendoci infinite opportunità di ascolto e conoscenza. Pensate solo alla musica estera, una volta acquistabile solo attraverso costosissimi canali di importazione, oggi direttamente nei nostri device a prezzi accettabili. Pensiamo anche alla possibilità di creare personali playlist con le nostre canzoni preferite saltando a piè pari l'acquisto di un intero album che magari non ci interessa nella sua completezza. Molto probabilmente questo processo di cambiamento implica la perdita di qualcosa per strada, come ad esempio il modo stesso di ascoltare che oggi è profondamente diverso. La musica, un tempo messa al centro dell'attenzione con costosissimi impianti audio ad alta fedeltà ed altrettanto costosi supporti, veniva quasi adorata e venerata in un ascolto mistico e contemplativo, attento, esperto. Oggi ascoltiamo in modo veloce, distratto, quasi come un sottofondo al quale non diamo il suo giusto peso. Quello che la musica si meriterebbe davvero. (claudio camboni)