Venerdì, 18 Giugno 2021 21:56

Arriva la "Carta del consumo circolare"

Con questa iniziativa congiunta le associazioni dei consumatori promuovono la cultura del riuso e riciclo, fondamenti dell'economia circolare.

La “Carta del consumo circolare” è una iniziativa nata dal ‘Circular Lab’, primo laboratorio congiunto di innovazione e cooperazione su temi di economia circolare, promosso da Eni e facilitato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Futour, a cui aderiscono le maggiori associazioni dei consumatori. Il documento viene definito ‘Carta’ non a caso: come la ‘Carta dei diritti dell’uomo’ o la ‘Carta costituzionale’: è un atto dal valore universale, un manifesto di principi condivisi che riguardano l’economia circolare. L’iniziativa, dichiarano i promotori, vuole essere un contributo al processo di transizione economica verso un sistema circolare, basato sul principio nuovo di riuso e recupero di materie e prodotti in continuità, al fine di limitare lo spreco di risorse al minimo indispensabile. In questo cambiamento epocale, adottare nuovi modelli di consumo che incoraggino le aziende a nuove produttività, costituisce un tassello fondamentale per accelerare la trasformazione verso un sistema sostenibile. Scarsa conoscenza, informazioni non esatte e poca consapevolezza da parte dei consumatori sono ostacoli che rallentano il processo evolutivo. Le associazioni richiamano giustamente tutti gli attori della filiera, e non solo i consumatori, a un impegno per garantire informazioni affidabili e comprensibili, proteggere da rischi del greenwashing, diffondere il significato di circolarità e di impronta ambientale dei prodotti, promuovere il concetto di durabilità, condivisione e riparazione dei beni di consumo, del loro riuso e del reimpiego dei materiali, contrastando la tendenza all’obsolescenza programmata e prematura.

I principi del consumo circolare
I contenuti enunciati nella carta del Consumo Circolare sono chiari e razionalmente finalizzati a ottenere un reale cambiamento sostenibile sul quale in linea di principio nessuno può dissentire. Se analizziamo uno dopo l’altro i principi elencati nel documento, però, risulta altrettanto evidente quale e quanta strada ci separa dalla meta sostenibile. Il consumo circolare presuppone un principio nuovo e innovativo nella pratica d’acquisto: quando compriamo, ci dobbiamo abituare a valutare, oltre all’estetica, alla funzionalità e alla convenienza, il tasso di sostenibilità intrinseco del tal prodotto, un dato che dovrà essere espresso secondo parametri omogenei, in modo comprensibile, trasparente e facilmente comparabile. Presentata così, la transizione verso l’economia circolare evidenzia tutte le sue complessità: come si organizzeranno le aziende per comunicare il tasso di circolarità dei loro prodotti? Come un sistema orientato alla crescita potrà convertirsi a una logica del riuso, incentivando i consumatori a questa pratica? E in tutto questo, come si orienteranno i consumatori? La Carta del consumo circolare ha il merito di fare chiarezza sulla questione, un contributo da leggere per intero. Di seguito riportiamo una sintesi dei principali contenuti.

Consumo ‘educato’ e consapevole. L’educazione al consumo è fondamentale per aumentare consapevolezza e determinare i comportamenti di consumo. Il consumatore deve essere messo nelle condizioni di comprendere i motivi di scelta di comportamenti di consumo circolare e di riconoscere prodotti realmente circolari nel loro intero ciclo di vita.

Consumo trasparente. Le informazioni sulle caratteristiche sostenibili dei prodotti devono essere disponibili in modo trasparente, ad esempio attraverso un sistema di etichettatura omogeneo che riporti le caratteristiche di rilevanza circolare di un prodotto e le conseguenze positive derivanti da una scelta di acquisto e di comportamento coerenti con i principi di economia circolare. Il fine è permettere al consumatore di scegliere in modo consapevole ed equilibrato, evitando lo spreco di risorse.

Consumo informato. Le informazioni disponibili al consumatore sulle prestazioni dei prodotti devono essere chiare, comprensibili a tutti, accurate; devono riportare riferimenti concreti e specifici su aspetti ambientali e circolari (riuso, riciclo, recupero). Le informazioni devono essere fruibili in modo sintetico con facile accesso ad approfondimenti. Un ente terzo dovrebbe garantire la correttezza delle informazioni.

Consumo sempre comparativo. Il consumatore deve poter confrontare prodotti funzionalmente equivalenti, per scegliere fra le diverse prestazioni in ottica di economia circolare. Per questo, serve un sistema standardizzato di comparabilità, con la definizione di parametri di performance ambientali. La comparazione dovrebbe tenere al suo interno, oltre a parametri ambientali e circolari, anche informazioni di carattere etico e sociale.

Consumo equilibrato. Le scelte di consumo dipendono da un equilibrio tra qualità, prezzo, valenze sociali e ambientali. Meccanismi di premialità e di incentivo finalizzati a orientare consumatori e imprese a scelte più circolari possono aiutare a far coincidere beneficio ambientale e beneficio economico, premiando ad esempio criteri di durabilità, riuso, uso di materiali riciclati, riparabilità, ecc.

Un consumo “lungo molte vite”. Il consumo non riguarda la sola scelta d’acquisto di un prodotto o servizio, ma coinvolge la fase di utilizzo e post-uso. I consumatori devono quindi ricevere informazioni attendibili e pertinenti sul ciclo di vita di prodotti e servizi, sul loro uso e riuso, sulla riparabilità e aggiornamento, al fine di conoscere le possibilità di estendere la vita utile dei beni, per contrastare l’obsolescenza programmata e risparmiare risorse. La Carta del consumo circolare recita a questo proposito: “Aiutare il consumatore a prendere le decisioni corrette durante e dopo la fase di utilizzo deve rappresentare un impegno concreto da parte di tutti gli attori anche rendendo “conveniente” la riparazione piuttosto che la sostituzione del bene. Questo obiettivo si può raggiungere solo grazie ad un impegno effettivo di tutta la filiera a monte del consumatore che deve improntare sin dalle fasi iniziali di progettazione di un prodotto, processo o servizio, il proprio operato sul concetto di “sustainability by design”.

Un consumo condiviso e collaborativo.La transizione verso un’economia circolare deve fondarsi anche sul principio della condivisione, da promuovere mettendo a disposizione (anche per opera dei produttori e delle filiere) soluzioni concrete per condividere beni, contribuendo a una conoscenza diffusa delle modalità di accesso alle piattaforme di sharing esistenti. È da promuovere il principio del possesso momentaneo rispetto alla proprietà esclusiva individuale, che consente una ottimizzazione del tempo di utilizzo dei beni fisici, anche in compartecipazione. La condivisione di prodotti è stimolo anche per uno scambio di esperienze, conoscenze e buone pratiche che promuovano l’adozione di comportamenti ispirati ai principi dell’economia circolare.

Un consumo sobrio e anti-spreco. Le scelte dei cittadini nella fase di acquisto e di post-acquisto dovrebbero essere ispirate al principio di prevenzione. Vale a dire che ognuno dovrebbe ridimensionare le proprie scelte di consumo cercando di acquistare solo ciò che è necessario, evitando sprechi, per tutti i settori e in particolare per quello alimentare. In fatto di alimentazione, dovrebbero poi essere disponibili informazioni chiare sulle modalità di conservazione e sul consumo in sicurezza anche dopo la data di scadenza indicata con la dicitura “preferibilmente entro”. (l.c.)