Il reverse mentoring, che venne formalizzato per la prima volta negli anni ’90 da Jack Welch, storico CEO di General Electric, rispose alla sfida di aiutare i dirigenti senior ad adottare tecnologie digitali. Welch introdusse un sistema in cui i giovani dipendenti, esperti in tecnologia, diventavano mentor per i leader senior. Questo modello trasformò il mentoring tradizionale in un approccio bidirezionale di scambio di competenze tra generazioni.
Perché applicarlo in Italia?
Secondo il Rapporto Annuale 2024 dell’ISTAT, l’età media della popolazione italiana è salita a 46,6 anni, evidenziando un invecchiamento della forza lavoro. Il 33,4% dei lavoratori tra 15 e 34 anni ha un contratto a tempo determinato, mentre il tasso di occupazione nella fascia 55-64 anni è cresciuto al 57,3% nel 2023.
La digitalizzazione italiana è sopra la media UE in settori come cloud computing e fatturazione elettronica, ma resta indietro nelle tecnologie avanzate: solo il 5% delle imprese adotta l’IA, contro l’8% della media UE, mettendo in luce una carenza di competenze specifiche.
Questi dati fanno emergere come il reverse mentoring possa rappresentare una soluzione per accelerare l’innovazione digitale, favorire il dialogo intergenerazionale, ridurre il gap tecnologico e culturale, valorizzando ogni competenza senza discriminazioni d’età.
Secondo Monica Magri, direttrice HR di The Adecco Group Italia, il reverse mentoring rappresenta un potente strumento per favorire l’apprendimento sociale e consolidare il cosiddetto “contratto psicologico” tra generazioni. I benefici includono non solo il reskilling digitale dei senior, ma anche l’integrazione organizzativa e la riduzione di competizioni intergenerazionali. Questa pratica rivitalizza le organizzazioni attraverso la diffusione fluida di conoscenza ed esperienze.
Per far sì che il reverse mentoring sia efficace sul lungo periodo, è necessario che l’azienda studi e progetti un processo formativo su misura delle proprie esigenze. Il reverse mentoring, infatti, può essere organizzato in diverse modalità:
- One-to-one mentoring, incontri individuali tra mentor e mentee.
- Group mentoring, con un mentor che guida più mentee.
- Peer mentoring, per scambi senza gerarchie.
- Blended mentoring, che combina formazione in presenza e a distanza.
- Mentoring misto, per rispondere a specifiche esigenze aziendali.
Un programma efficace deve essere progettato su misura, rispondendo alle necessità aziendali e ai gap formativi dei dipendenti, garantendo così risultati sostenibili e misurabili nel tempo.
Esempi di reverse mentoring
Diverse aziende nel mondo hanno deciso di adottare il reverse mentoring come strumento strategico, dimostrando attraverso esempi concreti come questa pratica possa favorire inclusione, innovazione e sviluppo generazionale:
General Electric Company (GE)
Questo esempio si distingue per il focus su diversità e inclusione. L’interazione tra un leader senior globale e una giovane professionista di una minoranza etnica evidenzia come il reverse mentoring possa ridurre pregiudizi, migliorare la consapevolezza culturale e aprire nuove opportunità per i mentor.
PricewaterhouseCoopers (PwC)
Il programma di PwC spicca per la sua longevità (iniziato nel 2014) e per i benefici tangibili riportati dai partecipanti: miglioramento dell’inclusività, sviluppo delle competenze e una cultura di apprendimento continua. È un esempio robusto di come il reverse mentoring possa essere integrato in una strategia globale a lungo termine, con effetti positivi su tutta l’organizzazione.
Heineken
Ha iniziato il reverse mentoring ad aprile 2021, e l’86% dei leader senior hanno espresso il desiderio di apprendere dai junior. Questo sottolinea la capacità del programma di colmare i gap generazionali e stimolare innovazione.
Questi esempi sono particolarmente validi perché rappresentano diversi aspetti del successo del reverse mentoring: promozione dell’inclusione (GE), strategia aziendale sostenibile (PwC) e innovazione generazionale (Heineken). Ognuno illustra un vantaggio specifico, mostrando come il reverse mentoring possa essere un potente strumento adattabile a differenti contesti organizzativi.
Simone Piperno (Kairòs Solutions)









