Il benessere del lavoratore e la produttività sono stati a lungo considerati valori in contrapposizione nel mondo del lavoro, con l’idea che per aumentare la produttività si dovesse sacrificare il benessere personale. In realtà, negli ultimi anni si è sempre più diffusa la consapevolezza che il benessere dei dipendenti sia essenziale per ottenere risultati di successo in un’azienda. Investire nelle condizioni di lavoro, promuovere un equilibrio sano tra vita professionale e personale, offrire supporto e opportunità di crescita sono elementi chiave per favorire sia il benessere che la produttività sul luogo di lavoro. Quando i dipendenti si sentono apprezzati, ascoltati e supportati, sono più motivati e impegnati nel loro lavoro, portando benefici sia per loro stessi che per l’azienda nel suo insieme.
In una ricerca svolta da O’Connor, Prebble, e Waterworth (2023), è stato analizzato il caso degli infermieri della salute mentale, che sono figure professionali esposte a un elevato rischio di burnout e diminuzione del benessere personale. Nello studio si è esplorato come le organizzazioni possono ottimizzare il benessere degli infermieri sul posto di lavoro. La ricerca ha analizzato diverse efficaci iniziative, presenti in letteratura, su cui le organizzazioni possono investire. Una di queste è il “resilience training”, ovvero un percorso in cui i lavoratori e le lavoratrici possono affinare la propria intelligenza emotiva e tutte quelle skill che stanno alla base della resilienza. Sottoponendo questo tipo di training, gli infermieri hanno riportato un potenziamento della resilienza, che si è tradotta in minori livelli di stress sul posto di lavoro, diminuendo quindi burnout e turnover.
Un’altra pratica efficace è la supervisione, mediante la quale i lavoratori e le lavoratrici possono riflettere sulla pratica e occuparsi degli effetti dell’affaticamento emotivo. In uno studio condotto da Delgado e collaboratori (2020) è stato riportato che sulla popolazione di infermieri della salute mentale la supervisione potrebbe essere una strategia chiave grazie alla sua capacità di sostenere la regolazione emotiva.
L’ultima delle pratiche individuate è il supporto manageriale, in particolar modo nella sua declinazione di supportare e promuovere i punti di forza personali dei singoli lavoratori. Gillet e colleghi (2019), ad esempio, in un loro studio hanno riscontrato che gli infermieri della salute mentale sperimentano un maggiore benessere sul lavoro quando si sentono ascoltati, valorizzati, riconosciuti e ricevono spiegazioni per i loro compiti dal loro supervisore o manager. Perciò la soddisfazione di questi bisogni genera nei lavoratori maggiore sicurezza e percezione di competenza nella loro pratica, con conseguente aumento della soddisfazione lavorativa.
In questo caso, i programmi sono stati applicati in un settore, quello dei servizi alla persona, in cui i lavoratori sono sottoposti ad alti livelli di stress e a forte contatto con il pubblico. Ma interventi simili possono essere efficaci anche in ambito corporate? A testimoniarcelo è l’esperimento condotto da Consuelo Medina e colleghi (2018), che hanno sottoposto un campione di Middle Manager a un training olistico che aveva come obiettivo il miglioramento del benessere fisico e mentale. I risultati dello studio hanno riportato che, incrementando il benessere fisico e mentale dei manager ci sono stati vantaggi sia per l’organizzazione sia per i dipendenti. In particolare, i benefici per le organizzazioni sono stati un maggiore engagement dei dipendenti nei confronti dell’azienda, tra cui la lealtà, il senso di appartenenza, la volontà di perseguire gli obiettivi dell’organizzazione e il desiderio di rimanere nell’azienda e, di conseguenza, ciò ha portato alla diminuzione dell’assenteismo e del numero di malattie e infortuni segnalati. Tutto ciò è stato reso possibile proprio grazie ad un programma di benessere che ha affrontato la persona in modo olistico, ed è per questo motivo che proporre iniziative di questo tipo è vantaggioso per tutti, soprattutto per le organizzazioni.
Simone Piperno
Kairòs Solutions









