Mercoledì, 20 Gennaio 2021 10:40

Coaching creativo, uno strumento di crescita per piccole e grandi aziende

Responsabilizzare e valorizzare i componenti di un gruppo di lavoro per migliorare il benessere organizzativo e superare le criticità di mercato. Ne abbiamo parlato con Simone Piperno di Kairòs Solutions.

Simone Piperno di Kairòs Solutions Simone Piperno di Kairòs Solutions

Non c’è evento e occasione in cui non si parli di risorse umane e valorizzazione delle qualità personali. Ma come fare in pratica a migliorare le attività di gruppi di lavoro, specialmente nei momenti di mercato più critici? Ne abbiamo parlato con Simone Piperno di Kairòs Solutions, azienda che fa del coaching creativo la propria bandiera, nel difficile compito di migliorare i risultati, oltre che il modo di lavorare, di piccole e grandi aziende.

Piperno, cosa si intende esattamente con coaching creativo?
"È il metodo che si basa sulla valorizzazione di ciascuno partendo dalle sue esperienze, dal suo stile e dalle sue qualità individuali. Il nostro obiettivo è aiutare persone e gruppi a trovare nuove idee e modalità per raggiungere risultati attraverso modi inediti di lavorare. Come? Utilizzando il bagaglio di conoscenze e competenze già presente in ogni contesto e allenandosi – con il supporto di un coach, appunto – per accelerare i risultati: si parte da ciò che già funziona e si sfrutta il processo creativo per trovare soluzioni e idee organizzative. Quando tutto cambia rapidamente (mercato, clienti, abitudini di acquisto) servono appigli sicuri, che sono le persone della propria azienda da allenare creativamente per puntare all’obiettivo".

Questo è un periodo di particolari incertezze. Cosa significa, oggi, fare coaching creativo?
"Il processo creativo è, adesso più che mai, essenziale per adattarsi a nuove realtà e situazioni professionali. Tutto passa dalla possibilità di apprendimento, che negli adulti necessita di una “attivazione emotiva”, ovvero un cambio di passo che ci consenta di migliorare il nostro modo di vivere. Vuol dire applicare il processo creativo per trovare soluzioni alle nuove esigenze dei clienti e puntare all’evoluzione del business".

Quali sono gli ingredienti principali per effettuare questo cambiamento?
"Innanzitutto il coinvolgimento di ogni componente del gruppo negli obiettivi da realizzare, il cosiddetto engagement; ma anche la curiosità e il gioco sono leve fondamentali per introdurre nuovi comportamenti e contenuti negli schemi mentali cui siamo legati. Con il coaching creativo ricerchiamo la connessione tra ciò che le persone sanno fare, quello che li stimola e quello che ritengono importante per sé e per l’azienda: la loro qualità distintiva per aumentare i risultati nel lavoro".

A chi si rivolge tale metodo, in particolare?
"A tutte le aziende in evoluzione alla ricerca di nuovi metodi e strumenti di lavoro e di una nuova identità di mercato - un nuovo posizionamento di brand, ad esempio - in un panorama mutevole e complesso. Si rivolge in modo specifico a chi gestisce gruppi di persone e a chi ha bisogno di trovare specifiche soluzioni al cambiamento navigando le incertezze. Si applica facilmente ad aziende reattive interessate a sviluppare spirito di iniziativa nei propri collaboratori per renderli propositivi e, come si suol dire, proattivi".

Come è cambiato, dal suo punto di vista, lo scenario interno alle aziende contemporanee?
"Fino a non molto tempo fa si era preoccupati unicamente per l’andamento della produttività e il rispetto degli obiettivi di rendimento. Ma qualcosa è cambiato, e oggi si punta anche, e fortemente, sul purpose di un gruppo di lavoro, cioè sullo scopo e il senso del lavoro stesso, indipendentemente dal tipo di attività aziendale. Sono entrati nel linguaggio comune termini come missione, squadra, condivisione: tutti concetti che, se coltivati a dovere, possono condurre a una soluzione proficua alle complessità e alle criticità. In poche parole, se prima si lavorava sul “cosa”, ora si lavora sul “come”, e soprattutto sul “perché” ".

Ciò che conta, sembra di capire, sono i valori distintivi e la motivazione di ciascuno all’interno di un’organizzazione.
"Esattamente, e quando - come sta capitando in questo periodo - i campi di incertezza sono quanto mai ampi, un intervento formativo focalizzato sull’allenamento di specifiche competenze può rivelarsi uno strumento efficace. Sia in un gruppo già coeso che in un team non del tutto compatto".

Facciamo un esempio.
"Il coaching creativo può essere un valido supporto durante il transito dalla vendita online a quella multicanale, in cui l’azienda abbia bisogno di adattarsi a nuove tipologie di clienti o di canali, appunto, e in cui sia necessario sviluppare competenze immediate per trattare con nuovi partner di mercato. Il coaching è uno strumento fondamentale per coordinatori di team e middle manager, coloro, cioè che sviluppano la cultura organizzativa in un gruppo di lavoro. Più che mai applicabile alle attuali modalità dello smartworking, aiuta i responsabili a delegare, e pertanto valorizzare i collaboratori, permettendo loro di esprimere nuove potenzialità".

Il coaching, pertanto, non impone atteggiamenti prestabiliti, ma stimola piuttosto la cooperazione.
"Sì, e facilita il processo di scambio tra le persone attraverso la riflessione e l’arricchimento reciproco: una solida base di partenza per mantenere o raggiungere un buon livello di benessere organizzativo".

Si tratta di uno strumento valido anche per le imprese del trade?
"Certamente sì: i venditori sono il prezioso anello di congiunzione tra un’azienda della distribuzione e clienti evoluti, con esigenze e comportamenti di acquisto del tutto nuovi. Chi sta al pubblico porta la enorme responsabilità di fidelizzare questa clientela, infedele per natura, e interpretare ogni richiesta con intelligenza. Grazie a un buon coach creativo il retailer moderno può acquisire gli attrezzi indispensabili per accogliere il consumatore e stabilire con lui una relazione di fiducia in pochi istanti, attraverso le domande giuste e una percezione profonda delle sue richieste. Non solo tramite l’ascolto delle parole e dei toni di voce, ma con l’osservazione della postura e dei movimenti del corpo: tutti mezzi di informazione che aiutano il venditore a comprendere il cliente e a parlare la sua stessa lingua".