Nel mondo del piccolo elettrodomestico il segmento del trattamento dell’acqua ha ormai raggiunto una sua solidità consolidata, favorita negli ultimi anni dalla crescente esigenza di benessere da parte dei consumatori finali. Un benessere vissuto a 360 gradi, sia chiaro, dove il tema della sostenibilità ambientale gioca un ruolo anch’esso sempre più importante. Con SodaStream, ben noto colosso a livello mondiale, e in particolare col suo direttore generale italiano Jacopo De Maria, abbiamo provato a mettere a fuoco le prospettive del settore e quelle dell’azienda.
De Maria, SodaStream è una multinazionale e dunque avete il polso della situazione in diversi Paesi. Quali sono le caratteristiche principali del mercato italiano del trattamento dell’acqua e in particolare dell’acqua frizzante? “
All’interno del mercato del trattamento dell’acqua identifichiamo due macrocategorie: la filtrazione e la gasatura, che pesano rispettivamente il 55% e il 45%. Entrambe le categorie hanno caratteristiche e modelli di business similari, basati sulla vendita dell’hardware (caraffe e gasatori) che generano la successiva vendita dei software (accessori e prodotti consumabili, come filtri e ricariche di Co2). Detto ciò, uno dei principali obiettivi di SodaStream è il raggiungimento dell’eccellenza nella customer experience e in tutti i touch point, sia digitali che fisici, in cui il cliente entra in contatto con il brand. Ciò al fine di incrementare la CLTV (Customer Life Time Value). L’altro grande obiettivo è l’acquisizione di nuovi consumatori in un mercato in cui il consumo di acqua è di 206 litri procapite (un terzo frizzante e due terzi naturale). I principali driver di acquisto del gasatore sono la sostenibilità (risparmio di plastica monouso) e la comodità di avere l’acqua frizzante sempre disponibile e secondo le proprie esigenze. Per contro, la principale barriera che riscontriamo è la poca fiducia nell’acqua del rubinetto, nonostante i continui controlli che ne assicurano l’elevata qualità, un’eccellenza a livello europeo”.
La diminuzione dell’uso della plastica è all’ordine del giorno da tempo in tante “agende” istituzionali. A volte si ha la sensazione che se ne parli addirittura troppo e si faccia troppo poco sul piano concreto. Su questo fronte, al di là del vostro prodotto, quali sono i valori cui vi ispirate per uscire dal “rumore di fondo” e affermare una vostra originalità - che fa rima con credibilità - verso il consumatore finale?
“SodaStream ha nel suo DNA l’anima plastic free, nascendo come acqua frizzante a km zero e che risparmia all’ambiente almeno 1.000 bottiglie di plastica monouso in ogni famiglia italiana. Poi per rendere ulteriormente visibile questa nostra anima e fare qualcosa di concreto per rafforzare l’impegno per l’ambiente, quest’anno SodaStream ha deciso di attivare una collaborazione con Plastic Free, onlus nata nel 2019 con lo scopo di informare più persone possibili sull’impatto dell’inquinamento della plastica monouso. La partnership, da aprile a ottobre, ha previsto la raccolta di 10.000 kg di rifiuti attraverso un tour nazionale, articolato in tre appuntamenti di cleanup in altrettante spiagge italiane. La prima iniziativa di pulizia ambientale è stata il 4 giugno a Genova in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. Il 10 luglio è stato il turno di Porto Tolle (Rovigo) nel Parco del Delta del Po. L’ultima tappa a calendario è stata il primo ottobre lungo il litorale romano in occasione del Sea & Rivers Day di Plastic Free”.
Parliamoci chiaro: avete un prodotto che può trovare nell’e-commerce un canale privilegiato. A suo avviso il cosiddetto retail tradizionale mantiene un ruolo importante nel dialogo con il consumatore finale? A quali condizioni?
“Si, l’e-commerce è un canale presidiato, ma il retail tradizionale ha ancora un peso percentuale molto alto, grazie alla necessità da parte del consumatore di vedere e toccare con mano il prodotto, oltre che reperire informazioni sul funzionamento del sistema. Senza dimenticare l’acquisto della ricarica di Co2, che avviene principalmente nel negozio fisico. Inoltre, come già accennato precedentemente, uno dei nostri principali obiettivi è il raggiungimento dell’eccellenza nella customer experience, che considera il punto di vendita il touch point fisico per eccellenza, dove il consumatore ha la possibilità, oltreché di raccogliere le informazioni necessarie, anche di visionare l’intera gamma prodotti. Le basi su cui fondiamo i rapporti con i nostri partner commerciali (i retailers) sono la trasparenza, ma soprattutto la condivisione di ambiziosi obiettivi di crescita di medio-lungo periodo, mirati ad una altrettanto ambiziosa penetrazione nelle famiglie italiane, vero traguardo che ci pone il gruppo PepsiCo di cui facciamo parte dal 2018”.
Sta arrivando il periodo natalizio: su cosa punterete in termini di prodotto ma anche di comunicazione?
“Il prodotto su cui punteremo nel periodo natalizio e che più ci rappresenta nel percorso di brand elevation è il gasatore Art. Grazie al design retrò, alla praticità d’uso dettata dall’innovativa leva per personalizzare la gasatura e soprattutto grazie alla facilità con la quale inserire il cilindro di nuova generazione ad incastro rapido CQC, Art ci porta sempre più a incontrare le esigenze dei nostri clienti. A livello distributivo, il prodotto si presta particolarmente a tutto il mondo dell’elettronica (canale eldom) dove possiamo dare più ampiezza di gamma rispetto ad altri canali. Per quanto riguarda la comunicazione prevediamo di presidiare in modo massiccio l’ecosistema digitale, con un focus specifico sui social media. Lanceremo una versione natalizia dello spot visto in TV quest’estate e come ciliegina sulla torta avremo un progetto speciale che coinvolgerà Lorella Cuccarini quale influencer, con cui abbiamo già collaborato la scorsa primavera”. (red.)









