Venerdì, 15 Dicembre 2023 20:16

“Raggiunto un buon punto di partenza: in tre anni ci rafforzeremo in ogni categoria"

Nel medio periodo Haier Group intende scaricare a terra tutte le proprie potenzialità nelle famiglie di prodotto in cui opera. Dopo aver raggiunto risultati eclatanti nel lavaggio, come spiega il suo Country Manager per l’Italia, Emiliano Garofalo.

Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Group in Italia Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Group in Italia

Reduci dall’edizione 2023 di IFA Berlino, avevamo tratto la sensazione che lo stand di Haier Europe, al di là della manifestazione di potenza in sé (peraltro non nuova), proponesse una visione tanto articolata quanto di reale lunga scadenza. Insomma, ci era apparso ben chiaro quanto il “progetto” complessivo della multinazionale fosse solido e dunque credibile. Un messaggio altrettanto efficace sia per i partner del retail quanto per i consumatori stessi. Per questo abbiamo chiesto al Country Manager per l’Italia, Emiliano Garofalo, di rispondere ad alcune nostre domande.

Garofalo, a che punto si trova lo sviluppo della sua azienda nel nostro Paese?

“Guardi, siamo a un buon punto di partenza. Considerato che solo tre anni fa abbiamo portato a termine una acquisizione molto impegnativa, arrivare quest’anno a conquistare nel mercato del bianco in Italia la terza posizione nelle vendite a valore e la seconda per quanto riguarda i pezzi, lo ritengo un punto di partenza che dimostra tutto il nostro potenziale. Haier è numero uno al mondo e dunque di strada da fare ne abbiamo ancora. I prossimi tre anni, per noi e forse anche per il mercato in generale, si riveleranno decisivi sia per il nostro ulteriore consolidamento ma anche per gli equilibri tra player nel loro complesso”.

E allora nell’arco temporale che lei ha individuato quale dovrà essere il cambio di passo necessario al suo gruppo per centrare i risultati che vi prefiggete?

“In alcuni segmenti di mercato già oggi siamo ben presenti. Ricordo che il 2022 si era chiuso con il brand Candy al numero uno tra le lavatrici. Un risultato niente affatto scontato. Questo significa che ci sono linee di prodotto dove già oggi diciamo la nostra, ma altre sono ancora in fase di lancio. Ecco, i prossimi tre anni dovranno servirci per esprimere in ogni categoria dell’elettrodomestico quelle potenzialità cui accennavo poc’anzi”.

Un altro tema sul quale un grande gruppo come il vostro suppongo abbia una posizione ben precisa è quello della cosiddetta “disintermediazione” rispetto al retail. Un fenomeno inevitabile, secondo lei?

“Partiamo dal fatto che perfino il love brand con propri negozi non rinuncia completamente al retail, ritenendo che una parte del valore che vuole trasmettere al consumatore finale non possa fare a meno del retail stesso. La disintermediazione sarà più o meno veloce in relazione ai demeriti del retail e ai meriti dell’industria rispetto al cliente finale. Non si decide mai da soli. Il successo o meno di un team di lavoro o di un’azienda è sempre legato a un insieme di più forze”.

La tecnologia è sempre più padrona dei prodotti finali. Con quali effetti, però, sulla reale semplicità di utilizzo? Oppure si vuole parlare in primis ai giovani consumatori rispetto a quelli con i capelli d’argento?

“I bisogni e le aspettative delle nuove generazioni condizionano i bisogni e le aspettative di tutti gli altri. In ogni ambito. Credo sia un fenomeno inevitabile. E quindi se si punta al successo, e a un successo duraturo, le aziende hanno il dovere di parlare prima di tutto ai giovani, che in fondo sono i veri influencer della società di oggi. Haier Group ritiene che la tecnologia debba essere intesa come un valore da aggiungere al prodotto, debba essere utile insomma. Non solo, deve rappresentare una concreta qualità di utilizzo. Da questo punto di vista siamo tra i maggiori innovatori. Penso a tutto il mondo del risparmio energetico, per esempio, del quale la nostra app hOn si rivela una alleata efficacissima”.

Un’operazione titanica partita negli scorsi anni aveva il marchio Haier come protagonista, perché l’obiettivo era quello di portarlo nella fascia premium. È soddisfatto del risultato?

”Nel 2019 il marchio Haier aveva un price index di 70 nelle lavatrici, mentre Candy era a 88. Oggi Haier è a 125 come price index e ha guadagnato cinque punti di quota di mercato a valore, senza aver cannibalizzato gli altri due nostri marchi. In pratica, abbiamo dimostrato di poter mettere in atto una vera e propria multibrand strategy. Posso dire di non ricordare nessun’altra operazione di questo tipo nel nostro mercato?’” (red.)