Venerdì, 05 Dicembre 2025 18:19

Ancora troppi RAEE finiscono per sbaglio nel sacco nero della spazzatura

Due ricerche volute da Erion Compliance Organization fanno luce sugli errori degli italiani nel conferimento dei rifiuti e sulla necessità di una comunicazione più efficace. Esiste un potenziale straordinario di recupero, e ciò impone una riflessione urgente sui metodi attuali.

I I rifiuto urbano indifferenziato che esce dalle case degli italiani nasconde un potenziale inespresso di materie prime particolarmente importanti, che oggi vengono perse in modo definitivo. Per essere più chiari, gettiamo nella spazzatura un vero e proprio tesoro. È quanto emerge dallo studio condotto da Erion in collaborazione con l’IPLA e il Politecnico di Milano, con l’obiettivo di stimare il flusso di rifiuti gestiti da Sistema Erion che per errore prendono la strada della raccolta indifferenziata.

La "montagna" che non si sfrutta

Lo studio, condotto tra luglio 2024 e luglio 2025, ha fatto leva su 38 campionamenti di rifiuti indifferenziati provenienti da 15 città italiane (distribuite equamente lungo lo Stivale) effettuati per individuare Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), rifiuti di batterie portatili, rifiuti di imballaggi di prodotti tecnologici, oltre a rifiuti tessili e mozziconi di sigaretta. I risultati fotografano un totale di 945.675 tonnellate di rifiuti che prendono la strada sbagliata. Di questa “montagna”, oltre 100mila tonnellate sono RAEE (R4 e R5), quasi seimila sono batterie portatili e il restante rifiuti tessili e imballaggi. Insomma, i RAEE rappresentano una porzione della “torta” per nulla trascurabile.

Gravi conseguenze economiche e ambientali

Quantità che se venissero conferite in modo corretto potrebbero essere gestite dalle filiere ufficiali contribuendo così all’incremento dei tassi di raccolta nazionali. Si passerebbe dal 17% al 37% di raccolta per i RAEE (R4 e R5), e dal 25% al 52% per le batterie portatili. In questo modo si avvicinerebbero gli obiettivi normativi di raccolta del 65% per i RAEE, mentre si supererebbe l’obiettivo del 45% per le batterie portatili. La presenza delle quantità appena citate di piccoli RAEE, fonti luminose, imballaggi e batterie portatili nella raccolta indifferenziata comporta gravi conseguenze ambientali ed economiche, come ricordato poc’anzi: non gestire correttamente il riciclo di materie prime seconde, infatti, costringe a doversi approvvigionare di queste materie attraverso l’estrazione di nuove risorse naturali, con immediati e forti impatti in termini di sostenibilità.

Azioni principali

Per invertire la tendenza, lo studio di Erion propone di concentrarsi su due azioni principali. La prima riguarda la promozione di campagne di sensibilizzazione e comunicazione per informare i cittadini sulle modalità e i benefici del corretto conferimento dei rifiuti. La seconda azione concerne necessariamente il potenziamento delle modalità di raccolta sul territorio, investendo nella loro creazione e accessibilità. “I risultati di questo studio - ha dichiarato Andrea Fluttero, presidente di Erion Compliance Organization - dimostrano che esiste un potenziale straordinario di recupero, ma ci impongono anche una riflessione urgente sui metodi attuali e sulla concreta capacità di assorbimento del mercato delle materie prime ottenute dal riciclo. Serve un approccio sistemico che combini infrastrutture più intelligenti, comunicazione mirata per ogni contesto urbano e la capacità di intercettare i cittadini dove vivono e lavorano”.

Gli sbagli più comuni

E in tema di comunicazione l’87% degli italiani considera gravissimo l’abbandono dei rifiuti, ma il 70% di chi getta erroneamente quelli differenziabili nel sacco nero dichiara di farlo perché “crede sia giusto”. Infatti, gli errori più comuni si verificano con gli oggetti di cui ci si vuole liberare, ma che non si sa dove buttare. Sul podio il tessile (stracci 41%, scarpe 27% e borse 23%), seguito dai piccoli RAEE (spazzolino elettrico 21%, caricabatterie 13%) e rifiuti di imballaggi (12%). Meno critica invece la situazione delle batterie esauste (solo 8% conferito scorrettamente). È questo il quadro che emerge dall’indagine demoscopica realizzata per Erion da Ipsos Doxa Italia, che mappa gli impatti della comunicazione sui comportamenti dei cittadini in materia di rifiuti. Entrambe le ricerche sono state presentate a Roma durante l’evento “Sostenibilità e consapevolezza: un’indagine sui rifiuti indifferenziati e sul ruolo della comunicazione nel trasformare i comportamenti” organizzato da Erion nella giornata internazionale dei RAEE celebrata in tutto il mondo il 14 ottobre.

Gli intervenuti

All’evento, oltre allo stesso Fluttero, sono intervenuti: Giulia Di Mari, del team Strategic Development & Innovation di Erion; Nando Pagnoncelli, sondaggista e presidente di Ipsos Doxa Italia; Paolo Natale, professore di Metodologia della Ricerca presso il Dipartimento di Studi Sociali e Politici dell’Università degli Studi di Milano; Massimiliano Dona, avvocato e presidente di Consumatori.it. Alla tavola rotonda, moderata da Serena Giacomin, fisica e direttrice scientifica dell’Italian Climate Network, hanno preso parte Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE, e i suoi omologhi Walter Rebosio (Erion Professional); Laura Castelli (Erion Energy); Andrea Bizzi (Erion Packaging); Letizia Nepi (Erion Care); e il presidente di Erion Textiles, Raffaele Guzzon. I cittadini hanno un’elevata conoscenza dell’obbligo di raccolta differenziata: il 92% per le batterie esauste, l’86% per i RAEE, il 77% per i rifiuti di imballaggi, il 71% per i rifiuti tessili. Tuttavia, a conferma del divario tra conoscenza e azione, ogni anno in Italia vengono gettati nell’indifferenziata ancora 0,12 kg per abitante di pile esauste (rispetto ai 0,06 kg/ab raccolti dal canale ufficiale), 1,98 kg/ab di piccoli RAEE (rispetto all’1,34 kg/ab) e 17 kg/ab di rifiuti tessili (rispetto ai 2,74 kg/ab). Per quanto riguarda gli imballaggi i campionamenti hanno fornito risultati variabili, con quantitativi comunque non trascurabili. Gli italiani chiedono soluzioni semplici e vicine, affinché la raccolta possa avvenire lungo i percorsi di vita quotidiana: per i RAEE, il 40% apprezza di poterli lasciare nei negozi senza obbligo di acquisto di un’apparecchiatura equivalente (ritiro “uno contro zero”); mentre per le batterie esauste preferiscono i contenitori nei supermercati (49%).

L'isola ecologica

L’isola ecologica resta utile per i rifiuti ingombranti e i conferimenti programmati, ma per i piccoli rifiuti mostra limiti pratici. Infatti, il 49% degli intervistati vorrebbe orari più estesi, e il “viaggio dedicato” (tempo medio di 13 minuti) risulta inadatto per i piccoli. Quasi un italiano su due preferirebbe una soluzione intermedia tra struttura fissa e iper-prossimità: la raccolta itinerante a cadenza quindicinale. Meno prioritarie soluzioni come uffici postali/comunali (24%) e scuole (10%), ma che evidenziano la possibilità di sfruttare luoghi già frequentati. Una comunicazione chiara, con un invito all’azione finale, dimostra di essere più efficace perché non si limita a informare, ma esorta anche a un gesto concreto. Chi è stato esposto a campagne di sensibilizzazione mostra una maggiore conoscenza dei comportamenti corretti (+8% per i RAEE), nonché una riduzione degli errori di conferimento (-4%, per lo spazzolino elettrico, per esempio), miglioramenti nella mentalità con disponibilità al sacrificio personale (+5%), e maggiore severità verso comportamenti scorretti (+4%). L’indagine ha rilevato che, relativamente all’impatto del messaggio sui cittadini, “la televisione resta l’asse portante a livello nazionale” tra i mezzi di comunicazione.