Lunedì, 08 Luglio 2019 12:27

Mediaworld vs Unieuro su Facebook. And the winner is…

Abbiamo analizzato le rispettive pagine delle due insegne in occasione delle recenti iniziative promozionali fatte sostanzialmente in fotocopia. Le sorprese non sono mancate.

Ci siamo messi a spulciare i commenti alle pagine Facebook di Unieuro e Mediaworld. 
Ci sono giunte infatti segnalazioni che i due principali rivenditori del nostro panorama, rivali da sempre, abbiano un diverso trattamento da parte dei loro “seguaci”.

Abbiamo quindi preso in considerazione le ultime due iniziative, per volere del caso identiche, e cioè il Summer Black Friday di Unieuro e il Red Friday di Mediaworld, per leggerne i commenti.

Il primo post della promozione di chi batte forte sempre risale al 26 giugno alle ore 18, quando in piena canicola estiva la pagina Facebook di Unieuro lancia un video con due sosia dei Righeira che sulla spiaggia cantano “Vamos da Unieuro”. Lo spot viene accolto da 232 condivisioni e 130 commenti. A Mario interessa uno smart TV Samsung, mentre Gianluca commenta sulla patinatura “anni 80” dello spot. Filippo, sulla scia, si congratula con il marketing. Luca non è d’accordo e lancia la sfida: “Dopo questo jingle vergognoso comprerò tutto su Internet”. Angelo afferma: “Questa cosa del black friday è sfuggita di mano”, svelando un pensiero simile al nostro.

Seguono una serie di utenti che si “taggano” l’un l’altro per richiamare l’attenzione sulla pagina. Molte faccine sorridenti, nessun hater (i leoni da tastiera che intervengono con l’unico scopo di denigrare), nessuna traccia di troll (come si chiamano in gergo coloro che commentano con frasi irritanti o fuori luogo). Controlliamo altri post dell’azienda: centinaia di commenti, quasi tutti interessati alle iniziative o comunque favorevoli. Come in un cartone animato della Disney. La parola più forte è “leggermente maleducati”.

Passiamo alla pagina “fatta apposta per Me”, andando a recuperare il primo post di Mediaworld sul suo Red Friday: è del 3 luglio alle 10. Forse per l’ora mattutina solo due condivisioni e 55 commenti. Dan scrive di aver mandato una mail alla Federconsumatori, Fabrizio informa che non lo vedranno più nei negozi, Federica non riesce ad ordinare dal sito, Massimo si lamenta per un disservizio che non ha ancora trovato soluzione per la precedente promozione, Dino è durissimo, Marina sostiene che tutti i telefonini della promozione fossero maggiorati di 20 euro per una pellicola protettiva applicata (male) dagli addetti. Seguono altre lamentele su finanziamenti non andati a buon fine e ordini non consegnati: 55 commenti negativi. Diamo uno sguardo alle altre iniziative di Mediaworld, che contano centinaia di commenti: lamentele per disservizi, “non rispondete mai al telefono”, ordini on-line mai arrivati. L’inferno dantesco, insomma.

Ci siamo lanciati in congetture fantasiose: dall’ipotesi di congiure per mano un gruppo di ascolto che si riunisce puntualmente per aggredire una fazione ed elogiare l’altra, alla teoria di una cancellazione automatica dei commenti negativi sulla pagina di Unieuro. Abbiamo a questo punto provato a verificare di persona quest'ultima ipotesi: smentita, almeno nel nostro caso.

Se dunque complotti demo-pluto-giudaici non hanno ragione di essere, bisogna pensare ad altro. Unieuro è brava a comunicare tramite la propria pagina Facebook utilizzando i cosiddetti “meme”, staccandosi a volte anche di molto dalla comunicazione televisiva. Esprimendosi così nella stessa lingua del social.

Ma, soprattutto, l’insegna di Forlì ha saputo creare negli anni una clientela affezionata e, stando ai commenti, riesce tuttora a confermare le aspettative di chi visita i punti vendita o acquista on-line. Unieuro ha una propria identità di catena pur conservando la frugalità del piccolo negozio di provincia, tramite l’alta penetrazione nelle regioni e molti punti vendita di prossimità. Non certo infallibile, ma nonostante qualche scivolone promozionale, potrebbe aver trovato la giusta chiave per entrare nel cuore delle persone. Unieuro può contare su una capillarità territoriale superiore a Mediaworld, e questo può darle una mano a gestire meglio il rapporto con i clienti. Se, poi, consideriamo che una attività di comunicazione di insegna è partita ormai anni fa, alla fine due più due fa sempre quattro.

Spostandoci in quel di Verano Brianza scopriamo, sempre attenendoci ai post su Facebook, un certo tipo di malcontento, sembra quasi che i clienti si aspettino un trattamento che non trova poi riscontro nella realtà, e sfoghino quindi le proprie insoddisfazioni sul web. Molte proteste riguardano ordini o disservizi che risalgono a settimane precedenti. Forse se i clienti fossero stati ascoltati meglio (e subito) in negozio, al telefono o via mail, non avrebbero vomitato la propria inquietudine sulla pagina social. “I baobab prima di diventare grandi cominciano con l’essere piccoli”, diceva il Piccolo Principe.

Come abbiamo avuto modo di dire al lancio della nuova campagna pubblicitaria, Mediaworld ha iniziato la sua lunga traversata del deserto. Bisogna rivalutare il marchio anche tramite i social, ma soprattutto dimostrare giorno dopo giorno a chi visita i punti vendita che qualcosa è cambiato.