Venerdì, 01 Maggio 2020 07:47

In quarantena sia benedetto il gaming

Due giochi che abbiamo sperimentato: “Animal Crossing: New Horizons” e “The Sims 4”.

In questi giorni siamo talmente bombardati da pessime notizie che per noi o per i nostri figli può essere utile cercare rifugio nella fantasia. Libri e film ci portano ad esplorare nuovi mondi, ma anche l’interattività di un videogioco può fornire un valido aiuto per la tenuta psicologica.

Sarà forse per questo che “Animal Crossing: New Horizons”, un videogame sviluppato da Nintendo per la console Switch, sta avendo un successo strepitoso. Lanciato il 20 marzo, quando il lockdown era ormai attivo in mezzo pianeta, il quinto episodio della fortunata serie ha raggiunto in pochi giorni la mirabolante quota di 5 milioni di copie digitali vendute.

Il motivo è da ritrovare nella natura del gioco, che si adatta perfettamente ai tempi che stiamo vivendo. Ci troveremo catapultati in un’isola deserta, dove ogni giorno succede qualcosa di nuovo. Potremo raccogliere farfalle, andare a pescare, coltivare fiori e piante, collezionare oggetti: ma soprattutto vivere all’aria aperta. Nessuno stress, nessuna frenesia. Ci si può rilassare sistemando la propria isoletta per renderla più ospitale per i nuovi personaggi (del gioco) che vorranno quindi trasferirsi e diventare nostri vicini di casa. Oppure andare a visitare le isole di altri giocatori (reali) per scambiare oggetti o guadagnare preziose stelline, la valuta del gioco. Adatto a grandi e piccini, “Animal Crossing: New Horizons” è disponibile al prezzo di 59,99 euro, ma è necessaria una Nintendo Switch per poterci giocare (329 euro). Ciò nonostante, ha appena battuto il record di videogioco per console più venduto nella storia nel primo mese di lancio.

L’altro videogame che sta avendo molto successo in questo periodo, ma che non è certo una novità, è “The Sims 4”. Prodotto da Electronic Arts nel 2016, è ad oggi disponibile per più piattaforme di gioco – PC, XBOX, Playstation 4 e smartphone – e si tratta di un “simulatore di vita reale”. Dopo aver creato il nostro personaggio, dandogli la fisionomia e il carattere che preferiamo e curando il suo abbigliamento fin nei minimi dettagli, potremo iniziare la partita andando a vivere in una casa già arredata o costruirne una partendo dalle fondamenta. All’inizio non avremo molti soldi, ma sarà sufficiente una telefonata per trovare un lavoro. Lo stipendio sarà basso, anche se nel giro di poche settimane (un’oretta di gioco) verremo promossi e riceveremo sostanziosi aumenti.

A parte ciò, il resto è molto simile alla realtà: il nostro “simmino” potrà sposarsi, avere dei figli, oppure invecchiare in totale solitudine, anche se in questo caso la partita si concluderà una volta che il tristo mietitore passerà a prenderci. In “The Sims 4” non esiste un vero e proprio scopo, se non quello di vivere la propria vita. Forse è per questo che in quarantena è stato riscoperto da molti giocatori che lo avevano ormai rimosso, ed è stato una piacevole scoperta per molti altri. Il quarto episodio della serie creata da Will Wright e lanciata nel febbraio del 2000, sta vivendo quindi una seconda giovinezza. Si trova in offerta sul sito ufficiale a meno di dieci euro, ma questo videogame (nella versione per PC, la più giocata) vanta oltre 30 contenuti extra acquistabili separatamente, tra espansioni di gioco, scenari e oggetti aggiuntivi. Tanto che se volessimo comprarli tutti ci toccherebbe spendere più di 500 euro. (g.m.)