Venerdì, 08 Marzo 2019 07:56

Festa della Donna: arriva il "Codice Rosso"

È il disegno di legge che impone maggiore tempestività nei procedimenti penali in caso di denunce per violenza domestica subita dalle donne. 

Invece del giallo della mimosa, da qualche anno è piuttosto il rosso a colorare le piazze in occasione della Festa della Donna: distese di scarpe rosse abbandonate, striscioni e manifesti a caratteri rossi, panchine rosse. Un colore dalla simbologia contrastante, utilizzato per esprimere amore, passione, ma anche pericolo. Nella giornata internazionale dedicata alle donne, è quello della violenza, sulle donne appunto, il pericolo. Un fenomeno che fa inorridire la maggior parte di noi, ma purtroppo si manifesta quotidianamente. Ecco, nel giorno dei festeggiamenti dedicati alle donne, il nostro augurio speciale è che presto diventi operativo il disegno di legge battezzato “Codice rosso”, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri: Il provvedimento legislativo si ispira a un principio utilizzato in pronto soccorso, dove il codice rosso identifica i soggetti in pericolo di vita su cui è necessario intervenire urgentemente. E la cronaca ci insegna: quando si verificano certe situazioni, la tempestività degli interventi di giudici e polizia fa la differenza fra la vita e la morte.

Quando serve fare presto
Il disegno di legge, promosso dall’associazione Doppia Difesa, e sottoscritto da tutti gli esponenti politici, mira ad accellerare lo svolgimento delle indagini e delle procedure di giustizia in presenza di denunce per reati di minacce, violenze e maltrattamenti avvenuti in ambito domestico. Troppo spesso, infatti, i tempi della Giustizia non riescono a salvaguardare le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare lasciandole in balia di chi le ha minacciate.

Cosa cambia
In sostanza, con il “Codice Rosso” polizia giudiziaria e magistrati sono chiamati a intervenire nel più breve tempo possibile per verificare la sussistenza di un reale pericolo nei casi di denuncia per violenza o minacce, con conseguente emissione di adeguati dispositivi cautelari. La polizia giudiziaria ha l’obbligo di comunicare al pubblico ministero le notizie di reato raccolte se riguardano delitti di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di semplice convivenza. Il pubblico ministero deve sentire la vittima entro tre giorni, per una valutazione tempestiva del caso e degli eventuali provvedimenti necessari. La polizia giudiziaria deve dare priorità alle indagini disposte dal pubblico ministero, con la stessa tempestività deve trasmettere al magistrato le risultanze.

Formazione obbligatoria per le forze dell'ordine
Il 'Codice rosso' prevede l'obbligo di formazione per la Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Polizia penitenziaria, partecipando a corsi specifici istituti, a partire dall'anno successivo all'entrata in vigore della legge. L’obiettivo è fornire al personale coinvolto in procedimenti in materia di violenza domestica e di genere le competenze necessarie a gestire questa tipologia di reati, sia in termini giuridici, sia per un più adatto approccio con la vittima.

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