Giovedì, 26 Maggio 2022 11:35

Pacchetto economia circolare, la gestione dei rifiuti urbani

Tra le principali modifiche introdotte dal decreto legislativo del 3 settembre 2020 n.116 spicca quella che riguarda la loro classificazione, come illustra Leonardo Di Cunzolo, Amministratore di BSN Consulting 42.

A proposito delle nuove disposizioni in termini di classificazione dei rifiuti introdotte dal decreto legislativo del 3 settembre 2020 n.116, è bene precisare che tale decreto fa parte del “pacchetto economia circolare”. Esso è composto da quattro decreti legislativi di recepimento di altrettante direttive comunitarie, nell’ordinamento nazionale, in materia di:
a) gestione dei rifiuti e imballaggi;
b) pile e accumulatori e rifiuti di apparecchiature elettriche
ed elettroniche;
c) veicoli fuori uso;
d) discariche dei rifiuti.

Molte le modifiche sostanziali introdotte da tale decreto legislativo, con il quale è stata data attuazione alle direttive 2018/851/UE e 2018/852/UE. Tra le principali si evidenzia quella relativa alla classificazione dei rifiuti ed in particolare della nuova nozione di rifiuto urbano e di rifiuti simili ai rifiuti urbani/domestici, partendo dalla nuova definizione di rifiuti urbani enunciata all’articolo 183, comma 1, lettera b-ter) del d.lgs.152/06, che li distingue testualmente come segue:

1. rifiuti domestici indifferenziati e da raccolta differenziata, compresi carta e cartone, vetro, metalli, plastica, rifiuti organici, legno, tessili, imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti ingombranti, compresi materassi e mobili;

2. rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti che sono simili per natura e composizione ai rifiuti domestici indicati nell’allegato L-quater prodotti dalle attività riportate nell’allegato L-quinquies;

3. rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade e dallo svuotamento dei cestini portarifiuti;

4. rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;

5. rifiuti della manutenzione del verde pubblico come foglie, sfalci d’erba e potature di alberi, nonché i rifiuti risultanti dalla pulizia dei mercati;

6. rifiuti provenienti da aree cimiteriali, esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui ai punti 3, 4 e 5.

Lo stesso articolo 183, alla lettera b-sexies, stabilisce che: “i rifiuti urbani non includono i rifiuti della produzione, dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, delle fosse settiche, delle reti fognarie e degli impianti di trattamento delle acque reflue, ivi compresi i fanghi di depurazione, i veicoli fuori uso o i rifiuti di costruzione e manutenzione”.

Nessuna modifica è stata introdotta all’articolo 184, comma 1, del d.lgs.n.152/06, che classifica i rifiuti secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e non pericolosi, ma sicuramente “rivoluzionaria” è l’abrogazione ope legis del concetto di assimilabilità e della consequenziale possibilità di assimilare ai rifiuti urbani i rifiuti speciali. In altre parole, dalla nuova definizione di rifiuto urbano contenuta nell’articolo 1 della direttiva 2018/851/UE, recepita nel nostro ordinamento con il D.lgs n.116/2020, si evince la cancellazione del concetto di rifiuto speciale non pericoloso assimilato ai rifiuti urbani, con contestuale sottrazione ai Comuni del potere regolamentare in materia di assimilazione per quantità e qualità, con il conseguenziale ampliamento, ope legis, del novero dei rifiuti urbani.

Alla luce della necessità di rispondere prontamente alle esigenze delle imprese iscritte, l’albo nazionale gestori rifiuti ha dettato una disciplina transitoria per il trasporto dei nuovi rifiuti urbani generati dalle attività economiche scongiurando così la paralisi dell’attività di raccolta e trasporto dei rifiuti speciali non pericolosi divenuti rifiuti urbani.