Martedì, 30 Settembre 2025 16:33

Erion Energy, le opportunità del retail nella raccolta delle batterie

Un settore ancora molto “giovane”, a differenza di quello più consolidato dei RAEE, e dunque con possibilità di sviluppo enormi. Anche sotto il profilo della relazione con i consumatori. Il consorzio Erion Energy si fa punto di riferimento solido per negozianti e produttori.

I l tema delle batterie a fine vita è già oggi cruciale per un futuro prossimo dove la sostenibilità ambientale rappresenti una realtà consolidata. In questa chiave il ruolo di produttori e rivenditori, attraverso il dialogo diretto e costante di questi ultimi con i consumatori, assume a sua volta i tratti di elemento imprescindibile. Soprattutto quando si consideri che quello delle batterie è un ambito ancora molto “giovane” rispetto a quello dei RAEE, ossia i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Un robusto impianto normativo

Ecco, allora, che le opportunità offerte da Erion Energy ai due “attori” citati poc’anzi, anche nella relazione quotidiana con i clienti finali, si stagliano con una certa forza. Intanto cos’è Erion Energy? “Siamo il consorzio del sistema Erion dedicato alla raccolta dei rifiuti di batterie - risponde il Direttore Generale Laura Castelli, che non a caso riveste anche la carica di presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori -. In pratica, ci occupiamo di tutto l’universo delle batterie”. Sono tre i fronti principali di Erion Energy. Intanto la tutela ambientale, che viene curata con la massima attenzione grazie a una gestione impeccabile dei trasporti e del trattamento del materiale a fine vita. Secondo: lo sviluppo del sistema Italia. È entrato in vigore nell’agosto 2023 un nuovo regolamento che prevede, da agosto 2025, l’applicazione della responsabilità estesa del produttore. Questo richiede di rafforzare la raccolta e di strutturare un impianto normativo solido per i prossimi anni. Il terzo fronte, infine, ruota attorno alla sensibilizzazione e alla formazione dei cittadini.

Trasparenza e no profit

Le aziende dell’elettronica di consumo sono parte importante del vostro raggio d’azione. Perché una di queste dovrebbe entrare in Erion Energy? “La nostra principale differenza rispetto ai consorzi competitor - sottolinea Castelli - è che siamo un consorzio di proprietà dei produttori e governato dai produttori. Ciò significa che l’attenzione è totalmente rivolta ai loro bisogni. Inoltre, siamo un consorzio no profit e questo ci contraddistingue ulteriormente. Abbiamo definito dieci princìpi chiave che guidano la nostra attività. Al primo posto c’è la qualità del trattamento e il rispetto dell’ambiente. Puntiamo molto anche sulla trasparenza: siamo l’unico consorzio batterie che pubblica sul sito i contributi di gestione richiesti ai soci e rendiconta in modo completo attraverso il rapporto di sostenibilità. Trattiamo tutti i soci allo stesso modo: il ritiro di un chilo di batterie alcaline ha il medesimo costo, indipendentemente dal marchio. Ci impegniamo costantemente nella sensibilizzazione dei consumatori, informandoli su cosa accade dopo il conferimento. Lavoriamo in maniera collaborativa con fornitori e partner di filiera per trovare soluzioni comuni che facciano crescere il sistema senza penalizzare nessuno. Negli ultimi anni abbiamo ottenuto anche un forte riconoscimento da parte delle istituzioni, che spesso ci coinvolgono per individuare le migliori soluzioni in materia di gestione delle batterie. Un altro aspetto a cui teniamo molto è la gestione del personale: prestiamo grande attenzione alle esigenze e alla crescita dei nostri dipendenti. Io stessa rappresento il riconoscimento della parità di genere: oggi, su sei consorzi, cinque hanno un direttore generale e due sono donne”.

Contenitori più accattivanti

Come si sviluppa la collaborazione con gli operatori del retail? “Insieme a loro abbiamo dato vita a progetti di sensibilizzazione e persino creato contenitori più accattivanti per la raccolta - ricorda Castelli -. La distribuzione deve assumere un ruolo sempre più attivo: in Italia, i punti vendita rappresentano il 78% dei punti di raccolta iscritti, ma conferiscono solo il 7% dei volumi totali. È evidente un forte scostamento tra potenzialità e risultati. Nel resto d’Europa la situazione è più equilibrata. Come Centro di Coordinamento stiamo lavorando su un tavolo tecnico per capire come stimolare la raccolta. Tutto ciò è fondamentale perché senza raccolta non si ricicla e senza riciclo non si recuperano materiali preziosi. Le batterie contengono materie prime critiche che servono all’Europa per ridurre la dipendenza dall’estero. Inoltre, sono necessari incentivi. Infatti non ci sono accordi di programma per favorire la raccolta delle batterie (al momento dell’intervista, ndr). Stiamo cercando sinergie con distribuzione e Comuni per incoraggiare i cittadini a conferire correttamente questo rifiuto. Mi faccia ricordare che il negozio è diventato punto di raccolta: oltre a favorire l’ambiente, offre un servizio in più ai clienti, rafforza la relazione con il consumatore e contribuisce alla fidelizzazione. È un’opportunità concreta: sapere che nel negozio di fiducia è possibile conferire le pile usate stimola davvero il cittadino a farlo”.