Venerdì, 18 Settembre 2020 20:35

Soffientini (Applia Italia): "Sulla sostenibilità ambientale l'industria ha già fatto molto"

Al convegno sui modelli di sostenibilità organizzato da Ecodom e Remedia, la presidente dell'associazione che rappresenta i produttori di elettrodomestici ha rispedito al mittente le critiche mosse a Confindustria.

Manuela Soffientini, presidente di Applia Italia Manuela Soffientini, presidente di Applia Italia

“Modelli di produzione e consumo sostenibile per il rilancio dell’economia”, questo il tema del recente evento romano, organizzato da Ecodom e Remedia per la presentazione di Erion, primo sistema multiconsortile per la gestione di tutti i rifiuti associati ai RAEE. Hanno partecipato: Manuela Soffientini, presidente di Applia Italia, l'associazione dei produttori di apparecchi domestici e professionali; Chiara Braga e Rossella Muroni, Camera dei Deputati; Claudia Brunori, Enea; Maria Teresa Gallone, Senato della Repubblica; e infine Ilde Gaudiello, del Ministero dell’ambiente. Il tema della sostenibilità è di drammatica attualità: in 50 anni sono triplicate le estrazioni di materie prime, responsabili tra l’altro della ingente perdita di biodiversità (60-70%) del nostro pianeta. C’è maggior consapevolezza e sensibilità sulla questione, e il Green Deal europeo, con le recenti direttive sull’economia circolare (marzo 2020), lancia un chiaro segnale a un’area in cui ancora l’88% della produzione è lineare e quindi spreca ancora troppo. Il cambiamento sostenibile riguarda una scelta ambientale, ma sopratutto industriale e in un’Europa povera di materie prime, passare da un modello lineare a uno di economia circolare potrebbe costituire un importante fattore competitivo. 

Nel Rapporto sulla Circular economy, l’italia ha un buon indice di efficienza nell’uso delle risorse, ma si muove lentamente, in contrapposizione a paesi che invece investono molto nell’economia circolare. Serve un coordinamento nazionale, serve investire ed è fondamentale la promozione di un cambio di cultura, di nuovi stili di vita, di formazione per le imprese e per la società civile. Il nostro sistema paese è in ritardo: ad esempio, è italiano il brevetto che permette la produzione di bottiglie in plastica riciclata al 100%, peccato che una legge del 1973 vincoli la nostra produzione a utilizzare solo fino al 50% di questo materiale riciclato. Con il risultato che di questo vantaggio usufruiscono altri paesi, ma non l’Italia. È il paradosso dei meccanismi politico-burocratici che rendono complessi i processi e a volte poco comprensibili i decreti di recepimento delle normative, spesso emanati con grande ritardo. "“Serve un appello al mondo delle imprese - ha affermato l'on. Muroni -, nel quale grande assente è Confindustria, che dovrebbe garantire e rappresentare gli interessi degli imprenditori". 

Poi è toccato alla presidente Soffientini intervenire, sollecitata dalla moderatrice a rispondere sul ruolo dell’imprese. Il suo intervento è stato pacato e chiaro: ”Spero di poter confutare almeno in parte l’affermazione sulla scarsa proattività di Confindustria. Rappresento l’associazione dei produttori di apparecchi domestici e professionali, e sono particolarmente orgogliosa, perché posso dire con serenità che la sostenibilità e la circolarità non sono state scelte di marketing per questi produttori, ma di investimento che spesso, ahimè, non si è tradotto in un valore estratto dalla commercializzazione dei prodotti”. Soffientini ha spiegato come questo comparto negli ultimi vent’anni abbia sviluppato progetti di miglioramento dell’efficienza energetica degli apparecchi domestici, di riduzione di spreco di risorse, come l’acqua, sia nei processi produttivi che di utilizzo finale, impegnandosi anche su temi difficili come lo spreco alimentare. “Il tutto molto concretamente”, ha ribadito Soffientini riallacciandosi al tema dei rifiuti. “Negli ultimi vent’anni il design industriale degli elettrodomestici è stato completamente stravolto, diventando funzionale a facilitare al massimo la separazione di tutte le materie che li compongono, e permetterne il riutilizzo e la re-immissione nel ciclo produttivo. Vorrei che tutti recepiste quanto lo sforzo dell’Industria non è stato puramente dichiarato, ma è entrato a far parte dell’agenda, dei piani triennali e della reportistica delle aziende che operano in questo settore”. 

“Tenete conto - ha continuato Soffientini - che negli ultimi dieci anni abbiamo fatto dei salti quantici: oggi un frigorifero consuma il 30-40% (di energia) del suo omologo di dieci anni fa, l'80% in meno paragonato a modelli di vent’anni fa”. Riguardo allo spreco di acqua, la presidente ha citato una ricerca europea che rileva come l’uso della lavastoviglie, se fosse diffusa in tutte le famiglie italiane, cosa che ancora non è, permetterebbe il risparmio di acqua pari alla quantità contenuta in due milioni e mezzo di piscine olimpioniche, oltre che di energia elettrica corrispondente al consumo annuo di un paese come il Belgio. Sulla questione del recupero dei rifiuti (RAEE), Soffientini ha evidenziato quanto ancora ci sia da fare, considerando che il 90% dei materiali in essi contenuti potrebbe essere recuperato e riutilizzato per la produzione. Invece, solo un terzo di questi rifiuti viene correttamente conferito ai sistemi di raccolta; solo rendere efficiente questo recupero sarebbe rilevante per la sostenibilità. “Servono maggiori controlli -conclude la numero uno di Applia Italia - e più informazioni al consumatore, che deve sapere cosa fare. Inoltre servono controlli che assicurino una corretta esecuzione dei processi, e sanzioni per i comportamenti che non facilitano la chiusura di questo circolo virtuoso. E per questo servono finanziamenti”. (l.c.)