Di fronte ai rincari dei costi per logistica e noli non tutte le aziende hanno reagito allo stesso modo. Alcune, tra le quali molte del comparto piccolo elettrodomestico, hanno infatti deciso di rinunciare alle importazioni, con gravi danni in termini di magazzino e di disponibilità delle merci, mentre altre, più spaventate dalla carenza di prodotti che dai costi lievitati, hanno preferito continuare ad acquistare, investendo in un futuro più roseo, senza poter peraltro riversare i maggiori costi sostenuti sui prezzi al pubblico.
Ne abbiamo discusso con Giuseppe De Cicco, fondatore, nel 1999, di DCG azienda specializzata in ped per la cucina, la casa e la persona, ricca inoltre di una linea dedicata al trattamento dell’aria.
De Cicco, come state affrontando questo periodo delicato in cui i costi delle importazioni sono pressappoco raddoppiati?
“In questo anno e mezzo, piuttosto che far mancare la merce, abbiamo preferito importarla ugualmente. Il nostro settore ha avuto alcuni benefici, dovuti al tempo che si è trascorso in casa durante la pandemia. Di pari passo col mercato siamo cresciuti anche noi, portando a casa un aumento di fatturato di oltre il 25% nel 2021 e con buone prospettive anche per il 2022”.
Come crede che evolverà la situazione durante quest’anno?
“Sono convinto che anche nel 2022 il prezzo dei noli resterà elevato. Non sappiamo quanto questa situazione potrà perdurare perché gli stipendi sono rimasti gli stessi e il baratro dell’inflazione è più vicino di quanto immaginiamo. Un altro problema per noi aziende è riuscire a trovare spazio sulle navi: a causa del loro affollamento, pur lavorando con quattro spedizionieri, non sempre riusciamo ad importare tutto ciò che vorremmo”.
Come è cambiato il mercato del piccolo elettrodomestico in questo periodo?
“Durante il lockdown ped cucina e ped persona, tagliacapelli in primis, sono andati molto bene, ma in questo periodo aumenta tra i consumatori la voglia di uscire e di viaggiare. Potremmo quindi assistere ad un leggero calo delle vendite, anche se sono certo che il prodotto medio come quello a marchio DCG riuscirà sempre a fare la sua parte: sia per necessità di un apparecchio innovativo come la friggitrice ad aria, vero e proprio must have dello scorso anno, sia come prodotto di sostituzione. Inoltre, la stagione estiva alle porte ci darà nuovo ossigeno con il settore della ventilazione. Ma ancor prima, intorno al periodo di Pasqua, ci attendiamo buoni risultati dalle linee di prodotto per la cucina: sbattitori e planetarie su tutto”.
Il canale promozionale rappresenta una buona fonte di sicurezza per un marchio come DCG.
“Esatto: serviamo molti dei nostri clienti con prodotti destinati ai volantini, e il giro d’affari del canale promo rappresenta per noi il 20-25% dell’intero fatturato annuo”.
Cosa vi ha insegnato la pandemia in termini commerciali?
“Che è necessario muoversi con largo anticipo sull’approvvigionamento del materiale: se prima erano sufficienti 60 giorni per ricevere i prodotti, oggi sappiamo di doverci muovere 4-6 mesi prima della consegna. Credo che la strategia vincente sia quindi, più che mai, compiere passi a lungo termine con una strategia commerciale basata sulla buona gestione del magazzino. Non ci sono alternative, giacché, a parte la Cina, non esiste al momento altra nazione al mondo in cui rifornirsi”.
Cosa bolle in pentola in casa DCG per il 2022?
“Dopo 23 anni di attività – siamo infatti partiti nel 1999 – possiamo dire di essere soddisfatti del nostro lavoro: l’anno scorso abbiamo chiuso il fatturato a 20 milioni di euro con il supporto di 11 persone in azienda: 5 in ufficio e 6 in magazzino, un magazzino di nostra proprietà. Dal 2021 abbiamo iniziato ad alzare l’asticella del prodotto dalla fascia medio-bassa a quella medio-alta. Continueremo inoltre a diversificare la nostra gamma di prodotti e a presidiare appuntamenti importanti come la prossima edizione di Homi, a Milano, nel mese di marzo”.
Qual è ad oggi il vostro rapporto con l’estero?
“Siamo già presenti in Europa: abbiamo infatti clienti in Albania, Slovenia, Portogallo e Paesi Bassi e intendiamo rafforzare tale presenza nel corso dei prossimi anni. A tale proposito utilizziamo piattaforme di e-commerce diffuse come Alibaba, che ci ha dato la possibilità di affacciarsi ad un mondo nuovo in termini di mercati e prospettive”. (s.c.)









