Martedì, 08 Aprile 2025 22:42

L’intelligenza artificiale per il benessere psicologico sul lavoro

La rivoluzione tecnologica crea opportunità, ma anche timori e incertezze. Come comportarsi. Intervento del dottor Luca Del Giacco, psicologo ed esperto di risorse umane.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nelle aziende italiane, in particolare nei settori del commercio e dell’industria, sta trasformando profondamente i ruoli lavorativi, con l’automazione che sostituisce le attività ripetitive e crea nuove posizioni specializzate. Se da un lato ciò promuove opportunità di crescita e sviluppo professionale, dall’altro genera timori e incertezze legate al possibile ridimensionamento del lavoro umano e alla necessità di un costante aggiornamento delle competenze, un fenomeno noto come consapevolezza STARA (Smart Technology, Artificial Intelligence, Robotics and Algorithms).

Techno-stress

Secondo dati recenti, il 42% dei lavoratori italiani percepisce l’automazione come una minaccia diretta (The Adecco Group, 2024), mentre il 58% dei manager sottolinea l’urgenza di riconvertire le competenze per mantenere la competitività sul mercato globale. Questa accelerazione del progresso tecnologico ha portato a un intensificarsi del “techno-stress”, evidenziando come l’introduzione di nuove tecnologie stia aumentando lo stato di tensione e disagio psicologico causato da continui mutamenti e innovazioni, con un impatto negativo sul benessere mentale e sulla produttività.

Per affrontare tali sfide è imprescindibile sviluppare una mentalità di adattamento e resilienza. In questo scenario, l’apprendimento continuo e il potenziamento delle soft skills, come il problem-solving, la flessibilità cognitiva e l’intelligenza emotiva, diventano strumenti fondamentali per contrastare gli effetti destabilizzanti dell’innovazione. Parallelamente, i manager devono assumere un ruolo attivo adottando una leadership “trasformazionale” che promuova ambienti di lavoro inclusivi e dinamici, dove il cambiamento venga percepito non come una minaccia, ma come un’opportunità per innovare e migliorare.

A supporto di ciò, i dati mostrano che il 57% delle aziende italiane che investe in programmi di formazione registra una riduzione del 30% nei livelli di stress legato all’innovazione, con un impatto positivo sulla produttività e sulla soddisfazione dei dipendenti, che crescono del 15% (Arleo, 2024).

Motivazione alta

In un contesto sempre più tecnologico, inoltre, è essenziale mantenere alta la motivazione; a tale scopo, una strategia come il job crafting può rafforzare il senso di autonomia, competenza e appartenenza, permettendo ai lavoratori di adattare il proprio ruolo in base alle proprie capacità e passioni, con una diminuzione del rischio di alienazione e un aumento dell’engagement. Ulteriori evidenze indicano che l’adozione di programmi di coaching e supporto emotivo nelle aziende porta a un incremento della produttività del 55% e a una riduzione del turnover del 30%, dimostrando l’efficacia di un approccio integrato che combini interventi psicologici e strategie di digitalizzazione.

È essenziale riconoscere che l’IA, pur rappresentando uno strumento di innovazione e progresso, offre l’opportunità di valorizzare qualità esclusivamente umane, come creatività, empatia e capacità decisionale, sebbene nessuna tecnologia potrà mai replicarle completamente. Pertanto, investire in formazione continua, supporto psicologico e politiche di inclusione è essenziale per trasformare le incertezze e le paure associate al cambiamento in vantaggi competitivi duraturi, favorendo così la costruzione di un ambiente lavorativo resiliente, motivato e proiettato verso il futuro.

Cambiamento culturale

In conclusione, l’integrazione dell’IA rappresenta il catalizzatore di una rivoluzione culturale capace di armonizzare il progresso tecnologico con la valorizzazione delle risorse umane, assicurando un futuro lavorativo solido, innovativo e inclusivo. In quest’ottica ogni sfida va convertita in un’occasione di crescita, mantenendo il benessere psicologico al centro delle strategie aziendali, in un contesto di continua trasformazione digitale e in un ambiente in cui il valore dell’esperienza umana si sposi con le potenzialità delle nuove tecnologie. È fondamentale che le aziende sviluppino programmi di formazione capaci di integrare competenze tecniche e trasversali che consentano ai dipendenti di adattarsi alle evoluzioni del mercato.

Tali programmi favoriscono la crescita individuale e un clima aziendale positivo, in cui senso di appartenenza e impegno personale generano risultati misurabili. Le politiche dell’impresa devono valorizzare il capitale umano, incentivando il dialogo tra colleghi e manager per individuare segnali di disagio e intervenire con misure di supporto mirate. In tal senso, l’adozione di strumenti digitali per monitorare il benessere psicologico permette interventi proattivi, creando un ambiente lavorativo stimolante e resiliente. Con questo approccio integrato le organizzazioni possono trasformare i cambiamenti digitali in opportunità concrete, traducendo il progresso tecnologico in crescita economica e benessere sociale nell’intero ambiente di lavoro.

Dott. Luca Del Giacco

Psicologo

Esperto di risorse umane