Venerdì, 22 Febbraio 2019 11:35

Amazon, no al quartier generale di New York. Troppe resistenze

Salta il piano da quasi 2 miliardi di dollari di incentivi. Residenti e politici locali puntano i piedi, e Bezos si offende.

Amazon ha abbandonato il piano da quasi 2 miliardi di dollari di incentivi per costruire il quartier generale a New York, annullando di fatto uno dei più grandi affari di sviluppo economico del paese. Jeff Bezos si è detto preoccupato per la crescente opposizione politica, soprattutto dal fronte democratico, riguardo gli sgravi fiscali a beneficio di una delle aziende più ricche del mondo.

Facciamo il punto della situazione: i notabili locali, dal governatore dello Stato di New York al sindaco, avevano tutta l’intenzione di concedere i consueti sconti di tassazione ad Amazon. Riduzioni di tributi da far impallidire, se pensiamo che una multinazionale come Amazon con una capitalizzazione di borsa superiore ai 700 miliardi di dollari non dovrebbe aver bisogno di 2 miliardi di incentivi concessi dai contribuenti locali per fornire opportunità di lavoro nella Grande Mela.

Questa volta, però, gli esponenti politici della nuova sinistra guidati dalla giovanissima neodeputata Alexandria Ocasio-Cortez si sono opposti a queste condizioni di favore offerte al gigante dell’e-commerce al prezzo di un aumento della pressione fiscale sui cittadini. Jeff, offeso, se ne andrà da un’altra parte. Pare che in Virginia siano già disposti a staccargli un assegno da 700 milioni di dollari. Mentre la Cortez dichiara a tutti i giornali di “aver battuto l’uomo più ricco del mondo”. Altri mercati più piccoli probabilmente accetteranno un creatore di lavoro come Amazon. Le città americane di secondo livello non sono così diverse dalla Dublino del 2011, nella quale aliquote fiscali vantaggiose attiravano aziende del calibro di Google, Apple, Microsoft e altri giganti della tecnologia.

La confederazione americana rende possibile la concorrenza interna tra gli Stati, un po’ come accade in Europa dove il Lussemburgo e l’Irlanda concedono una tassazione veramente ridicola ad aziende che non ne avrebbero bisogno. L’apertura di un hub di smistamento o di un quartier generale di Amazon viene vista come un’ottima opportunità in termini di occupazione, ma nessuno sembra domandarsi gli effetti a lungo termine. O, meglio, a New York qualcuno forse si è posto qualche domanda.
A Seattle è stata recentemente approvata una Amazon Tax pari a 275 dollari per ogni dipendente. Saranno pagati dalle aziende come contributo utile ad alleviare alcuni squilibri sociali. Come l’impennata del numero dei senza tetto causato dalla fortissima crescita (44%) dei prezzi delle case. Per non parlare delle tante attività commerciali che hanno dovuto tirare giù la serranda in modo definitivo per la concorrenza sleale subita. Perché chiedere le tasse al piccolo negoziante è estremamente più facile che far pagare il gigante. E tutti sembrano guardare alle migliaia di posti di lavoro offerte, piuttosto che riflettere su quelle che perderanno. (g.m.)