Giovedì, 16 Gennaio 2020 09:13

Quei buoni propositi da cui passano (quasi) tutte le sfide

La consunzione naturale dei gruppi distributivi così come li conosciamo, una formazione più efficace e maggiore attenzione all'e-commerce: tre temi da non perdere di vista. Anzi.

Come ogni anno, abbiamo iniziato i nostri incontri con clienti potenziali o già tali. Perché senza investimenti pubblicitari non si mangia. Incontri che, in fondo, proseguiranno per tutto l'anno. Per fortuna. Perché incontrarsi significa scambio di idee, confronti, eventuali progetti, spunti su cui riflettere. E se dovessimo stilare la lista dei buoni propositi che a nostro avviso il nostro settore, complessivamente, si dovrebbe porre non ci basterebbe la giornata di oggi. Allora sintetizziamo al massimo.

Primo punto. Non riusciamo ad accettare la consunzione naturale e costante dei gruppi distributivi nell'indifferenza o, peggio, nella consapevolezza di chi ne fa parte. Ormai molti operatori del trade in camera caritatis ci dichiarano - sottolineiamo: ci dichiarano - di muoversi a prescindere dal gruppo di cui fanno parte, vivendolo come entità legata al passato. O peggio come una tassa da pagare in nome dei premi di fine anno. E allora bisogna trovare formule per aggiornare e rendere più moderno il modo di stare insieme di un certo tipo di nostro trade. Altrimenti il "libera tutti" farà male a tutti, come stiamo vedendo con regolarità svizzera da anni.

Secondo punto: formazione. E qui parliamo soprattutto delle industrie. Di formazione se ne fa poca e spesso pure male. La nostra esperienza diretta di un anno ad ascoltare corsi di formazione delle industrie (grazie ad Eurocom) ci dice che troppi formatori delle aziende non riescono a stare al passo con le esigenze del trade. E se nel punto vendita arriva una formazione abborracciata, sarà abborracciato anche il supporto che gli addetti potranno garantire al brand.

Infine l'eterna questione delle vendite online. Al di là del nodo delle tasse non pagate da Amazon (che ovviamente pesa ma che passa sulle nostre teste), registriamo una osservazione a nostro avviso per nulla campata per aria da parte del direttore marketing di noti brand del piccolo. "Perché quando le insegne tradizionali ci chiedono collaborazione su volantini cartacei - ci ha confessato il manager -, il supporto da parte loro è massimo in termini di attenzione, cura, capacità di rendere attraente il risultato finale (il volantino, cioè), mentre quando si tratta di organizzare una promozione sull'e-commerce, dalla stessa insegna arrivano pressappochismo e scarsa professionalità? Pressappochismo e scarsa professionalità che finiscono per favorire Amazon". Già, perché? (graziano girotti)