Domenica, 05 Aprile 2020 16:35

“E io non ti pago” (ma c’è anche chi lo fa)

L’emergenza sanitaria non era neppure esplosa in tutta la sua gravità che già partivano mail nelle quali alcuni operatori del trade chiedevano ai loro fornitori di rinviare i pagamenti, anche di diversi mesi.

L’emergenza sanitaria non era neppure esplosa in tutta la sua gravità, tanto meno si potevano prevedere chissà quali catastrofi sul fatturato, che già partivano mail da alcune catene distributive verso la platea dei fornitori nelle quali si chiedevano di rinviare i pagamenti, anche di diversi mesi. Così, per non saper né leggere e né scrivere. Uno scatto degno del miglior centometrista di tutti i tempi.

Sia chiaro: non è una notizia. Non lo è perché in situazioni normali di mercato bastava un refolo di vento contrario per indurre alcuni operatori ad avanzare le medesime richieste. Figuriamoci se ci si poteva illudere che di fronte alla diffusione del virus quegli stessi operatori potessero adottare comportamenti virtuosi a beneficio di tutta la filiera. Che poi queste richieste quando vengono rivolte verso fornitori dalla forza contrattuale modesta (moltissimi), non si possono ritenere tali, assumendo in verità le fattezze dell’imposizione menefreghista. “Ho deciso che non ti pago e francamente non me ne frega nulla se sei d’accordo o meno”: questo il significato autentico, se si scava appena sotto la superficie della comunicazione.

E ad essere onesti neppure questa è una notizia. Difese di questo tipo non fanno che confermare come una parte del nostro trade continui imperterrita a vivere sul filo del rasoio. Avendo un orizzonte aziendale che arriva bene che vada alla fine del mese (che a volte contraddistingue anche alcune aziende produttive, va riconosciuto). E allora bene fanno quei fornitori che riescono a tenere la guardia alta, cercando di venire incontro alle richieste di clienti rivenditori che in condizioni normali di mercato non hanno mai calcato la mano e invece alzando muri nei confronti di coloro che nel corso degli anni hanno dimostrato un personalissimo senso di responsabilità. E chissà se costoro, alla fine dell’emergenza, potranno ancora permettersi il filo del rasoio.

A corredo di questa riflessione pubblichiamo le mail inviate da clienti (non del settore eldom) di un fornitore anche del retail di elettrodomestici. Senza dimenticare le righe mandate da Tufano Euronics ai suoi fornitori: “Spett.le Società - scrive l’azienda campana -, la Tufano Spa non intende avvalersi di nessuna disposizione di legge che dilazioni i termini di pagamento ai fornitori e rispetterà tutti le condizioni così come pattuito alla sottoscrizione degli ordini d’acquisto”. E ci perdoneranno altri che si siano mossi in questa direzione, senza che noi lo apprendessimo. Costoro dimostrano di avere a cuore l'interesse generale dei mercati di riferimento. Magari a qualcuno fischieranno le orecchie.