Faenza, 2 maggio 2024
Spett.le redazione,
è passato ormai un anno da quel tragico 16 maggio quando ci siamo svegliati letteralmente “con i piedi a mollo”.
Un’esperienza che ha sicuramente cambiato le nostre vite, in molti casi azzerando il lavoro di una vita e purtroppo qualcuno l’ha anche persa.
Una mattina di cui ricordiamo lo sconforto e la rabbia nel vedere le nostre esistenze e le nostre attività così gravemente colpite. Però noi romagnoli siamo fatti così, non perdiamo tanto tempo a piangere e ci siamo rimboccati le maniche subito, senza aiuti da parte di chi avrebbe dovuto aiutarci ma con la solidarietà e l’aiuto concreto delle centinaia di volontari che senza chiedere niente hanno invaso la nostra città e ci hanno permesso di risollevarci. Trovarti a spalare il fango dal tuo negozio aiutato dai tuoi clienti, dai rappresentanti dei fornitori, dai colleghi, dagli amici, non è certo un’esperienza augurabile a nessuno. Tuttavia ti scalda il cuore.
Ma di questo si è già scritto tanto, a volte sfiorando la retorica.
Se mi permetto di chiedere un po’ del vostro tempo per leggere questa mia mail a voi che avete sede a Bologna e che forse siete stati colpiti anche voi in prima persona è perché vorrei, tramite voi ringraziare, qualcuno che non è stato nominato.
Dal nostro piccolo mondo abbiamo ricevuto della solidarietà concreta: in primo luogo dalla centrale di Unieuro che da subito ci ha contattato, aiutandoci in tutti i modi possibili dimostrandoci che il rapporto umano travalica i confini del lavoro e delle trattative commerciali. Non erano tenuti a farlo ma lo hanno fatto.
Bosch ha sostituito i prodotti alluvionati, non solo a noi rivenditori ma anche ai clienti che avevano i prodotti in garanzia. Non erano tenuti a farlo, ma lo ha fatto guadagnandosi la riconoscenza nostra e di tutti i privati che ne hanno usufruito e che si sono fidelizzati indissolubilmente.
Un grazie va anche a Miele e Haier che non si sono tirati indietro.
Altre multinazionali e aziende locali di elettrodomestici hanno lasciato correre le nostre richieste, anche dei clienti, a volte offendendoli con irricevibili proposte di sconto sui ricambi (di un prodotto alluvionato e irreparabile). Non erano tenuti a dare una mano e non lo hanno fatto.
Dopo un anno i nostri negozi non sono ancora come prima, ma lo torneranno: la volontà c’è, il nostro lavoro ci piace e continueremo a farlo con il medesimo entusiasmo.
Mi permetto di allegare alcune foto perché le parole non riescono a descrivere certe scene.
Maurizio Montevecchi
MONTEVECCHI WILMER CASA E LUCE
UNIEURO CITY
FAENZA (RA)









