Domenica, 02 Giugno 2024 15:46

La grande distribuzione tra generazione sandwich e futuro

Vecchie e nuove sfide per la GDO partendo dai dati emersi durante un convegno di Federdistribuzione.

“Oltre 440 mila lavoratori in più, aumentano gli over 50, ma solo il 9% delle persone considera il settore come una prima opportunità di lavoro”. Ci ha colpito molto questa sintesi fatta da Federdistribuzione durante il convegno «Il lavoro nel Retail 2030. La sfida del lavoro sostenibile per lavoratori e imprese». Vorremmo approfondire il discorso, perché merita di essere approfondito, soprattutto nei due punti cardine:

- gli over 50, più del 24% della forza lavoro, invocano un maggior equilibrio tra vita privata e lavoro
- i giovani non considerano più il settore come prima opportunità per l’impiego

Figli e genitori anziani
In America la definiscono l"generazione sandwich". Sono i cinquantenni di oggi che si trovano simultaneamente a prendersi cura dei figli adolescenti e dei genitori anziani, oltre a dover gestire le proprie responsabilità lavorative. Sono soprattutto le donne a risentire di questa pressione e nella GDO la presenza femminile è intorno al 63%. Rispetto alle cinquantenni delle generazioni precedenti, le donne della "generazione sandwich" incontrano maggiori difficoltà. La generazione attuale ha spesso ritardato la maternità nell’attesa di una situazione economica stabile, trovandosi così a gestire figli tra i 10 e i 15 anni proprio quando i genitori superano i 75 anni ed entrano nella quarta età, necessitando di maggiori cure. Schiacciate tra doveri e doveri, per le mamme lavoratrici nella GDO la pressione sta aumentando sempre di più, creando un livello di stress significativamente più alto rispetto alle passate generazioni. Non è solo questione di “lavorare la domenica”, il problema è conciliare i turni di lavoro col calendario scolastico dei figli così rigidamente rimasto quello “di un tempo”: il weekend libero, i ponti infrasettimanali, le lunghe ferie invernali ed estive. Le commesse (e i commessi) vedono poco o nulla i propri figli durante il fine settimana e durante le vacanze sono costretti a “parcheggiarli” dai nonni o nei centri sportivi (a pagamento). Il giorno di riposo infrasettimanale, poi, spesso e volentieri viene dedicato ai genitori anziani per una visita dal medico, per aiutarli in qualche faccenda domestica o (cercare di) semplificare la loro vita con lo SPID e altre diavolerie digitali. Tra turni da incastrare, genitori da supportare e figli da accudire, le moderne "eroine sandwich" meriterebbero un monumento in ogni negozio. In fondo, forse è il momento di riscrivere il mito del multitasking, dono affibbiato al genere femminile perché ritenuto in grado di fare più cose contemporaneamente: non è solo una questione di abilità, ma di pura e semplice sopravvivenza. E se noi maschietti aiutassimo un po’ di più, non guasterebbe.

Non è un mondo per giovani
Che la vita del commesso cinquantenne non sia una favola sembra trasparire agli occhi di chi guarda, soprattutto dei giovani. La mancanza di attrattività della GDO potrebbe essere dovuta a una serie di motivi, tra cui la percezione di bassi salari, limitate opportunità di crescita e un ambiente di lavoro poco stimolante. Il livello di retribuzione può non essere abbastanza attraente per attirare i giovani lavoratori, certo, ma il problema principale potrebbe essere un settore con limitate opportunità di crescita professionale, quasi mai interna. Nella GDS si prendono i manager dalla GDO e viceversa. Difficilissimo percorrere l’intero percorso da addetto vendita a direttore di punto vendita. I giovani potrebbero essere meno inclini a voler lavorare in questo settore anche perché la GDO viene vista negativamente a causa di problemi come la scarsa attenzione ai lavoratori o la mancanza di garanzie a lungo termine. Non è più “il posto fisso”, in parole povere. L'ambiente di lavoro nella GDO è considerato noioso e poco stimolante, anche questo potrebbe spiegare perché solo il 9% dei giovani lo sceglierebbe come primo impiego. I ragazzi potrebbero preferire settori più dinamici e innovativi per la loro prima esperienza lavorativa. La mancanza di sfide o opportunità di apprendimento potrebbe essere un deterrente per i giovani lavoratori.

Sfide e soluzioni
Per supportare meglio donne e uomini della "generazione sandwich" nella GDO, è necessario implementare politiche aziendali che promuovano un equilibrio tra vita lavorativa e privata. Consentire di riposare durante il week-end potrebbe aiutare questi lavoratori a gestire meglio le loro responsabilità familiari e lavorative. Offrire la possibilità di lavorare da casa, quando possibile, può ridurre lo stress legato agli spostamenti e migliorare la gestione del tempo. Implementare programmi di assistenza per la cura dei figli e degli anziani può alleviare parte delle pressioni su queste persone. Le aziende devono farsi carico delle sfide della "generazione sandwich" non solo per il benessere dei lavoratori, ma anche per la sostenibilità del settore. Investire nel miglioramento delle condizioni lavorative e nel supporto alle lavoratrici può contribuire a un ambiente di lavoro più sano e produttivo, con beneficio sia delle imprese che dei dipendenti. Forse, poi, è il momento di riconsiderare la narrazione intorno alla GDO, trasformandola da un settore marginale “di sfruttamento” a uno che attragga e ispiri le nuove generazioni. Ciò richiederà più di semplici cambiamenti superficiali; richiederà un impegno profondo nel migliorare le condizioni di lavoro, creare opportunità di crescita professionale e promuovere una cultura aziendale che valorizzi e sostenga i giovani lavoratori. Se la GDO e la GDS vogliono prosperare nel futuro, devono diventare un luogo in cui i giovani desiderano lavorare non solo per guadagnarsi da vivere, ma anche per la propria crescita personale e professionale, magari imparando proprio da chi, quel mestiere, l’ha scelto per passione e non per necessità. (g.m.)