Nel panorama della casa italiana, gli elettrodomestici “classici” - frigorifero, lavatrice, lavastoviglie e forno - continuano a rappresentare una dotazione imprescindibile. I dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio Green Home Smart Home di Eumetra fotografano un parco installato maturo, diffuso e, allo stesso tempo, in lenta evoluzione verso una maggiore efficienza. Il frigorifero è presente nel 99% delle abitazioni seguito da lavatrice (98%) e, poco più indietro, da forno elettrico (89%) e lavastoviglie (64%). Numeri che confermano come questi apparecchi non siano più comprimibili: fanno parte della struttura stessa della vita domestica.
Non sorprende quindi che la frequenza d’uso resti abbastanza stabile nel tempo, anche a fronte dell’aumento dei costi energetici, ma vedremo cosa succederà nei mesi a venire con la prossima edizione dell’Osservatorio che sarà effettuata a giugno 2026. Le famiglie italiane, tendenzialmente, non rinunciano all’uso: piuttosto, iniziano a interrogarsi su come utilizzarli meglio. Sappiamo da numerose ricerche, infatti, che le famiglie si aspettano dai produttori uno sforzo affinché l’efficienza aumenti: del resto l’intelligenza artificiale inserita negli elettrodomestici può restituire informazioni utili per fornire soluzioni più mirate e adattarsi alle esigenze dei consumatori. Inoltre, i device Smart Home connessi con gli impianti e gli elettrodomestici di casa stanno riprendendo la crescita, grazie alla semplificazione permessa dall’IA; e anche la gestione digitale favorisce l’efficienza energetica.
Transizione
L’analisi dell’anzianità evidenzia una situazione ibrida: accanto a una quota rilevante di apparecchi acquistati negli ultimi 3-5 anni resta una presenza significativa di elettrodomestici con oltre dieci anni di vita. Un dato, questo, che segnala chiaramente il potenziale ancora inespresso in termini di efficienza energetica. Un passaggio cruciale per comprendere il comportamento dei consumatori è rappresentato dalla revisione dell’etichettatura energetica introdotta dall’Unione Europea nel marzo 2021. La nuova normativa ha riportato la classificazione a una scala semplice dalla A alla G. La scelta è stata anche strategica.
Le nuove classi sono più severe e progettate per lasciare spazio a ulteriori miglioramenti tecnologici. Non a caso, molti prodotti che prima erano classificati A+++ oggi rientrano nelle classi B o C. Inoltre, le nuove etichette introducono informazioni più dettagliate - dai consumi per ciclo alla rumorosità, fino al QR code con accesso al database europeo - rendendo il confronto più trasparente, ma anche più articolato. Questo cambiamento normativo ha però generato un effetto collaterale rilevante: una certa discontinuità percettiva.
Nodo culturale
Per il consumatore medio, un elettrodomestico in classe C oggi può sembrare meno efficiente rispetto a un vecchio A+++, quando in realtà è spesso il contrario. È qui che emerge con forza il ruolo formativo di produttori e retailer. Non basta esporre il prodotto: è necessario spiegarlo. La nuova etichetta energetica richiede accompagnamento, consulenza e capacità narrativa nel punto vendita, fisico e digitale. Produttori e distribuzione sono chiamati a svolgere una funzione quasi pedagogica: tradurre la complessità normativa in valore percepito, aiutando il consumatore a comprendere il risparmio reale nel tempo e non solo il dato immediato. Lo scenario internazionale, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal rischio di una nuova crisi energetica legata alla guerra del Golfo, rende questi temi ancora più centrali.

La convenienza di investire
L’Italia resta vulnerabile agli shock sui prezzi dell’energia e gli elettrodomestici rappresentano uno dei principali ambiti di intervento domestico. Il prezzo dell’energia è in aumento, tuttavia i nostri dati dimostrano che proprio quando i costi energetici salgono a dismisura, investire in efficienza energetica risulta più conveniente, ovvero il ritorno degli investimenti a sua volta cresce. In altre parole, se le famiglie investono oggi in un impianto fotovoltaico, in una pompa di calore, nell’isolamento termico o in un elettrodomestico ad alta efficienza è probabile che questo investimento venga ammortizzato in un minor numero di anni.
Passaggio cruciale
Per l’industria degli elettrodomestici il contesto attuale rappresenta un passaggio cruciale. Non si tratta più solo di innovare sul prodotto, ma di costruire una nuova relazione con il consumatore, basata su trasparenza, competenza e accompagnamento. Gli elettrodomestici “classici” si confermano così al centro della transizione energetica domestica: strumenti quotidiani che, se scelti e utilizzati consapevolmente, possono trasformarsi in leve concrete di sostenibilità economica e ambientale. In questo percorso, accanto ai produttori, diventa sempre più determinante il ruolo dei retailer, chiamati non solo a distribuire, ma a orientare e formare il consumatore: rendendo comprensibile il valore dell’efficienza e guidando verso scelte d’acquisto realmente consapevoli.
Rosanna Savoldelli
Senior Consultant Eumetra (eumetra.com)









