Lunedì, 30 Marzo 2020 17:32

Silenzio, o la lavatrice non si sente

I motori Inverter recenti abbattono vibrazioni e rumorosità: spesso collegati in modo diretto al cestello, vantano un controllo elettronico interno per un rendimento a qualsiasi regime di rotazione. Sempre nel rispetto dei capi.

La lavatrice PerfectCare 800 di Electrolux con tecnologia AutoDose. La lavatrice PerfectCare 800 di Electrolux con tecnologia AutoDose.

Potremo brontolare con la vicina del piano di sopra quando scuote la tovaglia, o peggio, il posacenere, sopra il nostro bucato steso. Ma non potremo più prendercela con noi stessi per aver usato troppo detersivo o ammorbidente durante il ciclo di lavaggio. Di fronte all’oblò non ci vede nessuno, e tanto - ci diciamo - male non fa. E invece fa male eccome: il sovradosaggio danneggia le fibre dei capi, che si consumano più in fretta, nuoce alla nostra pelle quando li indossiamo, e pure l’ambiente non sorride di certo. Le lavatrici di ultima generazione sono progettate per aggiungere la giusta dose di detergente ad ogni lavaggio: rilevano automaticamente il peso del carico, calcolano il tempo di esercizio ottimale e le risorse necessarie, acqua ed energia in primis, per poi aggiungere la giusta quantità di detersivo su misura per ogni lavaggio e in base alla durezza della “nostra” acqua. Con un trattamento personalizzato delle fibre, anche le più delicate. Stiamo per premere il tasto di avvio? Non dovremo più chiederci se abbiamo già aggiunto la dose lavante o no (e lo sappiamo bene che, invasi da quel dubbio, non potremmo non versarne comunque un po’). Pas de soucis, basterà caricare il detergente una sola volta nel cassetto per potercene così dimenticare per decine di lavaggi.

Per amore della flessibilità
Alcuni modelli utilizzano una mousse lavante, composta da acqua e detergente, che penetra nelle fibre in profondità e solleva dal lungo (e oneroso) processo di pretrattamento con additivi chimici. Quello per le macchie, ad esempio. Allo sporco di cioccolato, erba, terra o pomodoro, e a quelli imprecisati di una vita quotidiana all’insegna di mille attività, pensano i cestelli e le loro pareti interne disegnati per generare getti d’acqua che ricreano i movimenti del lavaggio a mano. In alcuni modelli top di gamma, speciali trascinatori a forma di clessidra sanno mantenere il bucato al centro del cestello, dove i fori piccoli si prendono cura dei capi, mentre quelli più grandi permettono allo sporco di fuoriuscire con facilità. L’efficienza è affidata al motore, non di rado a induzione, per una resistenza meccanica anche a velocità di centrifuga elevate, ma pure alle tecnologie costruttive: quelle che permettono ai getti, per esempio, di irrorare il bucato anche dall’alto. Così i tessuti si bagnano più in fretta e il detergente si scioglie nell’acqua in maniera più omogenea rispetto a quanto accade nei cestelli tradizionali. Senza eccezioni, neanche per i programmi rapidi o i grandi carichi. Impostato quello ideale, c’è ancora da sbizzarrirsi per un lavaggio su misura ai capi di volta in volta introdotti: succede con le lavatrici più avanzate del mercato, con le quali rendere uno specifico programma più veloce rispetto alle sue impostazioni standard, o più silenzioso, più intenso, oppure con minore consumo energetico. Tutto per amore della flessibilità e con un occhio doveroso all’ambiente: se vorremo sfoderare il nostro animo green potremo quindi scegliere le modalità ecologiche, diverse a seconda dei modelli, che prolungano la durata del lavaggio per garantire un risparmio di acqua ed energia.

Arrivederci allergie
Con i prodotti di ultima generazione diciamo addio alle eruzioni cutanee e ad altre manifestazioni allergiche, grazie alle opzioni di lavaggio nate per eliminare qualsiasi residuo di detergente dal bucato e dalla vaschetta dei detersivi. Una impostazione, questa, che comporta un dispendio maggiore di risorse (tempo compreso), ma almeno potremo lasciare gli antistaminici al loro posto. L’igiene poi è un must: alcune macchine sono progettate per pulire oblò e guarnizione al termine del ciclo con getti d’acqua mirati. Speciali trattamenti antibatterici su cassetto e guarnizioni eliminano inoltre i batteri, prevenendone la proliferazione. C’è poi chi ha strappato il problema alla radice togliendo la guarnizione dalla dotazione della macchina, elemento comunque a rischio di deterioramento e cattivi odori. Nessuno potrà più lamentarsi per i rumori della centrifuga giacché il silenzio è entrato di diritto nell’identikit di ogni lavatrice: merito di sistemi antivibrazioni che abbattono la rumorosità per un utilizzo libero della lavatrice anche nelle ore notturne. Accade coi motori Inverter recenti, collegati direttamente al cestello e dotati non di rado di un controllo elettronico interno, per un rendimento a qualsiasi regime di rotazione nel rispetto del bucato. Se poi il carico dovesse sbilanciarsi da un lato del cestello e provocare così inutili vibrazioni, sarà la macchina stessa, sempre se di nuova introduzione, a redistribuirlo nel vano in modo corretto.

Come a mano
Meno fatica, più tempo: nonostante l’elevato numero giri, da selezionare in primis per i capi più resistenti, le fibre si distendono e le operazioni di stiratura si esauriscono in un baleno. è l’effetto del vapore, che con alcuni modelli avvolge il bucato al termine del lavaggio. L’opzione steam, attivabile ormai sulla maggior parte delle lavatrici, sa rinfrescare i tessuti degli abiti rimasti per troppo tempo nel guardaroba e distruggere gli allergeni più efficacemente che in acqua. Dal secolo scorso abbiamo smesso di mettere il maglione nel cestello? Possiamo tornare a farlo, ora che ci sono i programmi Woolmark per il lavaggio (e l’asciugatura) dei capi in lana etichettati come lavaggio a mano o in lavatrice. Sono approvati dalla stessa The Woolmark Company. La classe A+++ è garanzia di efficienza per un utilizzo senza pensieri. Ma anche i comandi avanzati lo sono: molte le versioni dotate di funzioni smart che ne consentono la gestione da remoto tramite piattaforme di Intelligenza Artificiale. Per impostare ad esempio il ciclo più adatto del momento o monitorare lo stato di avanzamento di ogni lavaggio con tanto di calcolo del tempo residuo. Siamo pigri e non ci va neanche di toccare un tasto? (Molti sono touch). Compatibili come sono con Google Assistant e Amazon Alexa, possiamo sempre selezionare la nostra miglior soluzione attraverso la voce.

Il lavaggio vale doppio
Fuori sono sempre le stesse, con le misure standard di un tempo. Ma le lavatrici di oggi sono cresciute all’interno, per ospitare una mole più corposa di bucato. Lasciando appunto invariato l’ingombro esterno. Non pensano ancora da sé, ma sanno come trasformare un’incombenza in un piacere (o quasi): l’oblò nobilita gli occhi con design eleganti, anche in vetro temperato - più resistente - e di grandi dimensioni, e le manopole arricchiscono estetiche lineari dai display ampi, per un’esperienza di utilizzo che sia sinonimo di semplicità. E se il tempo non fosse mai abbastanza, la famiglia numerosa, i bambini piccolissimi e i ricambi da smacchiare una montagna, ormai, ci sono sempre i modelli con due cestelli separati, nati per effettuare due lavaggi contemporaneamente. Sempre con consumi ridotti e rispetto dei capi. Un’occasione più doppia che rara anche senza avere una squadra di figli da vestire a puntino: per smaltire tutto il cesto del bucato sporco in un colpo solo e ricominciare col solito, seriale, accumulo di panni da lavare.