Martedì, 09 Aprile 2024 09:10

RECENSIONE: friggitrice ad aria JIMMY AF3

Le nostre impressioni dopo alcuni mesi di utilizzo. Chi non si sente un MasterChef finisce per ritenere uno di famiglia questo elettrodomestico. E i gatti di casa festeggiano...

La friggitrice ad aria incarna un vero e proprio fenomeno di mercato: chi ce l’ha (già in tanti), si sente accolto in società; chi non ce l’ha, mastica amaro e sebbene tenti di dissimulare la propria frustrazione, passa nottate ad agognare il sol dell’avvenire. Ecco, fino a qualche mese fa noi eravamo parte della categoria dei reietti. Poi sul nostro orizzonte è sorta la luce e abbiamo cominciato a utilizzare la friggitrice ad aria AF3 a marchio Jimmy.

Usciamo dall’ironia e riconosciamo che l’elettrodomestico ci ha risolto diversi pranzi e altrettante cene. Attenzione: chi scrive non è patito di MasterChef, non ha mai provato dentro di sé il sacro fuoco della cucina di alto livello e soprattutto non ha mai provato piacere a mettersi ai fornelli. Ora, dopo alcuni mesi di utilizzo, non possiamo fare a meno della friggitrice ad aria. Del resto, come si può resistere a una semplicità di utilizzo che rende impossibile perdite di tempo ed errori da dilettante allo sbaraglio, come dilettante è il sottoscritto?

Il pollo arrosto è indubbiamente in testa alla classifica dei piatti più preparati, ormai diventato un nostro marchio di fabbrica. Ma anche bistecche, spiedini, pesce non ci hanno lasciati indifferenti. Tutt’altro. E delle stesse alette di pollo vogliamo parlare? Piatto che nasconde non pochi pericoli in casa nostra, giacché rappresenta una vera e propria dipendenza per i nostri gatti (due) i quali, quando scoprono che le suddette sono in fase di cottura, cominciano a lanciare verso l’alto ululati mannari aggirandosi famelici attorno alla Jimmy AF3. Il cassetto da 4 litri trasparente a 360 gradi (soluzione non banale, quest’ultima), offre tante opportunità.

Mangiare senza olio? E chi ci ha mai creduto. Bene, anzi male: perché ormai chi come noi era abituato a spargere olio anche sulla cheesecake, ora l’ha quasi abbandonato. Tra un po’, ne siamo sicuri, potremo togliere anche quel “quasi”. Gli otto menù preimpostati semplificano ancora di più l’utilizzo dell’elettrodomestico, mentre per la sua pulizia ci si impiega un paio di minuti a mano visto che nella nostra lavastoviglie antidiluviana non riusciamo a inserirla.

Infine, la sorpresa: la friggitrice ad aria AF3 di Jimmy non è solo friggitrice ad aria perché consente anche la frittura in padella. Basta ribaltarla schiacciando un bottone. E ovviamente le opportunità di cottura si moltiplicano. Un difetto ce l’avrà, questo apparecchio? Risposta: sì. Le scritte in inglese sul display touch disturbano un poco chi non conoscesse per nulla la lingua d’Albione. Problema tutto sommato superabile rapidamente. Costo per questo aiutante infaticabile e ormai diventato parte della famiglia: un centinaio di euro.   

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