Mercoledì, 07 Agosto 2019 08:44

Vedi la plastica abbandonata, scatti la foto e la mandi a Greenpeace

Con un messaggio via whatsapp possiamo segnalare il rifiuto che troviamo durante le nostre passeggiate vacanziere. È un piccolo gesto contro l’inquinamento. 

Con un messaggio su whatsapp, ormai un’abitudine per tutti, possiamo diventare ‘radar umani’ e intercettare bottigliette ‘spiaggiate’ e molti altri rifiuti che deturpano i nostri paesaggi, oltre a inquinare. Ecco come.

Stiamo passeggiando tranquilli e avvistiamo il rifiuto odioso? Imbracciamo il nostro smartphone, inquadriamo, scattiamo una bella foto e inviamola via whatsapp al numero +39 342 3711267: è ‘Plastic Radar’ la chat online attivata da Greenpeace. Perché la segnalazione vada a buon fine, cioè sia utile all’iniziativa, bisogna mandare una foto in cui il rifiuto e il tipo di plastica siano riconoscibili, e il brand dell’azienda produttrice sia visibile. È utile poi indicare le coordinate geografiche del luogo in cui il rifiuto è stato ritrovato, sul sito plasticradar.greenpeace.it si trovano tutte le informazioni utili a inviare correttamente la segnalazione. Il servizio Plastic radar è gestito da una chatbot (un assistente virtuale) che, successivamente all’invio, ci guiderà ponendoci delle domande per reperire informazioni e dunque validare la segnalazione. In 24-48 ore i dati saranno elaborati, verranno aggregati e resi disponibili sul sito. Scopriremo in tempo reale quali sono le più comuni categorie di prodotti e imballaggi che quest'anno inquinano mari, spiagge, fiumi e laghi, a quali tipologie merceologiche appartengono e di quali marchi. E sapere che questi dati sono frutto delle nostre segnalazioni, fa decisamente un certo effetto. Comunque, dopo che abbiamo scattato la foto, ricordiamoci di raccogliere il rifiuto e smaltirlo correttamente, negli appositi contenitori.

Rifiuti plastici sulle spiagge

Cosa è successo lo scorso anno

L’iniziativa promossa da Greenpeace al suo debutto - lo scorso anno - ha registrato oltre 6800 segnalazioni utili a rilevare i rifiuti in plastica più presenti nei nostri mari. Si trattava soprattutto di prodotti di plastica monouso, in primis bottiglie appartenenti ai marchi più noti. Quest'anno l’associazione no profit ha deciso di raccogliere le segnalazioni di rifiuti plastici presenti presso laghi e fiumi, dopo aver verificato che proprio i fiumi rappresentano un’importante via d’ingresso della plastica verso il mare. Nel 2018 il maggior numero di segnalazioni è arrivato dal mare Adriatico (2352), seguito dallo Ionio (1521), dal Tirreno (1437), dal mare Ligure (562), dallo Stretto di Sicilia (481) e dal mare di Sardegna (441). Sono dati indicativi e non consentono di stabilire, in termini assoluti, lo stato di contaminazione da plastica dei mari italiani. Di certo però rendono efficacemente l’idea di cosa sta succedendo.  Il sito Plastic Radar riporta una  classifica dinamica dei Plastic Invaders: al primo posto ci sono le bottigliette (43,9%); seguono le confezioni di alimenti (17,9%); i sacchetti (8,4%); i bicchieri (4,6%); i contenitori in polistirolo (3,7%) e i tappi (3,7%). (l.c.)

Plastic Invaders

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