Mercoledì, 01 Dicembre 2021 12:23

La violenza sulle donne ora corre online

Sono in aumento le molestie e gli abusi che usano tecnologie digitali, come i social o le app, per perseguitare le vittime. Servono subito leggi adatte, più informazione e strumenti di indagine più efficaci.

La tecnologia digitale favorisce - fra tante cose utili e positive - purtroppo anche una violenza di genere online, perpetrata tramite i social o servendosi di tecnologie di tracciamento, sistemi di localizzazione che si possono scaricare legalmente e, una volta installati sullo smartphone, ‘spiano’ la vita privata a insaputa del malcapitato possessore di dispositivo, accedendo a informazioni personali come contatti, registri delle chiamate, foto, video, audio, messaggi SMS e posizione dello stesso smartphone. Secondo un rapporto pubblicato da Women's Aid, il 45% delle vittime di violenza domestica ha subito qualche forma di abuso online durante la relazione, mentre il 48% ha riferito di essere stato oggetto di molestie o abusi online dopo la fine della relazione.

Il Consiglio d’Europa ha focalizzato l’attenzione sul fenomeno durante la Giornata Internazionale delle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre scorso. Il Gruppo di Esperti dell’istituzione europea denominato GREVIO, acronimo che sta per Gruppo di Esperti contro la Violenza sulle donne, ha pubblicato la sua prima raccomandazione sulla dimensione digitale di questa nuova forma di molestie e soprusi, sottolineando come, nei vari Paesi,  siano ancora molto forti le carenze legislative rispetto a questo odioso cybercrimine. Il documento ‘raccomanda’ azioni specifiche da intraprendere, basate sui quattro pilastri della Convenzione di Istanbul: prevenzione, protezione, persecuzione e politiche coordinate. Quello noto come ‘Convenzione di Istanbul’ è stato il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante con l'obiettivo di creare un quadro normativo completo a tutela delle donne e altri soggetti contro qualsiasi forma di violenza,. L'incontro si è svolto nella capitale turca nel  2011, e la Turchia è stata il primo paese a sottoscrivere nel 2012 il trattato, che poi ha revocato per decreto presidenziale proprio nel 2021. Ad oggi non esisteva una definizione universale per raggruppare tutte le forme di violenza di genere e femminile perpetrate online, dunque nella sua prima ‘raccomandazione’ GREVIO ha concordato di adottare l’espressione "dimensione digitale della violenza contro le donne" ritenendola sufficientemente completa per comprendere tutti gli atti di violenza digitale, sia in rete che attraverso tecnologie, comprese quelle ancora da sviluppare. Le azioni specifiche raccomandate dagli esperti europei per affrontare il tema della violenza digitale di genere includono:

- Riesame della legislazione pertinente in conformità con la dimensione digitale della violenza contro le donne.
- Intraprendere iniziative per sradicare gli stereotipi di genere e la discriminazione, soprattutto tra uomini e ragazzi.
- Promuovere l'inclusione dell'alfabetizzazione digitale e della sicurezza online a tutti i livelli di istruzione.
- Sviluppo e diffusione di informazioni sulle vie legali e sui servizi di supporto.
- Rendere i servizi di supporto e consulenza accessibili a tutte le vittime
- Fornire formazione e risorse a specialisti e linee di assistenza telefonica
- Incentivare gli intermediari Internet per garantire la moderazione dei contenuti
- Dotare le forze dell'ordine degli strumenti e delle conoscenze necessarie per indagare e perseguire efficacemente
- Garantire la pubblicazione dei rapporti di incidenza da parte del sistema di giustizia penale
- Incoraggiare gli intermediari di Internet a condividere la responsabilità e ad agire per porre fine all'impunità per gli atti di violenza digitale
- Includere la dimensione digitale della violenza contro le donne nelle strategie e nei piani d'azione nazionali
- Istituire un sistema per raccogliere dati sulla violenza contro le donne nella dimensione digitale
- Garantire che i dati sui suicidi e sugli omicidi di genere contengano informazioni pertinenti sulle molestie online (Fonte: Consiglio d’Europa). Quello della violenza in generale,  digitale in particolare, è un fenomeno grave, contrario ai più elementari - e fondamentali - Diritti Umani. È bene parlarne durante la Giornata internazionale dedicata, è meglio parlarne sempre,  fino a che - di parlare  - non ci sarà più bisogno.

Da sapere.
Il catalogo delle forme di persecuzione, abuso e violenza digitale è piuttosto ampio, include messaggi di posta elettronica o testuali sessualmente espliciti e non richiesti, comprese minacce di violenza fisica e/o sessuale; avances offensive via social; incitamento all’odio di genere, insulti, derisioni. Ecco alcune delle ultime definizioni:
Body shaming: denigrare qualcuno per il proprio aspetto fisico facendolo vergognare.
Cyber Flashing: inviare online foto a sfondo sessuale non richieste
Doxing: diffondere online informazioni personali di qualcuno senza il suo consenso.