Martedì, 24 Dicembre 2019 08:59

Per conoscere (e usare meglio) il microonde

Tecnologicamente evoluto, il forno a microonde è utilizzabile come un forno tradizionale. Ma quasi nessuno lo sa. Ne parliamo con Uberto Bertone e Novella Sardos Albertini di Whirlpool Italia.

Il mercato del microonde a volume e a valore Il mercato del microonde a volume e a valore

Ci sono tante cose del forno a microonde che crediamo di sapere, che ‘sembrano’, ma in realtà non sono. Ad esempio, l’elettrodomestico è ormai sdoganato e accolto nell’universo degli apparecchi di casa, in realtà è presente in una cucina su quattro. Tutti conoscono la sua qualità principale, cioè ridurre sensibilmente i tempi di cottura, ma di fatto il suo uso è relegato a riscaldare e scongelare. La cottura al microonde, inoltre, risulta più rispettosa dei nutrienti contenuti negli alimenti, addirittura migliore del metodo tradizionale, se si tratta di pesce e verdure. E forse non si sa abbastanza che il forno a microonde non è dannoso in alcun modo per la salute umana, non modifica geneticamente gli alimenti, né tantomeno li rende radioattivi. La ‘nebbia’ aumenta se si entra in dettaglio nelle performance dei nuovi microonde. Pochi conoscono le potenzialità di questi apparecchi, evoluti grazie a tecnologie implementate insieme al sistema di emissioni delle microonde. Nel punto vendita, del resto, lo scaffale spesso non aiuta il prodotto a comunicare queste innovazioni. È innegabile: nel percepito degli utenti, l’apparecchio è rimasto all’era primordiale. Dell’età oscura del microonde e del suo difficile retaggio abbiamo parlato con Uberto Bertoni, Product Training e Novella Sardos Albertini, Head of Brands, Communication and Sell Out, entrambi di Whirlpool Italia.

Microonde trend

Un mercato da costruire
Con ancora un 75% di potenziale di saturazione, in Italia il mercato del forno a microonde è una ‘prateria da conquistare’. Il che è una chicca del nostro paese, in Francia o Germania il livello di penetrazione è del 70%, più alto ancora in UK. Colpa della nostra apprezzatissima cultura culinaria e delle sue ritualità? Probabile, ma non sufficiente. Corresponsabile è anche la poca conoscenza dei modelli di nuova generazione, e delle loro funzionalità. Una contraddizione, se si pensa che per sua natura il microonde è uno degli apparecchi potenzialmente più utili a un consumatore sempre in lotta contro il tempo che non ha, ma attento alla qualità della sua alimentazione. E i dati di vendita confermano: nella libera installazione (90% del mercato) nel periodo gennaio-ottobre 2019 è il modello ‘solo microonde’ che cresce (a volume +32,1%) con minima variazione di prezzi (-1,5%; prezzo medio: 65 euro). Le cose cambiano nel built-in (circa il 10% del totale mercato a volume, ma quasi il 30% a valore) dove nello stesso periodo i ‘solo microonde’ perdono (-7,7%), mentre sono i modelli multifunzione, i combinati grill + ventilato, a crescere (a volume +39,9%), lasciando sul terreno qualche punto di valore (-10,9%; prezzo medio: 614 euro). In generale, nel periodo considerato il mercato cresce lentamente nella libera installazione (a volume +2,9%), maggiormente nell’incasso (+7,3%). Ancora una volta, i dati sembrano confermare come il canale incasso sia in grado di valorizzare i plus di prodotto, abilitando il consumatore a scelte più tecnologiche. Già: ma quali?

Whirlpool Microonde Extra Space

L'incompreso
In principio era il ‘solo microonde’, già ‘miracoloso’ di per sé, per la capacità unica di accelerare le cotture degli alimenti. L’evoluzione tecnologica ha poi aggiunto all’apparecchio funzioni come il grill e la ventilazione, separatamente o integrate nello stesso apparecchio, dando il via a una nuova categoria: i ‘combinati’, allargando le potenzialità del microonde verso nuove frontiere del cucinare. E di più, le nuove modalità di cottura sono state integrate con tecnologie di ‘cucina assistita’, il sistema elettronico di controllo che gestisce in autonomia programmi e funzioni in base alle ricette preimpostate. Davvero vogliamo usare questi microonde solo per scaldare il latte e scongelare il pane? A quanto pare i consumatori sono ancora convinti di sì, anche perché non sempre i risultati delle performance dei microonde combinati sono all’altezza delle aspettative dell’utente. “In realtà - ci racconta Novella Sardos Albertini - il prodotto non cattura l’attenzione che merita. Noi siamo leader in questo segmento, inoltre proponiamo un apparecchio unico sul mercato. Siamo infatti proprietari del sistema ‘Crisp’, una tecnologia brevettata che a livello tecnico-funzionale permette al microonde di fare un salto qualitativo importante, cioè passare da apparecchio che scalda e scongela a qualcosa di realmente più evoluto e performante, in grado di cucinare ricette che prevedono passaggi al grill o di doratura, come la pizza per intenderci. Per il microonde è una prospettiva piuttosto inusuale”. Insomma, un microonde da usare come un forno normale: la promessa d’uso è vantaggiosa, ma il consumatore non risponde all’offerta, non coglie. O forse non si fida?

Whirlpool Uberto Bertoni

Il brevetto solitario
Per cercare una risposta, ripercorriamo l’evoluzione tecnologica del forno a microonde con l’aiuto di Uberto Bertone. “Dal 1946 (scoperta della cottura con le microonde, ndr) a oggi - ci spiega il manager - la tecnologia è rimasta sostanzialmente la stessa, a eccezione del nostro brevetto. Nel 1991 un nostro ricercatore scopre l’interazione fra la ferrite e le microonde, la prima si scalda a contatto con le seconde: nasce il piatto Crisp, un piatto doratore che prende il nome dalla stessa sua funzione, ‘crisp’ appunto. Procedendo nella sperimentazione, abbiamo verificato che con una doppia emissione delle microonde si cuoce e si ottengono anche dorature di qualità del fondo dell’alimento. Infatti, la prima emissione, dal basso - continua Bertone - riscalda unicamente il piatto crisp, la seconda, dall’alto, cuoce gli alimenti. A questo punto, risolto il problema della doratura nella parte inferiore del cibo in cottura, mancava di completare la ‘doratura’ nella parte superiore dell’alimento. Risultato che abbiamo ottenuto con la tecnologia ‘Crisp’, una interazione fra doppia emissione delle microonde, piatto crisp e grill, il tutto regolato da un algoritmo che accende e spegne correttamente le microonde e il grill per raggiungere il risultato desiderato. Se funzionassero tutte le fonti in contemporanea, l’energia in campo tenderebbe a bruciare tutto”. ‘Crisp’ è il trade mark della tecnologia brevettata da Whirlpool: nessuno può usare il termine per indicare una simile funzione. E nessuno sul mercato ha un simile sistema. Chiediamo a Bertone che differenza ci sia fra la tecnologia Crisp e altri sistemi combinati. “La vera anima crisp - risponde - è la doppia emissione: con la nostra tecnologia il piatto doratore raggiunge una temperatura di 250-270 gradi, lo stesso piatto con una mono emissione arriva a 150-170 gradi. Questi 50-60 gradi in più producono una doratura di ottima qualità per un alimento ben cotto al microonde”.

 

Cultura di prodotto per un cliente più consapevole
Insomma, il microonde non è più quello del 1946, e nemmeno del 1991. “Oggi poi, con i modelli dotati delle funzioni di cucina assistita - commenta Novella Sardos Albertini - cioè la capacità di definire temperatura e tempi di cottura degli alimenti in base al peso, il vantaggio aumenta sensibilmente”. Ma è evidente che il messaggio fatica ad arrivare al consumatore. Tocca all’innovativa e solitaria visione d’uso del microonde targata Whirlpool trainare il settore. “La nostra missione è fare educazione sul prodotto - precisa Albertini - eliminando le barriere culturali e di funzione che sbarrano la strada al microonde, per questo ogni anno investiamo in attività multicanali, dimostrative e di comunicazione”.
Dunque anche per il microonde c’è una seria necessità di fare cultura di prodotto, oltre la dinamica del prezzo che a scaffale appiattisce la categoria e crea confusione, non riuscendo l’utente a capire perchè un modello costa 100 e un altro 300. Il lavoro da fare è aiutare il consumatore a superare remore e luoghi comuni, avvicinandolo alla conoscenza di un microonde che può sostituire il forno tradizionale. Senza una corretta informazione, in un certo senso si impedisce al consumatore di fare scelte consapevoli, limitando pertanto la sua possibilità di sfruttare al meglio i vantaggi che che le innovative tecnologie portano nel quotidiano. Come nel caso dei microonde.