Lunedì, 07 Gennaio 2019 16:00

La guerra degli smartphone all’ombra della Grande Muraglia (e nel resto del mondo)

Gli sbandamenti di Apple e la lezione subita da Samsung. 

La settimana scorsa il tonfo di Apple ha spaventato i mercati globali. Il motivo del crollo delle azioni è stata la previsione al ribasso dei ricavi per il primo trimestre 2019, come non accadeva da 15 anni. Mentre molti puntano il dito sul fatto che, dal primo melafonino del 2007, non ci sarebbero state grosse innovazioni a Cupertino, la verità è molto più complessa ed è da ricercare nel cambiamento dell’economia cinese, che sta lentamente iniziando a rovesciare il sistema finanziario globale. La Cina, da lungo tempo il principale risparmiatore mondiale, è ora un grande consumatore. All'inizio del 2018, la Cina ha superato nella spesa gli Stati Uniti, il re dei consumatori. Dato che i cinesi spendono di più in patria che all'estero, il surplus commerciale totale del paese con il resto del mondo si è ridotto a una frazione della sua dimensione precedente.
La Cina esporta ancora tonnellate di merci. Ma dal momento che i suoi abitanti sono diventati più ricchi, ne consumano anche di più. Nel 2015, il paese ha esportato merci per circa 150 miliardi di dollari in più di quanto importasse ogni trimestre. Nel terzo trimestre del 2018, il surplus commerciale delle merci era di soli 100 miliardi.

La settimana scorsa gli investitori statunitensi si sono concentrati sulla sorprendente notizia che le vendite di iPhone non soddisfacevano le aspettative in Cina. Ma col passare del tempo, ciò che sarà più importante per i mercati globali è il grande aumento della domanda dei consumatori cinesi. Ciò che accade ad Apple è accaduto anche a Samsung. Solo fino a cinque anni fa, il gigante della tecnologia della Corea del Sud era seduto in cima al mercato cinese, vendendo quasi uno smartphone su cinque. Oggi Samsung rappresenta l’1% degli smartphone in Cina, cosa che ha spinto la casa di Seoul a ridurre il personale locale e chiudere il mese scorso una delle sue due fabbriche di smartphone cinesi.

Anche se pochi si aspettano che le vendite di Apple in Cina scendano così drammaticamente, alcune delle ragioni che hanno innescato i passi falsi di Samsung offrono un ammonimento per i produttori di smartphone stranieri. Apple può contare ancora sullo status symbol dei propri prodotti, soprattutto quelli di fascia altissima, e la migrazione dal sistema operativo IOS ad Android rende meno semplice il passaggio da un iPhone ad un qualsiasi altro smartphone.

Samsung, che rimane il più grande produttore di smartphone al mondo, non ha questo vantaggio. Passare da un Galaxy ad un Huawei è semplice e indolore, ed è anche per questo che è stata superata dai rivali cinesi che hanno venduto dispositivi simili a prezzi inferiori. Il declino della società è stato esacerbato da un richiamo globale del 2016 dei dispositivi Galaxy Note 7 con batterie surriscaldate che ne hanno danneggiato il marchio.

Nel frattempo, nei centri commerciali cinesi si vedono sempre più negozi mono-brand di Huawei, Oppo, Xiaomi e Meizu. Per contrastare questo patriottismo commerciale, Apple nelle scorse settimane ha iniziato a offrire sconti in Cina per permuta con i telefoni usati, secondo il suo sito web. Mentre Samsung sta guardando all’India come nuovo mercato emergente, tanto che ha inaugurato proprio vicino Delhi la più grande fabbrica di smartphone del mondo.

Samsung sta anche preparando un importante aggiornamento tecnologico quest'anno per i suoi telefoni di punta del decimo anniversario, tra cui un telefono 5G di nuova generazione con sei telecamere. La società sta inoltre organizzando una produzione di massa per il primo telefono con schermo pieghevole che - stando ai rumors - dovrebbe essere di 7,3 pollici all'apertura.

Sembra quindi che la guerra tecnologico-commerciale tra i big della telefonia sia solo agli inizi. Ne vedremo delle belle al CES di Las Vegas, che apre i battenti oggi, ma ancor di più a fine febbraio al MWC di Barcellona, da sempre il principale evento europeo sul mondo della telefonia. (g.m.)